Pasquale Paoli e l’illuminismo napoletano
Durante il XVIII secolo la Corsica divenne una terra mitica. Un’isola dove poter vagheggiare un’utopia felice realizzata; una sorta di “America vicina e a buon mercato”. Se ciò accadde, il merito maggiore lo si deve attribuire al fascino che promanò dal generale Pasquale Paoli, l’estensore della Costituzione còrsa, che tanta attenzione suscitò all’epoca in Europa ma anche oltre-atlantico e che attenti studiosi come Antonio Trampus (in testi La Terza, Bari come Storia del costituzionalismo italiano nell’età dei Lumi e Il diritto alla felicità. Storia di un’idea) hanno giustamente rivalutato e messo in correlazione con i più alti sviluppi illuministi del cosmopolita Settecento.
La fama di Paoli si diffonde tra USA e Regno di Napoli nel XVIII secolo Se il successo, per così dire “americano”, di Paoli e della sua Costituzione è ampiamente dimostrabile con le diverse città che gli furono dedicate negli Stati Uniti e con il caffè a lui precocemente intitolato a New York, possiamo essere non di meno certi che anche a Napoli e, come vedremo, in Calabria talenti assoluti quali Gaetano Filangieri e Antonio Jerocades gli abbiano prestato la dovuta attenzione. D’altra parte, proprio a Napoli era stata pubblicata nel 1758: Giustificazione della rivoluzione di Corsica e della ferma risoluzione presa da’ Corsi, di non sottomettersi mai più al dominio di Genova di Gregorio Salvini. Dal 1729, per quasi 40 anni, la Corsica aveva dato vita a rivolte contro il dominio genovese: i Còrsi chiedevano autonomia e autogoverno e dal 1755, con Pasquale Paoli, nacque una vera Repubblica còrsa indipendente, con Costituzione e istituzioni proprie. Di fatto, Genova non controllava più l’interno dell’isola e dovette chiedere aiuto alla Francia, che inviò delle sue truppe. La Repubblica di Genova si era appunto fortemente indebitata, soprattutto con la Francia, a causa delle continue spedizioni militari e del contemporaneo declino dei traffici commerciali genovesi nel Mediterraneo. Mantenere un esercito sull’isola era diventato insostenibile: Genova, incapace di controllare le rivolte (in particolare proprio quelle guidate da Pasquale Paoli), cedette alla Francia i propri diritti sulla Corsica, come compensazione dei debiti, il 15 maggio 1768 con il Trattato di Versailles, mentre la Francia completò poi la conquista militare dell’isola nel 1769. Goffredo Fofi, l’intellettuale totale
Quest'ultimo saggio può essere considerato un vero e proprio testo di carattere enciclopedico, dove tramite la redazione di schede biografiche, in tutto 307, vengono raffigurati intellettuali, artisti, pedagogisti, sportivi e giornalisti del Mezzogiorno e non, ma che sono indissolubilmente legati allo sviluppo culturale del Sud Italia, come le pagine monografiche su Carlo Levi, Anna Maria Ortese, Pier Pasolini oppure quella riservata a Diego Armando Maradona, quest’ultimo inserito per l'influenza che ha avuto nella cultura popolare napoletana. Fofi ha iniziato a lavorarci dalla seconda metà del 2024 con la redazione della prima scheda biografica su Eduardo De Filippo. L'ultima scheda, quella su Leonardo Sciascia, fu completata solamente il 16 giugno del 2025, poche settimane prima della sua scomparsa. Alcune schede, precisa il curatore, nella parte introduttiva del saggio erano in parte già state scritte per diverse trasmissioni radiofoniche su Rai Radio 3. Da esperto etnologo non accademico della società italiana, Fofi ha mostrato la vastità della multiforme identità culturale, economica e sociale del Mezzogiorno. Putin e la ricostruzione della grande Russia
Sul banco degli accusati siede pure Vladimir Putin, secondo molti il vero mandante della campagna di hackeraggio che ha determinato la sconfitta di Hillary Clinton, i cui rapporti con il leader russo erano a dir poco pessimi (ancor peggiori di quelli che egli intratteneva con l’ex presidente Obama). Putin è un personaggio abile e spregiudicato, abituato a muoversi con la logica della forza (anche militare) e a spianare gli ostacoli che a suo avviso impediscono alla Russia di avere nel contesto mondiale il ruolo che merita. Ma è pure un personaggio difficile da interpretare, soprattutto per gli occidentali. Un libro di Sergio Romano, Putin e la ricostruzione della grande Russia (Longanesi) è senz’altro utile per capire la personalità dell’attuale presidente russo, anche se, a lettura ultimata, tanti dubbi restano e l’interpretazione non è certo più agevole di prima. Scienza “assoluta”?
Collocandoci da questo punto di vista, l’impossibilità di raggiungere il sapere definitivo dipende dai limiti - fisici e cognitivi - della natura umana. Dipende, cioè, dall’impossibilità per l’uomo di conseguire quello che nella filosofia contemporanea si definisce “il punto di vista dell’occhio di Dio”. È opportuno notare a tale proposito come il positivismo, pur dopo il suo declino, continui a influenzare non solo numerosi esponenti del mondo filosofico e scientifico, ma anche la visione della scienza dell’uomo comune. Ancor oggi, infatti, è diffusa nel grande pubblico l’opinione che il sapere scientifico possieda un’assolutezza e una incontrovertibilità che lo rende immune da obiezioni, ragion per cui la scienza viene spesso considerata come l’unico paradigma cognitivo di cui disponiamo. Ne discende la concezione di un’umanità che, attraverso l’attività scientifica, diventa la dominatrice del reale poiché alla potenza del pensiero umano nulla può rimanere estraneo. Si tratta di una concezione al contempo ingenua e arrogante. Il mondo che ci circonda, infatti, appare sempre più complesso e aperto, tanto nell’infinitamente grande quanto nell’infinitamente piccolo. Chavismo, lezione n.1: Chávez non era un indovino
Attraverso questo spazio settimanale, spesso trasmesso in diretta per diverse ore, Chávez spiegava le politiche governative, denunciava le pressioni esterne e coinvolgeva direttamente i cittadini nelle trasformazioni sociali e politiche. Più che un talk show, Aló Presidente rappresentava un’occasione di educazione politica, in cui il comandante in capo “seminava” consapevolezza, rafforzava il senso di appartenenza e resistenza, creando un legame diretto con la popolazione, al di là dei tradizionali media ostili al suo governo. In questo contesto, per oltre vent’anni Chávez ha “vaccinato” il popolo venezuelano contro le narrazioni e le strategie della propaganda neoliberista e imperialista, costruendo una coscienza collettiva capace di riconoscere e respingere le manipolazioni esterne. Questo processo ha reso la società venezuelana più resistente agli attacchi mediatici e giudiziari, trasformando ogni tentativo di delegittimazione in un’occasione di rafforzamento dell’identità rivoluzionaria. Hugo Chávez non era un indovino né un profeta. Leggi tutto: Chavismo, lezione n.1: Chávez non era un indovino
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
Libere Riflessioni Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte Commissione europea: il potere che sfida la legge Mercato libero o mercato padrone? Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante Il pauperismo non tramonta mai
Filosofia della Scienza Gli universali nelle scienze sociali Rovelli sulla fisica quantistica
Cultura della legalità Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale “La Costituzione in tasca”. Art.9 Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017
Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Ha destato molto interesse un recente articolo di Jean-Guy Talamoni dal titolo davvero eloquente:
A seguito della morte di Goffredo Fofi, avvenuta l'11 luglio del 2025, la Feltrinelli ha dato alle stampe tre saggi, di cui due nuove edizioni di testi già editi in passato: Strade maestre e Le nozze coi fichi secchi e uno inedito, Arcipelago sud. Voci e luoghi della cultura italiana a cura di Mirko Grasso.
Si continua a parlare del presunto aiuto che gli hacker russi avrebbero fornito a Donald Trump durante la sua prima campagna elettorale. Anzi, secondo parecchi analisti il tycoon non avrebbe vinto senza il supporto di Mosca e, com’è noto, la polemica al riguardo sta ancora infuriando negli Stati Uniti. Al punto che qualcuno già prefigurava il procedimento di “impeachment” per il neopresidente. Tale ipotesi non si è concretizzata, ma è comunque un segno della contrapposizione estrema tra i due schieramenti negli Usa.
Partiamo dalla constatazione che non esiste “il” sapere dal quale tutti i tipi di conoscenza discendono, ma “tanti” saperi, la cui validità è ristretta a un ben determinato ambito del reale.
Aló Presidente non era semplicemente un programma televisivo, ma un vero e proprio laboratorio politico e uno strumento diretto di comunicazione tra Hugo Chávez e il popolo venezuelano, attivo dal 1999 al 2012.