Il gigantesco assalto alla cuccagna
Vivevano nella fatica pesante quotidiana e, invece di essere grati, riconoscenti e consapevoli dei doveri, accanto ai diritti finalmente garantiti, di uno Stato Repubblicano Libero e Democratico (dopo i modelli limitati e tragici dello stato monarchico prima assoluto e poi costituzionale e lo stato totalitario fascista), sogno di minoranze eroiche, come i nostri cari Repubblicani Napoletani del 1799, dopo il memorabile referendum del 2 giugno 1946 (data sempre da ricordare con solennità civile collettiva). Si sono gettati sul denaro e i posti pubblici come se fossero una cuccagna e in tutti gli 8101 Comuni italiani, con l’appoggio irresponsabile e furbastro di politici e di sindacalisti di ogni colore (maschere per nascondersi e ingannare), di preti, di avvocati, di commercialisti, in alleanza diretta e indiretta con la criminalità organizzata, che vanno chiamati al tribunale della storia e penale, con specifici reati, hanno fatto carne da macello delle opportunità previste per i casi precisi delle invalidità, delle vere situazioni di disoccupazione, dei veri e legittimi casi di previdenza, offendendo merito, competenza, onestà, serietà.
Si è aggiunta in miscela esplosiva la millenaria indegna morale antropologica cattolica, che non educa al senso severo, serio, tragico del vivere, avendo diffuso l’idea che i peccati-reati sono facilmente assolvibili con confessioni, comunioni, indulgenze, impedendo la strutturazione di abiti di responsabilità, di autonomia morale e civile. |
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Generazioni, clan familiari, famiglie, persone, costrette e abituate da secoli all’idiozia analfabeta nelle campagne e nelle città, sfruttate dalle solite minoranze nobiliari, ecclesiastiche, oligarchiche, alleate organiche di criminali e criminalità, si sono gettati sul denaro e i posti pubblici come se fossero una cuccagna.