Joan Miró, il linguaggio dei segni: al PAN fino a febbraio
Così Jacques Prevert descriveva Joan Miró conosciuto come uno dei maggiori esponenti del surrealismo e che tuttavia seppe percorrere anche altre strade, dal favuismo all’accademia Galì, al dadaismo Montparnasse, per elaborare poi uno stile del tutto personale ed originalmente astrattista fondato sull’emozione dei colori e dei contrasti, fra sottili linee che seppero cogliere anche le suggestioni dei kanji giapponesi e soggetti onirici oppure evocati. Un vocabolario espressivo costantemente guidato dalla sperimentazione sia di tecniche sia di materiali presenti in un percorso di grande interesse presente dal 24 settembre 2019 al Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille. Ottanta opere appartenenti ad una collezione unica affidata alla fondazione portoghese Serralves di Porto.
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«Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni».