Torna il Monitore Napoletano
Duecentododici anni fa si aprivano, per poi chiudersi troppo presto, le note vicende della Repubblica Napoletana, durante la quale Elenora de Fonseca Pimentel, tenne vivi gli animi con il suo coraggio e la sua penna, dirigendo il Monitore Napolitano con una passione che la condusse al sacrificio della vita stessa. Dopo due secoli qualcuno ha pensato che fosse oramai tempo di interrogarsi su quali parti dello spirito del '99 fosse possibile ricordare per confrontarvisi e la risposta è stata data ancora con l'azione, quella di rifondare il leggendario giornale di Eleonora.
- Noi ripartiamo dal numero 36 Monitore Napoletano proprio per dare una continuità al Monitore fondato da Eleonora De Fonseca Pimentel nel 1799 - ha affermato la direttrice, Antonella Orefice - Consapevoli di questo grande impegno morale ed etico che andiamo a prenderci, speriamo di riuscire a fare un qualche cosa di buono per Napoli e per superare certi luoghi comuni. Napoli è soprattutto cultura ed è una citta da rivalutare. |
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.209 Maggio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaLuigi Pirandello. Niente maschere per “L’uomo dal fiore in bocca” La solitudine e la follia di Edgar Allan Poe Oscar Wilde e la filosofia del vestito Ludwig Wittgenstein e la logica dei “fatti” Le rivoluzioni e la loro difficoltà ad essere attuate Caos: fattore determinante del presente Ingmar Bergman, il “posto delle fragole”
Libere Riflessioni Esiste anche un protestantesimo sionista Gli intellettuali e dove trovarli La giustizia sconfitta dal suo stesso silenzio Le censure alla cultura russa sono solo stupide
Filosofia della Scienza Il successo degli studi “postcoloniali” ispirati a Gramsci
Cultura della legalità Cosa cambia il “salario giusto” Vittime innocenti. Maggio 1974-2020
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E' stato presentatio ieri, 5 dicembre, all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in un luogo simbolo per essere stata la casa di un altro storico martire come Gennaro Serra di Cassano. L'intenzione è quella di raccogliere intorno all'iniziativa collaborazioni e contributi che abbiano in comune la Libertà di opinione, l'idea della Cultura come patrimonio da dividere con tutti, ed un linguaggio sobrio, al servizio in particolare della Legalità del senso civico e soprattutto della Giustizia, dando voce a coloro che combattono per la sua affermazione. Una certa audacia è inevitabile, fosse anche solo per il nobile riferimento ideale, ma senza guardare molto avanti probabilmente non si fanno nemmeno i passi giusti richiesti dai tempi.