Antonia Masanello, la caporale garibaldina
Sospettata di idee liberali, era riuscita a sfuggire alla polizia asburgica esiliando col marito Bortolo Marinello. Nella primavera del 1860, sotto mentite spoglie maschili, riuscì ad arruolandosi nella quarta spedizione garibaldina col nome di Antonio Marinello. Bortolo a sua volta si fece passare per il fratello minore. Antonia fu presente a gran parte della spedizione (da Messina al Volturno), fino ad essere nominata caporale. Combattè strenuamente tanto da sorprendere lo stesso Garibaldi quando durante una battaglia scoprì il suo valoroso soldato essere in realtà una donna allo sciogliersi involontariamente della folta capigliatura, prima raccolta sulla nuca, Al termine della leggendaria spedizione dei Mille, sempre al fianco del marito Bortolo, si congedò con onore.
Morì dignitosamente povera a Firenze nel 1862. Fu prima sepolta al cimitero di San Miniato, poi con Monumento a quello di Trespiano. Il poeta e combattente risorgimentale mazziniano Francesco Dell’Ongaro le dedicò una poesia. «A Tonina Marinelli. L’abbiamo deposta la garibaldina/all’ombra della torre a San Miniato/ con la faccia rivolta a la marina/ perché pensi a Venezia e al nido amato/ . Era bionda era bella era piccina, ma avea cor da lione e da soldato/. E se non fosse che era nata donna, porterìa gli spallini e non la gonna./ E poserebbe sul funereo letto colla medaglia del valore sul petto/.Ma che fa la medaglia e tutto il resto ?/ Pugnó con Garibaldi e basti questo.» La poesia venne anche musicata da Carlo Castoldi. Sulla tomba di Antonia sventola il tricolore, ma il ricordo del suo patriottismo è stato troppo spesso dimenticato dalla storia.
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Alla Battaglia del Volturno del 1-2 ottobre partecipó anche Antonia (Tonina) Masanello, detta ‘La Masanella’, nata nel 1833 a Montemerlo in provincia di Padova.