Un condominio e la Memoria difficile
Nella famigerata Pensione Oltremare di via Principe Amedeo vennero rinchiusi, interrogati e seviziati numerosi patrioti antifascisti, partigiani della Resistenza, militari e poliziotti, come Pilo Albertelli, Eugenio Colorni, Franco Calamandrei, Carlo Salinari, Luigi Pintor, Maurizio Giglio e Luchino Visconti. Molti di essi vennero poi fucilati a Forte Bravetta o alle Fosse Ardeatine. La banda fascista di Koch, come ricostruito da Massimiliano Griner nel suo documentatissimo saggio (La "Banda Koch". Il reparto speciale di polizia. 1943-44, Torino, 2000), collaborò anche col comando delle SS di via Tasso.
Essa divenne lo strumento operativo di irruzioni nelle sedi della Chiesa, alla ricerca di antifascisti, ebrei e militari ribelli, come l'assalto al Seminario Lombardo di Santa Maria Maggiore, nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 1943, che portò all’arresto del comunista Giovanni Roveda e di vari ebrei, e l’assalto al convento annesso alla Basilica di S. Paolo, nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1944, che portò all'arresto di 67 persone fra ebrei, renitenti alla leva, ex-funzionari di polizia e alti ufficiali. Alcuni degli ebrei arrestati, consegnati alle SS tedesche, finirono poi ad Auschwitz. Koch inoltre procurò a Kappler diversi nominativi da inserire nella lista dei condannati a morte per rappresaglia alle bombe di via Rasella. Negli ultimi anni il circolo romano dell’Anpi dell’Esquilino, intitolato a don Pietro Pappagallo, aveva chiesto ripetutamente con sit in ed altre azioni di sensibilizzazione l’apposizione di una targa commemorativa presso lo stabile di via Principe Amedeo. A seguito di queste iniziative, gli uffici dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale avevano chiesto al condominio l’autorizzazione. Ma proprio all’approssimarsi dell’anniversario delle Fosse Ardeatine, l’assemblea condominiale del palazzo, a maggioranza, aveva deliberato di opporsi alla richiesta. Solo dopo una battaglia di civiltà durata oltre due anni, il 25 aprile del 2012, superando il diniego del condominio, è stata finalmente apposta nella strada la targa di commemorazione dei patrioti e degli antifascisti caduti, incarcerati o torturati nella "Pensione Oltremare" per mano della famigerata banda Koch. L'inaugurazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Municipio Centro Storico, che ha dato l'autorizzazione ad installare la targa sul marciapiede di fronte al portone d'ingresso del numero civico 2 del palazzo che ospitava il carcere della banda fascista.
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La memoria difficile. La memoria scomoda. A Roma, tra il gennaio e il giugno 1944, durante il periodo “nero” – in tutti i sensi – dell’occupazione nazista, tre appartamenti dello stabile di via Principe Amedeo 2, nel cuore della capitale, vennero requisiti e adibiti a carcere della “banda Koch”, reparto speciale della polizia fascista di Salò, così chiamata dal nome del suo capo, il tenente Pietro Koch.