Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Domenico Tanturri, un ponte verso il futuro

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Per chi si trova a Napoli e passa per quei luoghi, colpiti in parte dal risanamento di fine ottocento, ci si imbatte presso una struttura ospedaliera, un tempo complesso monastico annesso alla chiesa di Santa Maria Egiziaca all’Olmo, tra la zona della Maddalena e a quella di Forcella. Tale struttura fu fatta costruire verso la metà del 1300, nel 1342 per la precisione, dalla regina Sancia, moglie di Roberto d’Angiò. L’Ospedale (Fig. 1), prende il nome di “Cardinale Ascalesi”, in onore di quel Cardinale Alessio Ascalesi, (Casalnuovo di Napoli, 22 ottobre 1872 – Napoli, 11 maggio 1952), che molto ha dato alla città di Napoli.

Ma pochi sanno che, nel 1923, in questo nosocomio, che all’epoca aveva il nome di Ospedale a S. Maria ad Egiziaca, Domenico Tanturri (L'Aquila 1874 - Napoli 1948) creava una delle prime divisioni di otorinolaringoiatria in Italia, che sarebbe stata diretta in epoca successiva da maestri che rispondono ai nomi di Alfonso D’Avino e Giacomo Ferretti, uomini che avrebbero dato lustro a questa struttura ospedaliera. L’ambulatorio specialistico, avviato nel 1918, fu trasformato in sezione aggregata alla chirurgia nel 1920, diventando, poi, nel 1923 reparto autonomo.

La famiglia Tanturri, è originaria di Scanno ed era proprietaria di un palazzo di origine medioevale situato al centro della cittadina abruzzese.

 

Venendo al nostro, Domenico è figlio d’arte. Il padre, infatti è stato quel Vincenzo (Scanno, 15 agosto 1835 – Scanno, 21 gennaio 1885) fondatore della cattedra di dermosifilopatia della Università di Napoli, verso la metà del secolo XIX. Sua madre è una Properzj.

Domenico, ha avuto tre fratelli: Annibale emigrato in Francia, Nunziato è stato ufficiale di Marina ed, in ultimo Guido, ingegnere idroelettrico, che ha contribuito sia alla canalizzazione del Volturno per l’elettrificazione di Caserta e di Napoli, sia alla costruzione di una avveniristica, per quei tempi, centrale elettrica a Scanno. Altre notizie ci consentono di stabilire che la famiglia Tanturri a Napoli ha rappresentato un punto di incontro di molti abruzzesi che si trasferirono nella metropoli Campana, permettendo, così uno sviluppo e circolazione di idee.

 

Troviamo Domenico (fig.2), nel 1898, assistente presso l’ Istituto di Laringoiatrja dell’ Università degli Studi di Napoli (direttore F. Massei), dove esegue non solo importanti ricerche sul tumori del  Massiccio Facciale, ma anche degli approfonditi studi sulle malattie infettive localizzate sulla laringe, quali vaiolo, sifilide e tubercolosi.  Per quest’ultima patologia,  nel 1900,  riporta, al V congresso nazionale della Società Italiana di Laringologia Otologia e Rinologia (SILOR),  una sorta di reinnovazione nel campo laringologico, introduce l’utilizzo dei modellini in cera, inerenti allo studio della tubercolosi laringea. In pratica continua la tradizione ceroplastica napoletana ai fini scientifici, iniziata nel XVII secolo dal ceroplasta Siracusano Zumbo. Inoltre, è uno dei primi in Italia, insieme al suo maestro, ad eseguire l’intubazione laringea, nei casi di croup (condizione clinica caratterizzata da chiusura delle vie aeree nei casi di difterite). Nel 1913 pubblica un importante articolo sugli aspetti del nistagmo (movimento tonico clonico degli occhi in caso di lesioni labirintiche), nonché si interessa molto agli aspetti igienici degli aviatori. Inoltre, da docente, ha pubblicato diversi libri che ancora oggi, a circa cento anni della loro pubblicazione, sono di una chiarezza esemplare (fig. 3)

Durante l’attività di primario ospedaliero  ha continuato ad interessarsi di tubercolosi laringea, tanto è vero che nel 1934, insieme a R.Motta e G. Salvatori, ha presentato una relazione Ufficiale al 30° Congresso  della SILOR, dal titolo Del tessuto Linfatico e l’importanza sua nella tbc laringea. E ancora, per i suoi meriti scientifici ha visitato  Giacomo Puccini, qualche mese prima del suo decesso per un tumore laringeo.

Domenico Tanturri, a Napoli illustre sconosciuto, nella città di Scanno è ricordato non solo con strada a lui dedicate ma anche con una targa che è stata messa all’indomani del suo decesso. La lapide così riporta:


ALLA SUA TERRA
E DAL SUO SANGUE
ATTINSE
DOMENICO TANTURRI
GENIALITÁ DI CLINICO
E DI SCIENZIATO
DALLA SUA COSCIENZA
FERVORE DI APOSTOLO
DAL SUO TRAVAGLIO
SUBLIMITÁ DI FILANTROPO

Nel concludere questa breve nota si può dire che Domenico Tanturri è stato un antesiniano della moderna otorinolaringoiatria e, a mio avviso, merita uno studio più approfondito per comprendere non solo il suo pensiero, ma anche studiare uno spaccato dell’evoluzione scientifica e tecnologica del suo tempo.

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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