Il banco numero 14
Il banco da cui Giacomo Matteotti, il 30 maggio 1924, pronunciò il discorso con cui denunciò i brogli, le violenze e le intimidazioni fasciste che avevano accompagnato le elezioni politiche di quell’anno. Un discorso che gli sarebbe costato la vita. Dal 27 maggio 2026 quel banco porta il suo nome. E resta vuoto. Non è un dettaglio simbolico qualsiasi. È una scelta dal fortissimo valore storico e civile. In Europa esiste un solo altro precedente analogo: il seggio dell’Assemblea nazionale francese lasciato vuoto in memoria di Jean Jaurès, il leader socialista assassinato nel 1914 alla vigilia della Grande Guerra. Anche a Montecitorio, dunque, il vuoto diventa memoria. E il silenzio diventa racconto della democrazia ferita.
Il discorso che sfidò il fascismo Quando Matteotti prende la parola alla Camera, il 30 maggio 1924, sa perfettamente cosa rischia. I deputati fascisti lo interrompono, lo insultano, lo minacciano. Lui però va avanti. Denuncia le violenze squadriste, i brogli, il clima di intimidazione che aveva accompagnato il voto. Sta difendendo non soltanto il suo partito, ma l’idea stessa di Parlamento e di democrazia rappresentativa. Dieci giorni dopo, il 10 giugno, viene aggredito e sequestrato mentre percorre a piedi il Lungotevere. Il suo corpo martoriato sarà ritrovato soltanto il 16 agosto. Da quel momento la storia italiana cambia direzione. Il delitto Matteotti apre la strada alla dittatura. Il 3 gennaio 1925 Benito Mussolini si assume alla Camera la «responsabilità politica, morale, storica» di quanto accaduto e annuncia di fatto il regime. Arrivano le leggi fascistissime, la soppressione delle libertà politiche e sindacali, la censura, il Tribunale speciale, il confino, il controllo poliziesco. Ma è proprio in quel momento che nasce anche l’altra Italia. L’Italia dell’antifascismo. Archimede: l’Eureka della conoscenza
Un uomo che, per ampiezza di interessi e profondità di intuizioni, può essere considerato – senza esagerazione – il più geniale scienziato mai vissuto. La maggior parte delle persone ricorda Archimede per il celebre principio dei corpi galleggianti, studiato alle scuole superiori, ma ridurre la sua figura a quella singola scoperta significa ignorare un universo di idee. Archimede fu un ricercatore instancabile: esplorò la geometria piana e solida, la meccanica, l’idraulica, l’astronomia. Un talento poliedrico che, per ampiezza e originalità, può essere accostato a quello di Leonardo da Vinci, altro gigante della creatività scientifica italiana. Durante il lungo assedio di Siracusa (214–212 a.C.), nel pieno della seconda guerra punica, Archimede mise il suo ingegno al servizio della città. Progettò e fece utilizzare dagli assediati macchine belliche mai viste prima: catapulte a tiro variabile, bracci meccanici capaci di sollevare e rovesciare le navi romane, congegni difensivi di precisione sorprendente. Le sfide alla società aperta
La storia dimostra che ogni teoria è destinata prima o poi a essere soppiantata da una teoria diversa. Se dalla scienza passiamo agli ambiti dell’etica e della politica, il mondo umano è caratterizzato da un inevitabile politeismo dei valori, sul quale attirò l’attenzione soprattutto Max Weber. L’etica non è una scienza, ragion per cui i valori ultimi non sono teoremi risolvibili con mezzi logici, bensì ideali di vita circa i quali le scelte sono inevitabilmente personali. Si può argomentare a loro favore, precisando però che essi non sono poggiati su basi certe ed eterne. Le argomentazioni volte a sostenerli presuppongono sempre un confronto franco e leale, al cui interno è vietato imporre agli altri credenze e convinzioni che non condividono. I sostenitori della società aperta devono trovare il modo di salvarla dalle pressioni di coloro che, convinti di possedere la Verità, intendono scardinarla per adottare una forma di vita che promette la salvezza. E non importa il modo per conseguirla. A volte sono i precetti di un libro ritenuto sacro, in altre occasioni le promesse contenute in testi filosofici o economici. L'omaggio della toponomastica al medico Edmondo Mundo
«E’ uno dei pionieri della omeopatia in Italia, e in questo senso la città di Napoli torna ad essere protagonista di una vicenda scientifica, umana e sociale importante. La diffusione della omeopatia come cura alternativa per tante persone è stata anche oggetto dell’azione di tanti medici, di tante persone di scienza che hanno portato avanti questo modo di curarsi. Leggi tutto: L'omaggio della toponomastica al medico Edmondo Mundo Napoli accoglie i bambini del Sahara
La città di Napoli ospita dieci bambini saharawi nell’ambito di un progetto nazionale di accoglienza. Nell’aula consiliare del Comune alcuni esponenti delle istituzioni hanno dato il benvenuto ai bambini. «L’accoglienza è un progetto nazionale. Vengono in Italia centodieci bambini, ed il progetto consiste principalmente in uno screening medico nell’appurare le condizioni di salute dei bambini, dopodiché in uno scambio culturale. Il nostro progetto è finanziato dal cinque per mille e da varie iniziative con cui cerchiamo di coinvolgere la società civile per avere delle donazioni che sono assolutamente di privati.» [Francesca Doria – Presidente Associazione Tiris]
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Nuovo Monitore Napoletano N.210 Giugno 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaMarc Bloch, ovvero “l’Apologia della Storia” Confutazione dell’Uomo delinquente Le elezioni del 2 giugno 1946 a Castellammare di Stabia Paul Verlaine, il “poeta maledetto” riecheggia nello sbarco in Normandia Elena Amalfi, una cattolica “pasionaria” Mikhail Gorbaciov, l’uomo inviato dal destino Ernest Hemingway: esistere giorno dopo giorno Gioacchino Murat: i sogni muoiono a Pizzo Calabro
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C’è un banco, nell’aula di Montecitorio, che dal 27 maggio 2026 non è più soltanto un banco parlamentare. È il banco numero 14.
Siracusa, terzo secolo avanti Cristo. In una città vivace, crocevia di commerci e cultura greca, nacque probabilmente nel 287 a.C. uno dei più grandi geni della storia: Archimede, matematico, fisico, ingegnere, astronomo.
Un nuovo omaggio della toponomastica ad una figura molto nota sul territorio che resta in tal modo come segno tangibile della memoria collettiva. Siamo a San Giovanni a Teduccio, nei pressi del Nest (Napoli Est Teatro), e precisamente nella ex Prima Traversa Bernardino Martirano che da oggi viene intitolata da un medico molto stimato che ha operato qui, sul territorio: Edmondo Mundo.
«Sono nati nel deserto questi bambini, non hanno mai visto né una piscina né il mare, per cui portarli al more e in piscina è la cosa che loro amano di più.» [Francesca Doria – Presidente Associazione Tiris]