Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Ludwig Van Beethoven: quando il genio trascende l’umano sentire

Condividi

Il 16 dicembre 1770, nasceva a Bonn, in Germania, Ludwig Van Beethoven, probabilmente il più grande musicista di tutti i tempi.

Contemporaneo e lettore di Immanuel Kant, Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, Beethoven ha incarnato la nuova figura del compositore moderno: con lui l’espressione dell’interiorità dell’artista e delle sue dolorose vicende esistenziali assume un nuovo rilievo.

Col suo lavoro, inoltre, la nuova coscienza storica e morale che aderisce ai grandi ideali di libertà e giustizia emersi dalla Rivoluzione francese ha investito la creazione musicale. Nella potente novità della concezione della sua musica si avverte il passaggio epocale tra Settecento e Ottocento.

Nato a Bonn (Germania) il 16 dicembre 1770 Beethoven crebbe in un ambiente culturale e familiare tutt’altro che propizio. Il padre è tacciato dagli storici di esser stato un maldestro cantante ubriacone, capace solo di sperperare i pochi guadagni in grado di racimolare, e di spremere fino all’ossessione le capacità musicali di Ludwig, nella speranza di ricavarne un altro Mozart: espedienti di basso sfruttamento commerciale fortunatamente poco riusciti.

La madre, donna umile ma giudiziosa e onesta, appare segnata da una salute men che cagionevole. Ebbe sette figli, quattro dei quali morti prematuramente.

A nove anni Ludwig iniziò studi più regolari con Christian Neefe, organista di Corte, e a quattordici era già organista della Cappella del principe elettore. Poco dopo, polistrumentista come il fratello in musica Amadeus, suonò nell’orchestra del teatro.

Nel 1792 lasciò Bonn per recarsi nella più vivace Vienna, la città che più lo avrebbe apprezzato e in cui poi si sarebbe fermato per il resto della vita. Le sue capacità improvvisative, basate su aggressioni premeditate al finora esile pianoforte alternate a inaudite dolcezze, scioccarono l’uditorio.

 

Le sue opere, dapprima influenzate dai classici di sempre (Haydn, Mozart) ma già marchiate da soverchia personalità, poi sempre più audaci e innovative, scossero il pigro andazzo della vita artistica, seminando il panico estetico e gettando chi ha orecchie e cuore per intendere nei terribili abissi della coscienza.

Venne idolatrato dai nobili del tempo che facevano a gara per assicurargli vitalizi e vedersi omaggiati nei frontespizi delle opere. Ma Ludwig scrisse sempre musica secondo le sue esigenze espressive e mai secondo commissioni: in questo certamente primo artista della Storia.

Le ultime opere, scritte già in completa sordità, si fanno esoterici incunaboli per i compositori a venire.

Il 7 maggio 1824, a Vienna, Beethoven appare in pubblico per l’ultima volta, per l’audizione della sua celebre “Nona Sinfonia”. Fu un trionfo. Il pubblico proruppe in applausi fragorosi. Seduto accanto al direttore d’orchestra, le spalle rivolte ai presenti, il compositore sfogliava la partitura, materialmente inibito a sentire ciò che lui stesso aveva partorito. Dovettero costringerlo a voltarsi perché potesse constatare l’immenso successo riportato dalla sua opera.

Il 26 marzo 1827 cedette ai mali che lo tormentavano da tempo (gotta, reumatismi, cirrosi epatica): alzò il pugno al cielo, come vuole una famosa immagine romantica, e morì di idropisia. Il suo funerale fu fra i più colossali mai organizzati.

L’intera città di Vienna era attonita. In un angolo, fra le orazioni funebri di Grillparzer e di eminenti esponenti della politica e della cultura, una figura anonima e meditabonda, avendo eletto il genio di Bonn a suo nume tutelare, osservava la scena: era Franz Schubert. Raggiungerà il nume l’anno dopo, a soli 31 anni, pretendendo di esservi sepolto accanto.

Disse Franz Grillparzer nell’orazione funebre:

«Nel raccoglierci qui presso la tomba di quest’uomo che ci ha lasciati, noi siamo, per così dire i rappresentanti di un’intera nazione, del popolo tedesco riunito, in lutto per la scomparsa di un suo celebratissimo figlio, di quanto era rimasto del declinante splendore della nostra arte nativa, della fioritura spirituale della patria.

In realtà ancora vive – e possa vivere a lungo! – l’eroe del canto in lingua tedesca [Goethe], ma l’ultimo grande Maestro, lo splendido portavoce dell’arte dei suoni colui che ereditò e dilatò la fama immortale di Händel e di Bach, di Mozart e di Haydn, ha concluso la sua esistenza, e noi, piangendo, siamo qui accanto alle corde spezzate dello strumento che ora tace.

Dello strumento che ora tace! Lasciate che ne parli così. Perché egli era un artista, e quel che era, egli lo era soltanto in virtù della sua arte. Le spine della vita l’avevano ferito nel profondo, ma come il naufrago s’aggrappa alla riva, così egli si rifugiò tra le tue braccia, o sorella sublime del Bene e del Vero, consolatrice del dolore, Arte che scendi dall’alto.

Saldo si tenne a te, e persino quando fu serrata la porta attraverso la quale entravi in lui e gli parlavi, quando divenne cieco alle tue fattezze, nel suo sordo orecchio, egli continuava a portare nel cuore la tua immagine, e anche sul letto di morte l’aveva nel petto. Fu un artista, e chi è in grado di stargli a pari?».

Ma il lutto riguardò anche la gente semplice. Si narra che uno straniero che si trovò a passare di lì, stupendosi del grande schieramento di militari, cosa che era stata predisposta per mantenere l’ordine a causa dell’enorme afflusso di folla domandò ad una fruttivendola: «Che significa mai tutta questa gente e questi militari?»

La donna, che al momento lo fissò meravigliata, rispose poi con un riso beffardo: «Di sicuro è la prima volta che lei è a Vienna se no saprebbe bene che sono i funerali del primo dei musicisti!».

Ludwig Van Beethoven fu probabilmente del più grande compositore di ogni tempo e luogo, un titano del pensiero musicale, i cui traguardi artistici si sono rivelati di portata incalcolabile. E forse, in alcuni momenti della sua opera, anche il termine musica appare riduttivo, là dove lo sforzo di trasfigurazione compiuto dal genio appare trascendere l’umano sentire.

 

Statistiche

Utenti registrati
132
Articoli
2801
Web Links
6
Visite agli articoli
12520397

(La registrazione degli utenti è riservata solo ai redattori) Visitatori on line

Abbiamo 220 visitatori e nessun utente online