Religione e scienza
Numerosi, tuttavia, pure gli scienziati dei nostri giorni che riflettono sull’argomento proponendo soluzioni di vario tipo ma, in ogni caso, interessanti. Il problema va inquadrato nel contesto più vasto della nostra conoscenza della realtà naturale, sottolineando sin dall’inizio che questo non è il solo tipo di conoscenza di cui disponiamo. La controversia su tale affermazione è tuttora apertissima. Si può innanzitutto notare che non solo vi sono diversi generi di conoscenze scientifiche, ma anche conoscenze che fuoriescono dall’ambito della scienza. Chi sostiene una posizione simile è spesso accusato di non distinguere tra il processo propriamente cognitivo e la mera espressione di sentimenti soggettivi. E, per capire perché si verifichi la contrapposizione di cui sopra, è necessario qualche breve cenno storico. Era opinione dei positivisti del secolo scorso che la scienza moderna avesse occupato l’intero campo della conoscenza, ivi inclusi quegli spazi che, tradizionalmente, venivano riservati alla filosofia. Lo spirito scientifico andava pertanto trasferito senza esitazioni nel campo filosofico e, a questo proposito, il viennese Moritz Schlick affermò che un filosofo che conoscesse soltanto la filosofia era come “un coltello senza lama e senza manico”. Con ciò intendeva dire che il filosofo doveva essere esperto di almeno una disciplina scientifica se voleva pronunciare dei discorsi dotati di senso. Solo nella scienza si dà vera conoscenza, e le asserzioni della filosofia e della religione (ma anche dell’etica) altro non sono che enunciati privi di significato. I positivisti, dunque, attribuiscono valore unicamente agli enunciati empirici e a quelli analitici della logica e della matematica. La conoscenza è soltanto quella empirica, basata sui dati immediati, e la concezione scientifica del mondo è contraddistinta dal metodo dell’analisi logica. Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia
Suo primo Segretario fu il dinamico e intraprendente Catello Uvale, operaio dei cantieri navali, futuro delegato della Commissione Interna e consigliere comunale del PCI negli anni Sessanta.2 In realtà già all'indomani della caduta del fascismo e con la rinascita dei partiti, nei primi giorni di novembre del 1944 nella Città delle Acque si era costituito il Comitato Giovanile Comunista, Giorgio Sola, con sede in via Roma 30. La carica di Presidente fu assunta dallo studente Sebastiano Mariconda, futuro consigliere comunale e assessore socialista di peso, poi socialdemocratico.3 Un mese prima si era anche costituito un Comitato Giovanile aderente al Fronte della Gioventù - fondato dal partigiano triestino, Eugenio Curiel (1912 - 1945) nel gennaio 1944 a Milano con l'intenzione di costituire una organizzazione unitaria tra i giovani antifascisti di ogni schieramento politico - formato da delegati giovanili liberali, democratici del lavoro, democratici cristiani, socialisti e comunisti.4 Leggi tutto: Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista
Ma c’era un ulteriore elemento che mancava per capire davvero la profondità di quell’indottrinamento, un elemento che spiega perché Trump ha sottovalutato il Venezuela e perché la sua “invasione ibrida” del gennaio 2026 ha vinto una battaglia militare e delle tromperie, ma ha certamente perso la guerra culturale. Hugo Chávez non parlava solo di Marx, Bolívar e antimperialismo ma parlava anche di Cristo, e lo faceva continuamente, sistematicamente, con una precisione che non lasciava nulla al caso. Durante una puntata di Aló Presidente del 2006, disse qualcosa che sarebbe diventato uno dei pilastri del suo messaggio: se si osservano davvero le cose attraverso gli occhi di Gesù Cristo, che lui considerava il primo socialista della storia, solo il socialismo può davvero creare una società genuina, mentre il capitalismo è la via del diavolo e dello sfruttamento. Non si limitava a citare Cristo come riferimento generico ma apriva la Bibbia in diretta televisiva e leggeva passi specifici: il giovane ricco cui Gesù narra che è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli, i primi cristiani che vivevano mettendo tutto in comune, Cristo che caccia via i mercanti dal tempio a frustate. Leggi tutto: Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista Democrazia ambigua
Antica è l’osservazione che totalitarismo e dittatura non sono degenerazioni patologiche della democrazia, ma ne rappresentano piuttosto esiti possibili. Osservazione ancora in grado di scandalizzare; tutti concordano sul significato etimologico: “potere del popolo”. Il problema nasce quando si cerca di disambiguare l’espressione. Quali sono infatti le modalità che consentono di esplicitare la piena sovranità popolare? Siamo portati a rispondere che condizione essenziale è la possibilità di tenere consultazioni elettorali libere, mediante le quali al popolo viene fornita l’opportunità di cambiare i propri rappresentanti. Il meccanismo della rappresentanza, spesso criticato, diventa necessario quando la popolazione aumenta in misura considerevole impedendo la democrazia “diretta” ipoteticamente sperimentata nelle società tribali o in alcune città-stato dell’antica Grecia. Le stesse difficoltà sorgono ai giorni nostri, col tentativo di rendere davvero contigui elettori ed eletti tramite la Rete. Presupposti indispensabili: ognuno dev’essere connesso e sono necessarie garanzie circa l’impossibilità di manipolazioni. Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta
La Cassazione ribadisce che il compimento dei 18 anni non fa venir meno automaticamente il diritto al mantenimento, tuttavia, questo diritto non può trasformarsi in una rendita perpetua. Il figlio maggiorenne deve dimostrare un percorso di studi serio e coerente, un impegno concreto nella ricerca di lavoro e l’assenza di mezzi propri adeguati, Il mantenimento, dunque, non è più garantito “a prescindere”, ma subordinato ad un comportamento attivo e responsabile. Le sentenze più recenti segnano una svolta netta: il figlio che non s’impegna perde il diritto al mantenimento. I giudici hanno chiarito che l’obbligo può cessare quando il figlio rifiuta offerte di lavoro compatibili con il suo profilo, interrompe gli studi senza giustificazione e mantiene un atteggiamento negligente o dilatorio. L’inerzia, insomma, non è più tollerata. La responsabilità personale diventa un elemento decisivo. Un altro punto centrale riguarda la definizione di “autosufficienza economica”. Leggi tutto: Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta
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Il rapporto tra scienza e fede è uno dei grandi temi del pensiero contemporaneo. Al dibattito non contribuiscono soltanto i filosofi, come molti ritengono, ma anche gli scienziati. Sono note le molte opere che Albert Einstein ha scritto al riguardo.
Il Circolo della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) stabiese aveva una lunga e gloriosa storia che risaliva alla sua fondazione nella primavera del 1949, svolgendo nel cinema Corso il suo primo Congresso la domenica del 19 febbraio 1950, con circa 100 interventi e nessun incidente, come tenne a precisare il solerte poliziotto nella sua informativa.
Nell’
Quando si sottolinea l’ambiguità della parola “democrazia” si corrono dei rischi. Non v’è dubbio che si tratti di un’operazione corretta dal punto di vista scientifico, ma i rischi sono dovuti al fatto che oggi siamo così abituati a far seguire tale parola dall’aggettivo “liberale” da essere automaticamente indotti a escludere che il termine possa avere un significato diverso. “Democrazia” è infatti una parola polisemica, il che comporta polemiche sterili sul piano della pura ricerca.
Negli ultimi anni il tema del mantenimento dei figli maggiorenni è tornato al centro del dibattito giuridico e sociale. La trasformazione del mercato del lavoro, l’allungamento dei percorsi formativi e la crescente difficoltà dei giovani a raggiungere l’autonomia economica hanno spinto la giurisprudenza a riconsiderare i confini dell’obbligo genitoriale. Il risultato è un orientamento più rigoroso, che mira a bilanciare tutela e responsabilità.