L’omaggio degli scrittori inglesi a Francesco Caracciolo

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All’ammiraglio Francesco Caracciolo è dedicato uno dei più bei posti di Napoli, il lungomare.

In una lettera dell’aprile 1913, il grande scrittore polacco naturalizzato britannico Joseph Conrad, autore di Cuore di tenebre, da cui è stato tratto il capolavoro Apocalypse now di Francis Ford Coppola, e di altri romanzi che sono entrati a pieno titolo nella letteratura del Novecento, chiedeva allo scrittore Norman Douglas informazioni su Francesco Caracciolo ed altri nomi citati in Blind Guides, Guide Miopi, un eccellente saggio dedicato al martire del 1799, ed alla dolorosa vicenda che lo condusse ad essere impiccato ignominiosamente dopo un processo farsa.

Nel complimentarsi per il lavoro, Joseph Conrad chiedeva all’amico scrittore maggiori dettagli per avere una conoscenza più completa della vicenda legata alla caduta della Repubblica Napoletana.

La lettera di è facilmente rinvenibile nel quinto volume del suo epistolario, a riprova che lo scrittore aveva letto benissimo l’opera di Douglas, Blind guides.

Douglas aveva messo a tacere quei pochi storici inglesi che avevano tentato una difesa di Orazio Nelson, divenuto strumento della crudele vendetta borbonica contro l’innocente ed onesto Caracciolo.

Lo scrittore aveva evidenziato quanto l’ammiraglio inglese fosse succube dei voleri della regina, che lo manipolava tramite la sua amante  Lady Hamilton.

 

La grande caratura di Nelson, vincitore della battaglia di Trafalgar, scompariva davanti alla dignità, alla forza d’animo ed al valore dell’ammiraglio napoletano Francesco Caracciolo.

Inoltre quel disonore di cui si era macchiato Nelson a Napoli non era minimamente difendibile. Nell’incipit dell’opera di Dounglas scriveva: “Le guide miopi sono coloro che non sono in grado di vedere dove ci conducono, sono quelle che, forse con le migliori intenzioni, hanno la capacità di portarci fuori strada”. Lo scrittore si riferiva ai sostenitori di Orazio Nelson, che avevano tentato di fare del loro meglio, ma in realtà non fecero altro che il loro peggio, cercando di difendere colui che a Napoli aveva disonorato  l’Inghilterra.

“D’altronde -  ribadiva Douglas - tutti sappiamo cosa intendesse Foote quando scriveva: Siate certo, dear sir, che meno si parla della condotta di Nelson nella baia di Napoli meglio è. Quindi era meglio tacere anche per l’inutile ferocia di cui ci si era resi colpevoli”.

La vita coniugale stessa di Nelson,  quel suo vantarsi del triangolo amoroso tra lui, la sua amante e il marito della sua amante, l’ambasciatore inglese Hamilton con la nota frase” juncta in uno”, era la dimostrazione dell’abiezione in cui Orazio Nelson era precipitato.

“La bestia umana emerge sotto lo stimolo erotico del fascino di Emma Hamilton e fanno la comparsa certe sgradevoli concomitanze, tipiche della vecchia classe militare, come pure la brutalità nei fatti citati, è la ridicola vanità che sia a Napoli che a Palermo lo spinsero a comportarsi come una prima donna viziata”.

 

 

 

Bibliografia

Norman Douglas, Guide miopi, Nelson e la caduta della repubblica partenopea nel 1799, Bologna, 2015

 

 

 

 

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