Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Chiara Lubich e il Movimento politico per l'unità

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Negli anni '90 la città di Napoli è al centro di grandi cambiamenti politici e culturali. Sullo sfondo di questa rinascita si intrecciano storie di vita e di passione come quella di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolarini, diffuso in 180 paesi con oltre due milioni di aderenti.

Il suo impegno in favore dei più deboli e degli oppressi l'ha portata a concepire un nuovo modo di vedere l'economia che supera le ideologie e gli schieramenti.

La fondazione del “Movimento politico per l'unità” (Mppu), avvenuta a Napoli il 2 maggio 1996, nasce dal tentativo di diffondere il carisma dell'unità al di fuori delle tradizionali strutture associative.

Non si tratta, dunque, di un vero e proprio soggetto politico, come un partito o un sindacato, ma di uno strumento di formazione e testimonianza dei valori cristiani a prescindere dallo schieramento: “cristiani convinti che portino con tale loro presenza questi valori ovunque, senza chiudersi entro un recinto politico particolare” (Città nuova, 5 marzo 1998, p. 4).

 

Anche per questo motivo, nello stesso anno, Chiara ha ricevuto il premio Unesco per l'educazione alla pace. Principi ispiratori del Mppu sono la fraternità, il bene comune e la giustizia sociale.

La scelta del capoluogo partenopeo non fu casuale: l'economia civile è una disciplina nata a Napoli per merito di Antonio Genovesi (1713-1769) che fu tra l'altro il primo accademico a ricoprire una cattedra del genere.

Chiara (Silvia) Lubich nacque a Trento il 22 gennaio 1920 da Luigi Lubich e Luigia Marinconz, entrambi impiegati alla Società tipografica trentina fondata dall'irredentista Cesare Battisti.

Nel 1943 aderì al terzo ordine francescano e fece i voti perpetui di castità col nome di “Chiara”.

Nel settembre 1944 fondò il primo focolare alla Cervara di Trento dove cinque anni dopo si svolse il primo raduno di tutti i focolarini. Nel 1962 l'“Opera di Maria” fu approvata da papa Giovanni XXIII. Nel 1979 fu inaugurata la prima “Mariapoli” permanente a Cadine di Trento.

Nel 1990 a Rocca di Papa (Roma) fu inaugurato il centro studi della “Scuola Abbà” una comunità di persone esclusivamente dedicata all'approfondimento del carisma dei focolarini.

Nel 1991, dopo una missione nelle favelas della periferia di San Paolo in Brasile, nacque il progetto “Economia di comunione” grazie al quale, attraverso il coinvolgimento di imprenditori e di operai, Chiara intendeva creare un sistema economico più giusto e solidale nei paesi in via di sviluppo.

Ed infatti a Cotia, nella periferia della città paulista, nacque l'azienda etica “La tunica” a cui seguì il “Polo Solidaridad” in Argentina. Il principio ispiratore si basa sulla creazione di aziende e industrie gestite da società partecipate, organizzate in poli imprenditoriali, mettendo l'utile al servizio di tutti; nel 1999 ce ne erano più di 700 sparse in tutto il mondo.

L'economia di comunione non fu l'unica motivazione alla base dell'impegno di Chiara in politica. Fin dagli anni '50 si era dichiarata paladina della libertà contro i regimi dittatoriali ancora diffusi nell'Europa dell'est. Nel 1956, dopo la rivoluzione ungherese, Chiara rispose all'appello di papa Pio XII che chiedeva un “solido patto pubblico” per i diritti e l'indipendenza dei popoli. Così nacquero gli “Incontri romani” con il compito di assistere i turisti provenienti dal blocco sovietico e organizzare viaggi missionari nei paesi situati oltre la Cortina di Ferro.

Nel 1959 con Igino Giordani, deputato della Democrazia Cristiana all'Assemblea Costituente, fondò il “Centro Santa Caterina”, laboratorio politico dell'Opera di Maria, nel 1968 il “Movimento Umanità Nuova” con l'obiettivo di influire sugli aspetti politici e legislativi del governo e nel 1983 i “Giovani per un mondo unito” impegnati nella realizzazione di progetti di sviluppo locale. I tempi erano maturi per annunciare la nascita ufficiale del “Movimento politico per l'unità”.

L'occasione si presentò il 1° maggio 1996 a Pompei, in provincia di Napoli, dove si stava svolgendo il 10° “Meeting dei giovani” con la partecipazione di oltre 15 mila giovani provenienti da tutto il mondo.

Lo slogan fu «La carità per l'unità dei popoli» che partiva dalle religioni del grande libro (ebraismo, cristianesimo e islamismo) per individuarne i valori comuni. La carità infatti è presente nelle principali religioni monoteistiche in forme più o meno secolarizzate (“Zedaqah” nel mondo ebraico e “Zaqat” nel mondo islamico). La località dove si stava svolgendo il Meeting, dopo un incessante scroscio di pioggia, ha visto il susseguirsi delle testimonianze di vita dei focolarini alternate con brani musicali del gruppo di fama internazionale “Gen rosso” (GEnerazione Nuova).

Sul palco era presente anche Chiara che recitò un discorso in cui c'è l'anticipazione di qualcosa di nuovo che stava per nascere:

«Oggi i giovani, specie dopo il crollo delle ideologie, vivono nella grande maggioranza senza un codice di comportamento. C'è piuttosto la tendenza a crearsi codici personali. I nuovi giovani, invece, hanno per testimone il Vangelo. Si sforzano di impersonarlo in ogni sua parola, così da diventare Vangeli viventi, come Maria. Scoprono così tutta la forza rivoluzionaria del messaggio di Gesù, l'avverarsi di ogni sua promessa».

Dopo il pranzo, la giornata è trascorsa in preghiera e poi ancora nella musica.

L'indomani mattina 2 maggio 1996, Chiara si è recata a Napoli dove si è incontrata con altri giovani che le hanno posto alcune domande: «È possibile puntare all'unità partendo da posizioni tanto diverse? Come si può andare al di là del frazionamento in tanti partiti, sì da operare veramente per il bene comune, per il bene di tutto il popolo?».

Chiara non si è rifiutata di rispondere a tutte le domande ma ha tenuto a precisare che lavorare per l'unità significa fare dei sacrifici non rinunciando del tutto allo spirito di competizione. Si può quindi contribuire significativamente all'unità pur aderendo a partiti e schieramenti diversi.

Dall'incontro ne è nato un movimento che nelle parole di Chiara Lubich doveva essere: “una realtà ecclesiale, effetto e frutto non solamente di forze umane ma principalmente di un carisma e cioè di un dono dello Spirito che segue la storia e le offre, di epoca in epoca, aiuti particolari secondo i bisogni.

Carisma che vuol portare quest'Opera – considerata quindi dalla Chiesa Opera di Dio – alla piena realizzazione, fra tutti i cristiani, del “sogno di Dio” come dicono i nostri giovani: l'unità; «Padre, che tutti siano uno” ha pregato Gesù, allargandola alla fratellanza universale, poiché Cristo è morto per tutti» (Discorsi, pp. 89-90).

Il 3 maggio Chiara era ancora a Napoli, alla Mostra d'Oltremare, dove per l'occasione era intervenuta anche una delegazione della Provincia guidata all'epoca da Amato Lamberti.

Il 4 maggio, presso la sede dell'Ordine dei giornalisti al circolo della stampa della Villa Comunale, Chiara si è poi incontrata con i giornalisti delle principali testate editoriali (Il Mattino, La Città, il Tempo, Avvenire, Nuova Stagione) con cui ha approfondito vari temi di religione e attualità.

Due anni dopo avevano aderito al Mppu oltre 200 esponenti politici italiani (consigli comunali, enti locali, Parlamenti vari) e 500 attivisti (circoli locali, animatori, volontari) come Chiara stessa ebbe a dire ricordando quel momento fondativo:

«Nel maggio 1996 a Napoli, dai nostri impegnati in politica nei diversi schieramenti, è nata questa domanda: come, partendo da posizioni diverse o addirittura contrapposte, si può puntare all'unità? E si è data una risposta. Mettere in pratica, a base di tutto, l'amore reciproco, come raccomanda Pietro alle prime comunità cristiane: “Anzitutto conservate tra voi una grande carità» (Cfr. Pt 4,8)”. Poi essere militanti di parte. E ciò non certo per formare un altro unico partito, ma piuttosto per essere disposti, in piena lealtà alle proprie appartenenze politiche, a comprendere le ragioni dell'altro in uno spirito di unità; uno spirito d'unità che agisca non solo eccezionalmente, ma viva come norma fondamentale e continua per la politica di ciascun popolo e della scena internazionale; uno spirito d'unità che aiuti a prende- re posizioni comuni onde salvaguardare i valori dell'uomo. Quel giorno, a Napoli, è nato il “Movimento dell'Unità"” Ma non ci si è fermati in Italia [...], l'unità tra politici di partiti diversi ha iniziato ad estendersi a politici di nazioni diverse». (Strasburgo, 15 settembre 1998, Sede dell'Europarlamento, Discorso al gruppo del Partito Popolare Europeo).

Il 19 maggio 1997 Chiara Lubich, in visita gli Stati Uniti, si è recata alla moschea di Harlem dove era stato ucciso Malcolm Little, meglio conosciuto come “Malcom X”, il noto attivista per i diritti civili delle minoranze di colore in America.

Nel suo discorso Chiara ha ricordato i punti di contatto tra le principali religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo e islam): «La fede nel Dio Uno, clemente e misericordioso; l'adesione alla Sua volontà e sopratutto la fede nell'amore di Dio». (Coda P., Nella moschea di Malcom X, Città Nuova, Roma, 1997, p.21).

Riuscì poi a convincere l'imam W.D.Mohammed a stipulare un patto per la pace e l'unità tra i popoli. Solamente l'anno prima aveva inaugurato a Roma il primo congresso internazionale tra ebrei e cristiani e l'anno successivo a Buenos Aires firmerà un altro patto di unità con l'associazione “B'nai B'rith” impegnata in prima linea contro l'antisemitismo.

Il 9 giugno 2000 si tenne a Trento un congresso del Mppu in cui Chiara ha voluto rileggere la storia dei focolarini alla luce della sua proposta di fede.

Nel marzo 2022 è nata la sezione internazionale del Mppu con lo scopo di approfondire la conoscenza e la formazione sulle istituzioni europee, collaborare con i presidi di unità sparsi nel mondo (laici e religiosi) e formare una rete politica per la pace mondiale. E ancora:

«costruire comunità, partendo dai 'piccoli mondi vitali', in cui ognuno può diventare attore sociale, scegliendo di esserlo ogni giorno con una grande sforzo di volontà, contro le sirene dell'autosufficienza e della solitudine mediatica». (Città nuova, 7/2019, p. 110).

La rivista “Nuova umanità” riporta altri esempi di collaborazione col Mppu:

«Due giovani siciliani si sono trovati nelle ultime elezioni regionali a fare campagna elettorale per due candidati di partiti diversi. Si sentivano ogni sera a mezzanotte, per aiutarsi l'un l'altro a risolvere i problemi insoluti della giornata e per rafforzarsi nella decisione di coltivare nella propria parte lo spirito di comprensione verso l'altro. Sempre in Italia, un gruppo delle diverse regioni e partiti sta concludendo uno studio per un contributo di idee alla riforma della Costituzione italiana. Nel Parlamento italiano nazionale due deputati, di partiti diversi, hanno coinvolto colleghi di tutte le parti politiche nella presentazione di una proposta di legge sul problema tanto dibattuto della fecondazione medicalmente assistita». (Nuova umanità, 6/1998, p. 662).

 

Di lei ha scritto il noto economista, ed ex presidente dell'Accademia pontificia per le scienze sociali, Stefano Zamagni: «Per i focolarini la via c'è ed è quella di portare nell'agorà, in aggiunta ai temi della giustizia e della libertà, quello della fraternità e di portare nella sfera dell'economico la categoria della reciprocità come gratuità (…) il Mppu e l'economia di comunione sono i frutti maturi dell'originario slancio vitale di Chiara alla quale mai è bastata la carità come 'philia' che pure non ha disdegnato. Il grande contributo di Chiara alla cultura della post-modernità è stato quello di restituire la carità come agape alla sfera pubblica, dopo che la modernità l'aveva rinchiusa entro la sfera del privato». (Zamagni S., Il bene umano. In “Città Nuova”. Numero speciale, aprile 2008, p. 109).

Nel lessico politico la “fraternità” è una delle tre componenti della buona convivenza insieme alla libertà ed all'eguaglianza. La libertà di coscienza consente ad ogni persona di scegliere in autonomia la propria fede religiosa e di frequentare una certa comunità di riferimento.

L'eguaglianza combatte le discriminazioni e induce lo Stato a porvi dei rimedi. Ma la fraternità è forse il valore più importante perché valorizza il dialogo tra le diverse comunità, promuovendo la tolleranza religiosa e inibendo gli estremismi.

Il focolare di Napoli – che gode di una lunga tradizione di attività a partire dall'estate del 1949 – ha dato i natali a questo progetto politico. C'erano quindi tutti i presupposti per una iniziativa di grande portata storica. Napoli, con le sue contraddizioni e le sue peculiarità, ne ha favorito il parto.

 

 

Bibliografia

 

L. Abignente, D. Falmi, Oltre il Novecento. Chiara Lubich e la storia, la letteratura e la società del nostro tempo, Città Nuova, Roma, 2022.

V. Araujio, Chiara Lubich. Discorsi in ambito civile ed ecclesiale, Città Nuova, Roma, 2020.

«Città Nuova». Periodico quindicinale del Movimento dei focolari”, n. 10, 25 maggio 1996; n. 5, 5 marzo 1998; numero speciale, aprile 2008.

P. Coda, Nella moschea di Malcom X, Città Nuova, Roma, 1997.

E. M. Fondi, M. Zanzucchi, Un popolo nato dal Vangelo. Chiara Lubich e i focolari, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2003.

Luctuosissimi eventus, Lettera enciclica di papa Pio XII, 28 ottobre 1956.

C. Lubich, L'economia di comunione. Storia e profezia, Città Nuova, Roma, 2001.

«Nuova umanità». Rivista bimestrale di cultura, n. 120, 6/1998.

M. Piancastelli, Grande kermesse dei Focolari, «Il Mattino», 3 maggio 1996, p. 23.

Pio XII, Allo strazio del nostro cuore, Radiomessaggio al popolo e ai governanti, 10 novembre 1956.

 

 

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