Incomunicabilità o scarsa comunicazione?
Mi sono trovata a passare più e più volte davanti al cancello ancora chiuso di una scuola materna ed elementare dove alcuni genitori di entrambi i sessi aspettavano insieme ai loro figli. Erano in molti.
Un papà vicino ad una motocicletta in piedi con tanto di cuffia ascoltava musica, mentre il bimbo seduto sulla moto ferma e ben ancorata, giocava da solo. Ogni tanto si guardavano, un sorriso e basta.
Una giovane signora davanti al cancello, parlava al telefono mentre la sua bambina le saltellava intorno.
Poco più in là un’altra donna in macchina giocava con un telefonino e il bambino seduto accanto a lei guardava fuori, silenzioso e assorto.
In un’ auto vicina, un papà che leggeva il giornale mentre la sua bimba sbocconcellava una merendina.
E via di seguito potrei elencarvi tanti altri esempi di coppie adulti-bambini incomunicanti che davanti a quei cancelli, stamattina alle otto meno dieci, lasciavano scorrere il tempo sperando che trascorresse in fretta.
Mi ha colpito che non ci fosse nessun affettuoso dialogo, nessun capriccio, nessuna sgridata, nessun gioco condiviso, solo qualche sporadico sguardo e nient’altro!
Una scena gravemente triste, in cui il mondo degli adulti è troppo impegnato per relazionarsi con quello dei bambini e dove gli stessi bambini sembra si siano rassegnati a ritagliarsi altri interessi. Sono andata via con un senso di amarezza pensando a questi nostri piccoli che troppo spesso vengono lasciati soli, soli davanti alla televisione, soli in macchina con mamma e papà, soli ... seppure in case piene di persone.
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Complice l’assenza della pioggia e un tiepido sole primaverile, la mattina di cui racconto sono uscita presto con tuta e scarpette da ginnastica per una sana e corroborante passeggiata.