Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La Chiesa dei Santi Severino e Sossio viene restituita alla città

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374 mq di affreschi della seconda meta del '600 ed intarsi lignei del '500: siamo nella sacrestia della Chiesa dei Santi Severino e Sossio, che riapre da oggi le sue porte alla città.

In realtà, non era del tutto chiusa, ma dal 1980 ne era impedita la fruizione pubblica per le pessime condizioni in cui versava il complesso monumentale dell'ex convento benedettino, che oggi torna a splendere dopo un restauro da oltre 1 milione e 100.000€ e grazie alla sinergia delle Istituzioni, a partire dal Fondo edifici di culto, che a Napoli conta 42 chiese.

“La più bella ecclesia che era in la dicta cita”: così la Chiesa era definita già nel 1634 in un saggio di Giulio Cesare Capaccio, e così appare ancora oggi, con i suoi marmi di 14 diverse provenienze, dalla Spagna alla Turchia, oltre che italiani; l'architettura lignea ad intagli simbolici della Sacrestia; il coro in noce del '500 dietro l'altare maggiore di Cosimo Fanzago, o gli affreschi fiamminghi della cupola.

 


 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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