Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

I Gulag dell'Unione Sovietica

Condividi

Il canale pubblico RAI Storia ha trasmesso la sera del 18 febbraio 2022 dalle ore 22.10 alle 22.55 una delle puntate più sconvolgenti di una delle pagine più disumane e demoniache della storia umana: quella dei Gulag, dello sterminio e della detenzione di milioni di poveri e innocenti esseri umani, alla luce della visione delirante, fanatica, disumanizzante marxista-leninista sotto la guida tirannica del loro erede demoniaco dittatore rosso Stalin nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) negli anni bui sia del biennio tragico 1936-1938 che dopo, fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Tra fucilazioni e detenzioni in condizioni orribili milioni di cittadini e di cittadine russe e di altri paesi dopo il 1939 furono coinvolti e travolti da una delle più gigantesche vicende criminali della storia umana.

Occorre che ogni cittadino, ogni cittadina specialmente dell’Italia, che ha conosciuto il più grande consenso comunista sovietico dell’Occidente (diretto e indiretto) veda e riveda mille volte quelle immagini e quei fatti e faccia una radicale autocritica interiore, essendo caduta in una delle più grandi, tragiche, disumane falsificazioni ideologiche della storia umana.

 

Che sia avvenuto in Italia dipende, dal mio personale (quindi discutibile) punto di vista, dal fatto che il caro Popolo italiano è il più direttamente sottoposto da più di un millennio per collocazione geografica-storica alla predominanza della Chiesa cristiana cattolica romana, a partire dalla falsa donazione di Costantino, usata per giustificare il suo immenso potere temporale (che nulla ha a che vedere con un’autentica esperienza religiosa legittima), magistralmente disvelata dall’umanista Lorenzo Valle ed organicamente argomentata dal grande intellettuale pugliese-napoletano Pietro Giannone, perseguitato per questo motivo con una delle più gigantesche cacce all’uomo dell’Inquisizione Romana.

Questa possente millenaria centrale ha operato poi in simbiosi con il fascismo, seconda dittatura del Novecento, dopo quella rossa marxista-leninista-stalinista, iniziata nel 1917, da essa anche derivata, essendo stata ideata e fondata da un socialista marxista rivoluzionario, direttore del fondamentale quotidiano ‘Avanti’ (imitazione tedesca) del Partito Socialista, Mussolini.

Lo scopo fu quello di demolire e svuotare entrambe, non a caso alleate organiche con i Patti Lateranensi e il Concordato del 1929, lo spirito e la conquista epocale della Libertà e di una sostanziale Laicità dello Stato raggiunte, con l’Unità, nell’eroico, Risorgimento. Esso il più grande periodo della storia d’Italia, accanto a vicende dell’Antifascismo, della Resistenza, della nostra cara età repubblicana liberaldemocratica, pur costantemente insidiata fino ad oggi da possenti eredità cattolico-clericali, socialcomuniste, fasciste.

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

Miscellanea Storia e Filosofia

1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista

Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo

Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa

 

Libere Riflessioni

Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte

Commissione europea: il potere che sfida la legge

Mercato libero o mercato padrone?

Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante

Il pauperismo non tramonta mai

 

Filosofia della Scienza

Ambiguità della democrazia

Solidarietà e liberalismo

Individuale e collettivo

Gli universali nelle scienze sociali

Rovelli sulla fisica quantistica

 

Cultura della legalità

Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale

“La Costituzione in tasca”. Art.9

Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017

 

 

Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

Statistiche

Utenti registrati
20
Articoli
3523
Web Links
6
Visite agli articoli
19634148

La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.

Abbiamo 477 visitatori e nessun utente online