I Giardini delle Quattro Giornate intitolati ad Antonio Amoretti
Una grande partecipazione non solo dei cittadini, ma soprattutto di scuole del territorio, la mattina del 2 ottobre 2023 ha sottolineato l’intitolazione ad Antonio Amoretti, di recente scomparso, ultimo partigiano delle 4 giornate di Napoli, i giardini della piazza più rappresentativa, proprio perché già dedicata alle 4 giornate al Vomero. «C’è stata una grande partecipazione di studenti, docenti e cittadini di un quartiere che ha rappresentato un momento molto significativo della rivolta delle 4 giornate di Napoli, e quindi questa partecipazione soprattutto degli studenti è molto importante perché significa che è una memoria ancora molto vissuta e sentita e che può essere rinnovata ogni giorno con l’impegno quotidiano.» [Gaetano Manfredi – Sindaco di Napoli]
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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«Mio padre era una miniera di ricordi, sia per aver partecipato direttamente a quegli eventi, e quindi raccontava minuziosamente sin dall’avvio di quel 27 settembre, le prime barricate, i primi scontri, la paura di rimetterci la vita, ma anche lo slancio che c’era nella sua azione, uno slancio dettato dalla voglia di riscatto, di ribellione di fronte ad un regime che aveva portato alla distruzione un paese, che aveva calpestato i diritti e la dignità di un intero popolo. Lui aveva appena sedici anni.» [Francesco Amoretti]