Quel daltonismo pericoloso sulla ricchezza italiana
Segni ne sono chiari come il sole sotto gli occhi il numero dei proprietari di case, in città e nei luoghi di villeggiatura, il numero delle auto a volte più d’una per famiglie, con i costi che implicano, il numero di barche, che affollano i porti grandi e piccoli lungo i 2 mila chilometri di costa italiana, la inimmaginabile diffusa imprenditorialità privata, che rende, con l’industria pubblica, l’Italia un alveare produttivo straordinario, che suscita l’ammirazione del mondo. Non parliamo dell’industria turistica con i beni ambientali-culturali unici al mondo con flussi interni e dall’estero, produttori con l’indotto di ricchezze e di lavoro. E ancora non parliamo dell’occupazione e dei posti pubblici (dalla sanità alla scuola, all’Università, alle amministrazioni pubbliche, dalla capitale agli 8 mila Comuni).
L’Italia, inoltre, conta uno dei maggiori numeri di pensionati, con una vita media la più alta della sua storia e nei confronti di altri paesi. Il nostro “bel paese” è dunque complessivamente ricco, ha la più straordinaria partecipazione ed emancipazione delle donne della sua storia, è la settima potenza economica al mondo e non a caso centinaia di migliaia e migliaia di persone (ormai sono milioni gli stranieri in Italia) sono venute e vogliono venire qui. Per concludere: è giusta la critica sociale, sacrosanto l’impegno per attenuare e in prospettiva abolire l’ingiustizia (anche se la storia ci ha insegnato e ci insegna che è questione complessa), ma senza vedere sempre e solo tutto nero, criticando di continuo, facendo gli apocalittici e i pessimisti, rischiando così di pensare e di dire cose che non esistono e che sono smentite ogni istante sotto i nostri occhi.
|
Pubblicazioni mensili
Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
Libere Riflessioni Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte Commissione europea: il potere che sfida la legge Mercato libero o mercato padrone? Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante Il pauperismo non tramonta mai
Filosofia della Scienza Gli universali nelle scienze sociali Rovelli sulla fisica quantistica
Cultura della legalità Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale “La Costituzione in tasca”. Art.9 Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017
Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 229 visitatori e nessun utente online |



Se è giusta e sacrosanta la critica sociale che si sofferma sulle diseguaglianze e sulle ingiustizie sociali, che in Italia sono ancora tante e che il COVID 19 ha reso ancora più acute, dall’altro lato non bisogna cadere nel daltonismo dell’immenso benessere di cui si gode, il più grande della storia, in termini di beni mobili ed immobili e di redditi vari pubblici e privati.