Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Non bruciateci il futuro

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Scrivo questo articolo dopo che un mese fa ho perso un carissimo amico per leucemia. Molti medici sanno che Leucemia e tumori del sangue e ossei dipendono anche e soprattutto dall’Inquinamento.

Acerra: A2A . Gli inceneritori come quello di Acerra, in base alle leggi vigenti, sono classificati “impianti insalubri di classe I” cioe’ il massimo della tossicità prevista per impianti di tipo industriale. Gli attuali controlli previsti dalla leggi vigenti; vengono effettuati dalla sola A2A in continuo,  ma il riscontro che tutto venga effettuato a norma di legge è sporadico e occasionale.

I CIP6  dovevano esser incentivi per le rinnovabili invece danno molti soldi agli inceneritori italiani.

Grazie ai truffaldini incentivi Cip6 erogati secondo legge alla A2A vanno 60 milioni di euro l’anno per la sola Acerra.

L’inceneritore napoletano usufruisce dei Cip 6, gli incentivi destinati, solo in Italia, a chi produce energia bruciando rifiuti, incentivi che il primo ministro Mario Monti, da Commissario Europeo, definì “droga illiberale nel mercato delle tecnologie ambientali”.

All’inizio del 2008, A2A rinunciò alla gestione dell’impianto perché privo dei Cip6. Successivamente un decreto del morente governo Prodi introdusse i benefici pubblici, per un periodo di 8 anni, e A2A tornò interessata.

Il percolato è un rifiuto pericoloso e altamente tossico, velenosissimo.

 

In Campania mancano impianti di compostaggio dell’umido ed è fanalino di coda, infatti di Compost per cittadino abbiamo solo 3 kg pro capite/annui, contro i 141 dei cittadini veneti, gli 83 dei lombardi, gli 82 degli emiliani e i 68 dei toscani.

La regione Campania vuole mettere inceneritori e gassificatori, in poche parole vuole incenerire. Tre termovalorizzatori e un gassificatore tra Napoli, Salerno, Giugliano e Capua.

Tra Napoli, Giugliano e Acerra si vogliono bruciare 1.6 milioni di tonnellate annue, con la scusa delle ecoballe stoccate, rispetto a una produzione totale di 1.5 milioni di tonnellate di rsu di tutta la Provincia di Napoli.

Nell’antichissima e bellissima  Capua poi un gassificatore dovrebbe accogliere polveri sottili, amianto e ceneri di rifiuti industriali.

Ma ad Acerra c’è un Inceneritore che da solo brucia  tantissimo.

Il  solo impianto di Acerra incenerisce più immondizia di tutti gli otto impianti toscani e appena 300mila tonnellate annue in meno di tutta l’Emilia, che anch’essa vanta otto termovalorizzatori.

Potenziare l’incenerimento e non il compostaggio può servire  a far si che gran parte del rifiuto tossico, indifferenziato e per lo più simile all’”umido” dei rsu e possa  finire senza controlli adeguati nei maxi forni o nei gassificatori senza essere identificato.

Il problema della Campania sono i rifiuti industriali che non si sa bene dove vanno.

Quindi  bisogna informare i cittadini di Napoli, Giugliano, Acerra, Capua,  Salerno, che la Campania continuerà a non differenziare, a non controllare cosa viene immesso in Inceneritore, e che il gassificatore dara a Capua un'area di Emissioni che  il vento porterà sui terreni agricoli sugli alberti da frutta, presso gli allevamenti bovini.

Ciliegina sulla torta?

A2A azienda lombarda pare che cederebbe alla Regione  Campania l’impianto di Acerra, realizzato a suo tempo da Impregilo e scandalosamente sottoposto a pressioni politiche all'epoca bassoliniana, al prezzo di 355 milioni di euro, che i cittadini campani pagheranno.

Nel Mondo si sta abbandonando la tecnica degli inceneritori e gli appalti sono milionari.

Il Governo Berlusconi ha fatto delle discariche, del nucleare, della lotta alle energie pulite,  uno dei suoi cavalli di battaglia.

Clini, era nel 1990 presso un ente che doveva controllare a Porto Marghera se c’era uranio e la sua struttura disse No. Alla fine si è scoperto il contrario. Felice Casson del PD sa tutto.

 

Stranamente in Regione Campania manca il capo dell’opposizione .

Allora Cittadini Campani, alziamo la testa.

Non vogliamo che la Regione compri l’impianto di Acerra perché non si comprende perché A2A che ne ha tanti in Italia vorrebbe cedere quello di Acerra.

Non vogliamo nella Provincia di Napoli inceneritori che brucino eco balle, rifiuti indifferenziati.

Non vogliamo che i controlli siano fatti solo da A2A su Acerra.

Non vogliamo a Capua un gassificatore.

Meglio dare i rifiuti  in Olanda e per il Mondo.

Meglio creare impianti di compostaggio e bonificare le discariche.

Meglio creare aree a rifiuti zero.

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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