Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Riequilibrio di Napoli e della sua area metropolitana

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Si propone la discussione sulle le seguenti linee di riequilibrio, da approfondire ed articolare nel tempo.

Napoli e la piana dell'antica "Campania Felix" sono abitate da una popolazione di oltre 4 milioni, pari a quella della Norvegia o della Finlandia, ma concentrate su un territorio circa 90 volte più piccolo, senza un'armatura industriale adeguata, senza un sistema integrato di trasporti pubblici di massa, diviso in clan politici e camorristici spesso strettamente collusi: insomma un territorio depresso, in cui la disgregazione del tessuto socio - istituzionale è conseguenza e, allo stesso tempo, causa delle disfunzioni che lo soffocano.

Napoli può evitare il rischio incombente di divenire una metropoli marginale, monocentrica a crescita incontrollata e può trasformarsi invece in una metropoli europea, policentrica a sviluppo controllato, a condizione di realizzare una sinergia tra quattro azioni politiche di rilevanza capitale, tendenti alla:
-    rifondazione del sistema produttivo;

-    ristrutturazione dell'armatura urbana;

-    risanamento ambientale;

- formazione etico - politica e tecnico - professionale dei cittadini emarginati.

 

 

Questa complessa strategia si può articolare nei seguenti obiettivi particolari:

 


1 - Anzitutto liquidare la politica consociativa tesa alla sovraurbanizzazione della città mediante i progetti irrazionali di "massicci interventi ad est ed ovest" e nello sventramento del centro storico.
2 - Ristrutturare l'intero sistema delle aree industriali metropolitane, delocalizzando anche le industrie obsolete ed inquinanti dal capoluogo, mediante la creazione di centri di assistenza e di ricerca innovativa immaginati come moduli (20 - 30 ettari) a crescita controllata, disposti lungo le direttrici Napoli Est - Caserta e Napoli Ovest - Capua.
L'economia napoletana ha bisogno di un motore industriale, perché un'a¬rea metropolitana di tali dimensioni non può vive¬re esclusivamente né sul turismo indotto dalla città d'arte, né sul mito della città post - industriale.
3 - Realizzare un'integrazio¬ne di attrezzature, servizi e "valori metropolitani", al fine di creare quelle "eco¬nomie esterne" indispen-sabili per rendere compe¬titive le attività produttive sui mercati nazionali ed esteri.
4 - Realizzare una politica di progressiva decongestione edilizia  ed  abitativa (Napoli ha una densità di 10.284 ab/kmq doppia di Hong Kong) e di ridistri¬buzione nel territorio dei pesi urbanistici e dei ser-vizi di livello superiore, valorizzando gli straordi¬nari centri storici dell'anti¬ca  armatura  urbana (Capua, S.M.C. Vetere, NoIa, Aversa, Caserta ecc.).
Obiettivo primario: configurare una città metropolitana policentri¬ca, ricordando che la distanza tra Napoli e Caserta è modesta (23 km), pari alla lunghezza della  sola  isola  di Manhattan.
5 - Sbloccarere la paralisi del traffico mediante la crea¬zione di un sistema intermodale (ferro-gomma¬-acqua-aria) dei trasporti pubblici di massa, capace di drenare ai margini della città le 300.000 auto dei non residenti che quoti¬dianamente vi affluisco¬no. Quindi, agganciare l'area metropolitana all'as¬se di riequilibrio territoria¬le (F. Compagna) Roma¬ - Caserta - Salerno, attraver¬so 5 direttrici nord-sud, trasformando l'attuale congestionato sistema viario radiocentrico in un sistema a maglie. Dun¬que, raccordare le reti in una metropolitana regio¬nale, a sua volta integrata, mediante scambiatori, alla metropolitana del mare.
6 - Salvaguardare integral¬mente l'edificato storico dalle origini alla seconda guerra mondiale; ovvia¬mente tutelando, altresì, l'edilizia di qualità degli ultimi 50 anni.
7 - Ristrutturare radicalmente l'edilizia  post-bellica, priva di valore ambientale e non antisismica inte¬grando nei nuovi organi¬smi architettonici tutte quelle attrezzature e ser¬vizi oggi negletti; intanto attuare una politica atta a reimmettere sul mercato i 130.000 vani vuoti esi¬stenti in città ed i 500.000 vani non occupati delle
province di Napoli  e Caserta.
8 - Per il risanamento am¬bientale creare un sistema di cinture verdi sia per proteggere l'agricoltura che per intervallare i tre sistemi lineari urbani esi¬stenti, onde evitare la sal¬datura di una conurbazio¬ne soffocante.
9 - Operare in profondità sui due fronti dell'istruzione di base e della riqualifica¬zione delle competenze; ribadendo che se la cultu¬ra napoletana ha sempre avuto un rilievo nazionale ed europeo, viceversa non si e mai sviluppato, alme¬no dal periodo vicereale in poi, una adeguata civiltà produttiva, imprenditoria¬le, industriale e commer¬ciale, capace di competere sul mercato mondiale.
10 - Sostenere e valorizzare le prestigiose istituzioni culturali  (dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici all'Istituto Ita¬liano per gli Studi Storici) e universitarie napoletane con le loro offerte forma¬tive, onde rendere solido e duraturo il risveglio civi¬le ed economico, forman¬do una classe dirigente di livello europeo.

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca ad Altamura

 

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Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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