Poeticamente malato

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Il viale è sempre quello.

Si veste a primavera,

in silenzio sfoggia le chiome ombrose,

fresco abbraccio di intimita` condivise,

talvolta clandestine scrigni di passioni nell`atto di valore.

I miei passi, sempre quelli.

Lenti e solitari

col ricordo di altri passi in altro tempo,

al ritmo di altri passi mai dimenticati.

Il cuore batte come allora.

Dammi la mano una volta ancora,  stringila.

Una volta ancora, fosse anche l`ultima occasione

per chiederti perdono.

Perdono per non aver osato allora,

e per aver tenuto dentro

tutti questi anni la voglia di amarti.

 

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