Lo Stato è presente solo per qualche tempo, ma la camorra c'è sempre
Luigi Imberbe, un imprenditore di Portici (NA) che anni addietro denunciò per racket alcuni esponenti del clan camorristico locale, stamattina ha subito l'ultimo degli innumerevoli attentati di cui è stato vittima da quando ha deciso di affidarsi allo Stato per liberarsi dai suoi aguzzini: un magazzino per le merci è stato completamente distrutto a causa di una esplosione, e Luigi Imberbe ormai non ha più la forza nè morale nè economica per potersi risollevare e riprendere le sue attività; ben 130 persone rischiano il loro posto di lavoro, ma le condizioni oggettive sembrano non consentire una soluzione diversa dalla apposizione del cartello "chiuso per camorra". Questo non è che l'ultimo in ordine temporale dei vari attentati che si sono verificati a Portici, tra i quali l'unico che ha avuto l'onore di assurgere alle cronache nazionale è stato quello del ristorante " Ciro a mare", più volte distrutto da diversi attentati dinamitardi per le denunce dei proprietari contro la camorra, sempre per questioni legate al racket.
Il primo ad esprimere la propria solidarietà e il personale impegno a non lasciare solo l'Imberbe è stato Sergio Vigilante, un commerciante che della lotta al racket e all'usura ne ha fatto ragione di vita e che dal 2007, attraverso l'azione dell'associazione antiracket ed antiusura di cui è presidente, è riuscito ad imprimere una vera svolta nella vita sociale di Portici e di molti paesi del vesuviano, assicurando a chi il coraggio di denunciare consulenza legale, bancaria e psicologica a costo zero, costituendosi parte civile nei processi, e aiutando i vari imprenditori ad accedere al Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura isituito dalla legge 24 febbraio 1999, n°44. E' ancora troppo presto per poter conoscere e riportare nei minimi dettagli le dinamiche di quest'ultimo attentato, ma una considerazione è ugualmente doverosa: ogni dichiarazione di solidarietà di facciata non è più accettabile, e in assenza di un vera rivoluzione che ponga fine a questo " non-Stato" l'unico atteggiamento che possa assumere il medio abitatore di queste terre è il silenzio, chè un' ipocrita dichiarazione di sdegno potrà solo acquietare la sua coscienza irreversibilmente narcotizzata.
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