Pescara: l'inaugurazione negata

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Entusiasta, combattivo e  caricato da fervente amor di Patria, Andrea D'Emilio, che con orgoglio rivoluzionario ama definirsi "Cittadino", ha donato al Comune di Pescara l'effige del patriota Clemente De Caesaris, un'opera dello scultore Francesco Lucidi eseguita sull'originale di gesso modellato da Luigi Polacchi nel 1952.

In occasione dell'inaugurazione, a cui siamo stati invitati a partecipare anche noi del Nuovo Monitore Napoletano, erano stati preparati dei collegamenti video da più parti del mondo, da come avevamo annunciato nel nostro precedente comunicato in data 18 aprile.

Ma a quanto pare qualcosa, anzi, molte cose non hanno funzionato e l'inaugurazione si è risolta in una pubblica indignazione di Andrea D'Emilio che, non avendo ricevuto dal Comune di Pescara la corrente elettrica necessaria per i collegamenti, ha dovuto risolvere tutta la cerimonia in una comprensibile manifestazione di  indignazione nei confronti delle rappresentanze comunali presenti.

Ma al Comune di Pescara, hanno fatto sapere dall'ufficio stampa del sindaco, non era pervenuta alcuna richiesta per la fornitura della corrente elettrica, particolare certamente curioso considerata la presenza alla cerimonia del consigliere delegato al Patrimonio storico Licio Di Biase.

E così la mattinata del 19 aprile si è conclusa con una rabbiosa autoinaugurazione del busto del De Caesaris da parte dello  stesso Andrea D'Emilio a cui, personalmente, sento di esprimere tutta la mia solidarietà, non solo per l'amicizia, ma per gli ideali a cui siamo fedeli e per i quali oramai quotidianamente siamo chiamati a difendere dagli attacchi delle  fazioni opposte, ragione per la quale, quando mi pervengono mail ed inviti da quanti vorrebbero una sorta di "pace" storica, rispondo che, nonostante la buona volontà, siamo ancora molto lontani.

Andrea mi ha appena chiamata dicendomi che sapere di avere la mia sincera solidarietà lo riempie di gioia e poi ha tenuto a chiarire: "non sono nè scultore, né artista, nè tantomeno un critico d'arte come mi hanno definito i media. Io ho solo lottato dal 31 ottobre al 19 aprile perché Clemente arrivasse a Pescara. Il Sindaco mi ha ringraziato con lettera il 19 marzo, ma in un mese non ha fatto mettere un solo manifesto; né ha messo la telecamera, tanto che già due volte hanno imbrattato l'opera e sono stato costretto a dormire lì a fianco. E' solo l'inizio: il busto di Clemente sarà l'area rivoluzionaria di Pescara".

Pubblicamente contraccambio la stima di Andrea, anche per il forte affetto che mi lega all' Abbruzzo in particolare a Pescara, terra che vide le lotte di Ettore Carafa, patriota del 1799 a cui sono profondamente legata.

C'è chi ha definito la reazione di Andrea D'Emilio uno show comico. Sinceramente penso che, nonostante l'inarrestabile e comprensibile onda emotiva che lo abbia travolto, certe delusioni fanno molto male specie a chi con passione, impegno e tanto entusiasmo aspettava un giorno memorabile e se l'è visto trasformare in una deludente farsa.

Nonostante tutto, caro Andrea... Viva la Repubblica, Sempre!



 

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