Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il Liberalsocialismo, Guido Calogero e Aldo Capitini

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Guido Calogero«Mentre gli ideali democratici, maturati e approfonditi attraverso la cospirazione ed il sacrificio, davano i loro frutti, specificando, sulla base di un intransigente presupposto morale, le ragioni di vita e di avvenire di una nuova classe politica, per altra via si svolgeva ed affermava un orientamento antifascista di considerevole significato spirituale.

Giovani provenienti dalle università e dagli studi, rivelatosi il fallimento dell’ideologia fascista, cercarono nella composizione delle due forze fondamentali del mondo moderno, liberalismo e socialismo l’impulso e la speranza per uscire e superare la grigia prigionia fascista.»1

Guido Calogero fu la personalità più importante del movimento liberalsocialista, di cui fu il teorico più originale.

Nacque a Roma nel 1904 dal prof.Giorgio, docente di francese, di origini siciliane, e da Ernesta Michelangeli, di origini marchigiane, colta e sensibile, figlia del filologo Luigi in rapporti con Pascoli, laureata in letteratura greca, la prima nell’Università di Messina.

 

L’amore per il mondo antico e quello greco in particolare e quello per altre culture e per i viaggi furono lasciti familiari preziosi. Guido divenne un dominatore della lingua e del mondo greci e dopo un primo interesse per la letteratura e per Pindaro, passó all’Università di Roma a filosofia, avendo conosciuto Gentile e laureandosi con lui con una tesi sulla logica di Aristotele, dopo aver portato in un esame “tutto Platone” in greco.

Fu precoce anche nella carriera universitaria, giungendo ad insegnare a Pisa e poi a Roma, avendo come allievi personalità come il futuro presidente della Repubblica Ciampi, il grande pedagogista Visalberghi ed il futuro martire delle Fosse Ardeatine, Pilo Albertelli.

Da uomo libero e laico si allontanó da Gentile, anche di fronte al cedimento sul fondamentale valore della laicità dello Stato con i patti Lateranensi. Passó decisamente all’opposizione con un movimento che aveva come caratteristica di fondo un nuovo liberalismo in sintesi con un nuovo socialismo, liberati entrambi dalle loro tendenze conservatrici, ideologiche, dogmatiche.

Ebbe come compagno di elaborazione e di organizzazione Aldo Capitini.

Si costituirono gruppi in varie città ( ad es. a Firenze con Tristano Codignola), e Calogero conobbe per un certo periodo anche il carcere ed il confino a Scanno. Aveva sposato Maria Comandini, di una famiglia di tradizioni repubblicane, e che fu in primo piano nella nascita del Partito d’Azione (ebbero due figli, Laura, andata sposa all’esimio prof. Gennaro Sasso e Francesco che ha sposato una figlia di Ugo La Malfa, Luisa).

Maria fu vicina e protagonista nell’impegno politico del marito nel Partito d’Azione. Dopo la fine del caro Partito, non eletto alla Costituente, fece diversi viaggi e divenne anche direttore dell’Istituto italiano di cultura di Londra. Animó fino alla morte nel 1986 a Roma il dibattito culturale italiano nella direzione della libera ricerca e del dovere del dialogo.

Aldo CapitiniAldo Capitini (Perugia,1899-1968) di umili origini, figlio di Enrico, campanaro del Comune, fece studi irregolari, prese la licenza liceale a 25 anni, ma riuscì ad entrare alla Normale di Pisa, si laureò in lettere e filosofia e fu assunto come segretario, perdendo il posto perchè non volle aderire al partito fascista.

Da Perugia avvió un incesssante apostolato civile, culturale, politico in direzione di una religione aperta, critica del dogmatismo e del temporalismo cattolici, di nuovi orizzonti religiosi (come la compresenza dei morti e dei viventi), di una diffusione della nonviolenza di origine gandhiana, rivolta anche al mondo animale (era vegetariano) e alla natura, del liberalsocialismo con Calogero, di una democrazia piena e partecipata.

Era antifascista per motivi morali, religiosi, oltre che politici. Per questa attività rivolta verso tutti, non volle aderire a partiti, nemmeno a quello d’Azione.

 

 

1. L’Italia Libera”, giornale del Partito d’Azione, gennaio 1943

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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