Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Gerusalemme, una coppa di stordimento per tutti i popoli

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Correva l’anno terzo del regno di Osea, Re di Israele, quando Ezechia, all’età di 25 anni, cominciò a regnare da Gerusalemme su tutta la Giudea.

Le dodici tribù a quel tempo non formavano più un unico regno ma, a seguito della scissione avvenuta dopo la morte di Salomone, circa nell’anno 930 e.v., avevano formato due regni: il Regno di Giuda, comprendente le tribù di Giuda e di Beniamino e a nord il Regno di Israele, che comprendeva le ulteriori dieci tribù.1

Il secondo libro dei Re ci fa sapere che Ezechia «fece ciò ch’è giusto agli occhi dell’Eterno, interamente come aveva fatto Davide suo padre».2

All’epoca la nazione era assoggettata al re d’Assiria ma Ezechia, fidando nell’aiuto di Faraone, si ribellò affrancando il popolo dalla servitù.3

La vendetta non tardò a venire. Al quarto anno del regno di Ezechia, Shalmaneser salì contro Samaria e la conquistò dopo un assedio durato tre anni (il settimo del regno di Ezechia), deportando gli abitanti in Assiria. Si volse poi contro il Regno di Giuda e ne conquistò le città fortificate, giungendo infine sotto le mura di Gerusalemme.

Dovette però togliere l’assedio avendo ricevuto la notizia della minaccia proveniente dall’Etiopia e rientrò precipitosamente a Ninive, dove trovò la morte di spada per la congiura ordita dai suoi figli.

 

Gerusalemme venne conquistata da Nabucodonosor nel 586 e.v. e il Tempio devastato e incendiato.

Il punto è che Ezechia, invece di invocare l’aiuto del Signore, pose la fiducia nella potenza del Faraone e solo quando si vide perduto insieme alla sua gente si stracciò le vesti, si coprì di sacco e, profondamente umiliato, chiese l’aiuto del suo Dio.

«Ecco, tu t’appoggi sull’Egitto, su questo sostegno di canna rotta, che penetra nella mano di chi vi s’appoggia e gliela fora; tal è Faraone, re d’Egitto, per tutti quelli che confidano in lui» mandava a dire Shalmaneser a Giosia nella Gerusalemme assediata.4

Ed Ezechiele così profetizzava: «Così parla il Signore, l’Eterno: Eccomi contro di te, Faraone, re d’Egitto, gran coccodrillo, che giaci in mezzo ai tuoi fiumi … Io metterò de’ ganci nelle tue mascelle ... tu cadrai sulla faccia de’ campi… E tutti gli abitanti dell’Egitto conosceranno che io sono l’Eterno, perché essi sono stati per la casa d’Israele un sostegno di canna…» 5

In questi giorni «Israele è sotto attacco di Hamas. Il gruppo terroristico, che gestisce la Striscia di Gaza dal 2007, ha lanciato diverse centinaia missili verso lo Stato ebraico, colpendo Tel Aviv e Gerusalemme. Il numero dei missili sparati è arrivato questa mattina a 1200, di cui 200 atterrati a Gaza, uccidendo oltre cento palestinesi»6

Finita l’epoca Trump, Biden indugia, mentre Erdogan soffia sul fuoco: «Bisogna dare una lezione a Israele… Ankara impugna la bandiera palestinese per legittimare le sue ambizioni di potenza e rievoca i fasti del Sultanato ergendosi a difensore di Gerusalemme musulmana»7 mentre dal profondo Est L’Iran, altra potenza espansionista che ha armato i terroristi di Hamas, Hezbollah e della jihad islamica sino ai denti, si sfrega le mani felice della tempesta che è riuscito a creare.

E L’Europa? Giace come sempre nell’indifferenza e pronuncia le solite, scialbe, frasi di circostanza, con l’unico distinguo della Germania, dove il ministro della Giustizia Christine Lambrecht ha condannato gli attacchi di Hamas affermando che «la Germania è con decisione al fianco di Israele», posizione comune all’intero governo.

Nessuno distruggerà Israele e neppure esisterà mai uno stato palestinese «dal fiume al mare» cancellando fisicamente lo Stato di Israele secondo l’obbiettivo finale che si sono proposti gli arabi di quei luoghi (non è mai esistito un “popolo palestinese”, idioma inventato da Arafat per agitare le acque dell’intolleranza e dell’antisemitismo), fortemente sostenuti e incoraggiati dai soliti piccoli dittatori ammantati di teismo, smaniosi di conquistarsi una posizione di predominio nel Medio Oriente e dall’ONU che non perde mai l’occasione di tediare lo Stato Nazionale del Popolo Ebraico con incessanti risoluzioni, decisioni e atti, dal fetido odore di antisemitismo.

Ma da dove verrà la salvezza?

Non certo dall’occidente, né da ogni altra parte. Le cose andranno di male in peggio sino ai tempi della fine e ogni israelita che crede nella Torah, nei Profeti e nella potenza di Dio ne è ben consapevole.

«Oracolo, parola dell’Eterno, riguardo a Israele. Parola dell’Eterno che ha disteso i cieli e fondata la terra, e che ha formato lo spirito dell’uomo dentro di lui: Ecco, io farò di Gerusalemme una coppa di stordimento per tutti i popoli all’intorno; e questo concernerà anche Giuda, quando si cingerà d’assedio Gerusalemme.

E in quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli; tutti quelli che se la caricheranno addosso ne saranno malamente feriti, e tutte le nazioni della terra s’aduneranno contro di lei. In quel giorno, io renderò i capi di Giuda come un braciere ardente in mezzo a delle legna, come una torcia accesa in mezzo a de’ covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli d’ogn’intorno; e Gerusalemme sarà ancora abitata nel suo proprio luogo, a Gerusalemme. E in quel giorno avverrà che io avrò cura di distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme.  E spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; ed essi riguarderanno a me, a colui ch’essi hanno trafitto, e ne faran cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. In quel giorno vi sarà un gran lutto in Gerusalemme, pari al lutto di Hadadrimmon nella valle di Meghiddon… E gli si dirà: ‘Che son quelle ferite che hai nelle mani?” Ed egli risponderà: “Son le ferite che ho ricevuto nella casa de’ miei amici.” E in tutto il paese avverrà, dice l’Eterno, che i due terzi vi saranno sterminati, periranno, ma l’altro terzo vi sarà lasciato. E metterò quel terzo nel fuoco, e lo affinerò come si affina l’argento, lo proverò come si prova l’oro; essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò; io dirò: ‘È il mio popolo! ed esso dirà: ‘L’Eterno è il mio Dio! Poi l’Eterno si farà innanzi e combatterà contro quelle nazioni, com’egli combatté, le tante volte, il dì della battaglia…».8

A tutto questo cosa v’è da aggiungere? Solo che Israele è legato a Dio da un patto eterno, suggellato dalla promessa dell’intero popolo in Horeb9 e che l’Ascolta, Israele non è una litania al pari del Rosario, ma il formale, accorato invito di Mosè ad onorare quel patto.

«Abbiate dunque cura di far ciò che l’Eterno, l’Iddio vostro, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra; camminate in tutto e per tutto per la via che l’Eterno, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese di cui avrete il possesso».10

 

Note.

Le citazioni bibliche sono tratte dalla Bibbia versione Luzzi, Tip. R. Coppini, Firenze, 1969

1. I Re cap. 12

2. II Re cap.18 e 19

3. Ibidem

4. Ibidem

5. Ezechiele cap. 29

6. Progetto Dreyfus, 13 maggio 2021

7. La Repubblica, 13 Maggio 2021

8.  Zaccaria cap. 12 a 14

9. Esodo cap. 19

10. Deuteronomio cap. 5

 

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