Renato Caccioppoli, una targa ricorda il genio della matematica
La genialità della mente e la libertà dello spirito di Renato Caccioppoli non consentono di trovare una collocazione precisa, un'etichetta possibile per descrivere la grandezza della figura. Scienza, arte e pensiero hanno accompagnato la vita originale dello scienziato e dell’antifascista, immerso nell'analisi matematica, alla quale ha dato contributi fondamentali, e nella Resistenza, lui nipote di Michail Bakunin, ad ogni forma di costrizione politica di qualunque estrazione. Il lavoro sulla memoria collettiva della città, svolta attraverso lo strumento della toponomastica, il 17 maggio ha portato a segnare il ricordo di un napoletano indimenticabile, con una targa all’ingresso della villa a Capodimonte in cui nacque e visse, coinvolgendo nei lavori, fra gli altri, il liceo Francesco Sbordone che insiste su quel territorio, e il liceo che porta il suo nome, e da loro viene anche la dedica scelta per il ricordo, proseguito poi nel viale di ingresso con una mostra fotografica di Sergio Siano.
«In questo luogo dove ha vissuto Renato Caccioppoli, un grande matematico napoletano, una persona anticonformista, geniale, ma anche semplice, umile, folle, politicamente orientata ma mai in gabbie, è nato respirando Bakunin nella sua famiglia. Qui è passato anche Benedetto Croce, tanti intellettuali e tanti artisti. Napoli, con la nostra amministrazione, attraverso la toponomastica riempie la memoria di impegno civile, e anche avendo il coraggio di sradicare lapidi che non meritano di essere ricordate nella nostra città. C’è ancora tanto da fare, ma credo che mai nessun’altra amministrazione abbia dato tanta forza alla memoria e all’identità della nostra città. Identità e rivoluzione.» [L. De Magistris]
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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«Accademico e genio della matematica, intellettuale libertario e antifascista, innamorato del sapere e della musica, enigma di vita, d’amore e di numeri.»