Megalomania e potere, una temibile associazione

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Megalomania è una parola moderna che deriva dal greco megalo (grande) e mania (pazzia); ha una popolarità in rete piuttosto ridotta, circa 3milioni e mezzo di item.

L'etimologia di potere, che ha una popolarità nettamente maggiore,130 milioni di item, è riconducibile direttamente al verbo latino poteo.

Megalomania, detta anche delirio di grandezza, è definita come la tendenza ad atteggiamenti di grandiosità, a imprese sproporzionate alle proprie forze. Dal punto di vista strettamente psichiatrico è una malattia mentale che non consente una vita normale, molto vicina alla paranoia. Anche quest’ultima è caratterizzata da deliri di grandezza, mentre è usata, in modo erroneo, specie nel mondo giovanile, per indicare una situazione di” confusione mentale”.

Una interpretazione “benevola” di megalomania, non strettamente psichiatrica, talora usata nel linguaggio comune, è quella riferita a sogni di grandezza che possono comparire anche in persone normali.

Il professore di psichiatria all’università ricordava a noi studenti che tutti possiamo avere disturbi mentali, ad esclusione di quelli schizofrenici, senza cessare di essere persone normali Si può sognare di divenire un grande condottiero, un insigne scienziato, un eccelso artista o di compiere imprese straordinarie; qualche volta i sogni si realizzano, ma di solito scompaiono al confronto con la realtà.

 

Potere indica la capacità di “poter fare qualcosa”, ma anche “imporre il proprio volere a qualcun altro”. É definibile con numerosi aggettivi: politico ed economico, religioso e laico, militare e civile, morale, seduttivo, etc.

Ha segno positivo come quello dei genitori che “impongono” ai figli l’obbligo scolastico, oppure quando esistono responsabilità decisionali definite come nel caso di giudici, medici, o insegnanti.

In un Paese democratico esistono leggi che lo regolano e spetta alle istituzioni il compito di mantenere lo svolgersi della vita civile. Il potere ha segno negativo se associato a irragionevolezza e sopraffazione o assenza di motivazioni etiche.

I soggetti che hanno grande potere come imprenditori, politici o personaggi famosi della vita civile, hanno spesso accessi di megalomania. In questi casi il danno diretto o indiretto alla collettività può essere notevole, per esempio conseguente all’acquisto di grandi quantità di beni di lusso del tutto inutili, al finanziamento di viaggi spaziali a miliardari, oppure a faraonici progetti pubblici non necessari.

Nei dittatori il potere è quasi sempre associato a megalomania e provoca danni spaventosi. Le idee di grandezza variano dallo “spazio vitale e superiorità della razza ariana” (Hitler, 50milioni di morti nel secondo conflitto mondiale), alla modifica totale e brutale da imporre a società precedenti (Stalin: 60 milioni di morti; stessa cifra per Tse-tung Mao; “solo” due- tre milioni di morti in Cambogia per Pol- Post); al ripristino di un grande impero (Putin: invasione e distruzione dell’Ucraina).

L’obbiettivo della indipendenza del proprio Paese nasconde spesso aspirazioni al potere esclusivamente personali come è avvenuto per alcuni dittatori africani: Amin Dada, dittatore dell'Uganda,1925, Jean-Bedel Bokassa, della Repubblica Centrafricana, 1977, sono passati alla storia solo  per eccidi di massa, rapimenti, torture o addirittura cannibalismo. Bokassa, paranoico e psicotico, era talmente megalomane da autonominarsi Imperatore del Centrafrica. Non si può dimenticare che questi regimi dittatoriali hanno sempre l’appoggio di altri regimi dittatoriali e purtroppo talora anche di governi liberal democratici.

Aspirazioni megalomane alla supremazia possono diffondersi anche in popolazioni estese come è avvenuto per gran parte del popolo tedesco durante il regime nazista oppure in popolazioni di ridotte dimensioni, vedi movimenti cosiddetti “indipendentisti” baschi, catalani, padani e simili, con rivendicazioni risibili di tipo etnico e/o economico. I tentativi, messi a confronto con le formazioni geopolitiche mondiali, si sono dimostrati del tutto velleitari, ma hanno sempre provocato conseguenze negative, talora anche cruente.

Voltaire ha affermato due secoli fa che chi ha il potere tende a mantenerlo e l’unico modo per toglierlo è quello di contrapporgli un altro potere. É il sistema messo in atto dalle democrazie liberali con l’equilibrio dei diversi poteri di chi governa previsto dalle costituzioni.

Purtroppo l’unico modo possibile è talora il ricorso alle armi come è avvenuto per abbattere la dittatura nazista, oppure nella lotta al cosiddetto Stato Islamico. Tuttavia l’intervento armato contro la dittatura di Saddam Hussein nel 2001 per ripristinare la democrazia ha provocato conseguenze disastrose in medio Oriente; anche alle rivoluzioni per abbattere la tirannia come quella del 2011 contro Gheddafi, dittatore da oltre 40 anni, sono seguite dannose controrivoluzioni.

Attualmente solo il 13 per cento della popolazione mondiale vive nelle democrazie liberali, il 26 per cento in regimi autocratici e il 44 per cento nelle autocrazie elettorali dove si vota, ma i diritti sono compressi o cancellati.

Persistono megalomanie consistenti in sovranismo (Orban, Ungheria), o nelle aspirazioni di un grande impero (Putin, Russia) o in un dominio economico-politico mondiale (Xi.Jinpig, Cina).

 L’affermazione dei diritti sociali e civili attraverso gli strumenti offerti dalla democrazia, e il bilanciamento costituzionale dei poteri di chi governa rimangono il migliore antidoto   per contenere la megalomania associata a poteri dittatoriali.

 

 

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