Ricordo di Francesco Alberoni
Nonostante la brillante carriera accademica, Alberoni divenne famoso soprattutto per alcuni suoi libri, divenuti best-seller che si vendono bene ancora oggi. In particolare due: “Statu nascenti. Studi su processi collettivi” (Il Mulino, 1968), e “Innamoramento e amore” (Garzanti 1979). Alberoni aveva uno stile di scrittura molto accattivante, e suo intento era farsi capire da tutti e non solo dai colleghi accademici. Questo fatto gli attirò molte critiche da parte del mondo universitario, che lo accusò di eccessiva passione per la divulgazione. Numerose, tuttavia, le idee originali contenute nei suoi testi. In “Statu nascenti”, per esempio, fornì un’interpretazione dei movimenti del ’68 basata sull’idea di “condizione nascente”, intesa come momento in cui idee e comunicazione si fondono dando origine a un movimento collettivo. Ancora più celebre “Innamoramento e amore”, libro nel quale l’autore sosteneva che l’innamoramento è lo stato nascente di un movimento collettivo formato soltanto da due persone (la coppia), considerando l’amore come fase terminale di tale stato. Studioso di Max Weber, Alberoni cercò sempre di utilizzare la sociologia per analizzare la società reale, senza lasciarsi condizionare da schemi precostituiti.
Non desta quindi meraviglia il successo che ebbe anche in campo giornalistico, tenendo rubriche su numerosi quotidiani tra cui “Corriere della Sera” e “Il Giornale”. Molti giovani si sono avvicinati alla sociologia proprio leggendo i suoi testi, e questo era per lui motivo di grande soddisfazione. Tra le cariche ricoperte in ambito non accademico vanno citate quelle nel Consiglio di Amministrazione di Cinecittà, nel Consiglio di Amministrazione della RAI, e la presidenza del Centro Sperimentale di Cinematografia. |
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.206 Febbraio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e Filosofia Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia L’Ospedale della Pace. La cura a servizio della città
Libere Riflessioni Chavismo, lezione numero 2: Gesù era socialista In memoria di Antonino Zichichi La storia come strumento per leggere il presente La “riforma della magistratura” è un bluff
Filosofia della Scienza Dario Antiseri, il filosofo della "società aperta" Circa i limiti della conoscenza umana Dewey e la filosofia negli Stati Uniti
Cultura della legalità Figli maggiorenni e mantenimento: la giurisprudenza cambia rotta Cos’è e a chi serve la “separazione delle carriere”? Chi controlla i nostri dati? La nuova frontiera dei diritti nell’era dell’IA Vittime innocenti. Febbraio 1893-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 251 visitatori e nessun utente online |


