Quando Maria Carolina d’Austria,“rediviva Poppea”, divenne regina del bordello di S. Camillo
Secondo quanto riportato dagli storici che hanno approfondito la vicenda, in realtà la scommessa fu vinta dalla moglie del despota borbone. Angelo Solmi nel suo lavoro biografico su Lady Hamilton, riporta testualmente la vittoria di Maria Carolina per diciotto ducati contro i quattordici ducati guadagnati dalla duchessa di San Clemente. La notizia trova conferma anche nel testo di Leda Melluso, la cui fonte storica è la ricerca di Angelo Solmi. La Melluso riporta la confessione della “rediviva Poppea” all’amante dell’ammiraglio Horatio Nelson , Lady Hamilton, moglie dell’ambasciatore inglese Hamilton William nel Regno delle Due Sicilie: E’ successo quello che accade di solito in un bordello. Io in una stanza, la duchessa in un’altra. I miei clienti uscivano raggianti e consigliavano a quelli in attesa di scegliere me. Che soddisfazione. Ho guadagnato diciotto ducati e la mia amica solo quattordici. Ho vinto la scommessa naturalmente.” Ripercorrendo la vicenda storica, Camillo Albanese racconta che tutto ebbe inizio da una conversazione che la regina ebbe con le sue amiche, la duchessa di San Marco e la duchessa di San Clemente. Discutevano con competenza della licenziosità del postribolo di San Camillo. Tale posto era stato in passato una locanda, adibita a bisca ove il nobile Camillo perse ogni suo avere. Dal 28 ottobre 1572 iniziò la conversione del nobile e il luogo diventò convento dei padri cappuccini, ma nel XVIII secolo era degenerato in un bordello per gente di alto lignaggio che pagavano in proporzione alla bellezza ed alle capacità amatorie delle dame che si offrivano. Maria Carolina d’Austria fu sollecitata nella sua vanità da quella discussione e decise di lanciare una scommessa alla duchessa di San Clemente. Scrive testualmente Camillo Abanese : “La sera, travestite alla maniera goffa e barocca delle prostitute, (maniche a prosciutto, guanti che salivano fino al gomito e calze di seta nera), avvolte in un ampio mantello, salirono su di una carrozza e si diressero nel luogo stabilito. Tutto il resto accadde nel riserbo di un talamo ben custodito da seriche cortine pendenti da un rozzo baldacchino.” Riguardo alla scommessa anche Albanese conferma che “il titolo” andò alla regina, che quella notte fu anche regina del postribolo di San Camillo, portando con sé non solo il guadagno di 18 ducati, ma anche un anello con diamanti, trofeo della scommessa vinta per le sue note abilità amatorie di cui già si mostrava spesso e volentieri molto fiera. Rediviva Poppea,tribade impura d'imbecille tiranno empia consorte (…) Sono questi alcuni versi di un’invettiva attribuita ad Eleonora de Fonseca Pimentel, in cui, senza mezzi termini, sfidò Maria Carolina, vera ispiratrice della politica reazionaria contro i Giacobini della cui carcerazione alla Vicaria fu l'artefice silenziosa, coadiuvata da una rete di spie cui nulla sfuggiva.
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Alcuni blog riportano la notizia della vittoria della duchessa di San Clemente su Maria Carolina d'Austria, in relazione alla famosa scommessa tra la sovrana, moglie di Ferdinando IV di borbone, e la duchessa su chi avesse guadagnato di più in una nottata nel postribolo di San Camillo a Napoli.