Colombo: “per la democrazia serve impegno”
![]() Sono passati vent’anni dalle indagini di Mani Pulite. Era il 1992 quando venne scoperchiato da un pool di magistrati di Milano il sistema di corruzione, di concussione e di finanziamento illecito ai partiti. E’ stato detto di tutto di quel periodo. Si è arrivati a riabilitare vecchi personaggi politici fuggiti all’estero da latitanti condannati in via definitiva. Molti insomma vorrebbero cancellare e riscrivere quella storia. Grazie all’impegno di giornalisti e magistrati quel periodo è ormai scolpito nella storia del Paese. L’ultima fondamentale opera è dell’ex magistrato Gherardo Colombo, che faceva parte di quel pool. Con il libro ’Farla Franca’ (Longanesi) Colombo svela i retroscena delle indagini di Mani Pulite, raccontando le inchieste sulla P2 e sui fondi neri dell’Iri. “Un libro – si legge nella prefazione di Umberto Galimberti – che va letto con grande attenzione perché è impensabile un risveglio della coscienza nazionale se non si è capaci o non si ha interesse o voglia di scoprire dove affondano le radici dell’assopimento della nostra coscienza civile, e le ragioni per cui in troppe circostanze questa coscienza non abbia mai visto la luce”. Ma com’è cambiata la capacità di reazione da parte delle giovani generazioni sul tema porttangentopoli? Lo abbiamo chiesto all’autore, impegnato da diversi anni nel progetto educativo alla legalità. “Le giovani generazioni sono molto ferme nel valutare negativamente la corruzione, però nello stesso tempo sono anche un po’ sfiduciate. Credo che sia necessario riuscire a fare in modo che i ragazzi riprendano la loro fiducia”.
In che modo?
Con l’indagine Mani Pulite si scoprì un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti che portò a una grande indignazione popolare. La gente faceva il tifo per voi magistrati. Oggi, dopo venti anni, dove si riscontra quella stessa indignazione? E la sfiducia a cosa porta? Lei, nel libro Farla Franca, afferma: “mi pare evidente che l’imperativo di far funzionare la giustizia nel rispetto dell’articolo 3 della Costituzione (l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge), che in Mani Pulite, così come in qualsiasi altra indagine, abbiamo cercato di attuare, non si sia realizzato”. Ma è possibile che in questo Paese sia terribilmente facile ’farla franca’? E come può cambiare questo modo di pensare? La cultura. Una Costituzione spesso maltrattata. Secondo lei va toccata la nostra Carta o va bene così com’è? Ancora attuale. Lei ha un buon rapporto con i giovani. Come vedono la giustizia? Lei è ancora convinto che Mani Pulite, giudiziariamente, sia servita a poco o a nulla, e che anche culturalmente sia servita a ben poco? Il paese è peggio o meglio di venti anni fa? |
Pubblicazioni mensili
Nuovo Monitore Napoletano N.210 Giugno 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaMarc Bloch, ovvero “l’Apologia della Storia” Confutazione dell’Uomo delinquente Le elezioni del 2 giugno 1946 a Castellammare di Stabia Paul Verlaine, il “poeta maledetto” riecheggia nello sbarco in Normandia Elena Amalfi, una cattolica “pasionaria” Mikhail Gorbaciov, l’uomo inviato dal destino Ernest Hemingway: esistere giorno dopo giorno Gioacchino Murat: i sogni muoiono a Pizzo Calabro
Libere Riflessioni L’autrice di Harry Potter vittima del “politically correct” Nel mondo fantastico di Donald Trump
Filosofia della Scienza Edgar Morin, il pensiero complesso L’Occidente e le politiche di inclusione
Cultura della legalità Giustizia digitale, la svolta che cambia i conti di imprese e PA Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 423 visitatori e nessun utente online |



