Una nuova frontiera per i droni terrestri
Questa nuova progettualità ha avuto origine da due esigenze teorico e pratiche. La prima è stata quella di integrare maggiormente la ricerca dronica nelle pratiche architettoniche ed archeologiche allo scopo di usare il drone come strumento di progettazione e di ricerca di nuove idee e non solo come braccio di potenzialità spaziali, di occhio da utilizzare per qualche cattura dati sul terreno. Il mezzo dronico crea un progetto innovativo e ribalta l'uso limitato che si fa oggi di esso. La seconda progettualità, strettamente legata con la prima, è la costante attenzione che il "Laboratorio Dronico del Fermi-Gadda” dedica al pilota, la sua psicologia, la capacità di integrare i ricordi ed il presente nella guida dei droni. All'inizio tutto questo sembrava impossibile non solo a concretizzarsi ma anche a teorizzare. Sono venute, però, in aiuto le fondamentali letture dei lavori del Professor Paulus Gerdes docente di etnomatematica presso Università Edoardo Mondlane di Maputo (Mozambico).
Dalle sue opere scritte in lingua portoghese è scaturita una nuova traccia di ricerca, un metodo secolare di lavoro e di studio che utilizzano diverse popolazioni africane. Esso interessa l'Arte in generale, la scultura, la pittura e il progettare architetture per lavori agricoli e di irrigazione. A queste attività si aggiunge lo studio della matematica e la continua ricerca estetica. Una popolazione in particolare ha sviluppato questa metodologia, all'interno della quale ha un ruolo particolare l'analisi delle narrazioni e le loro applicazioni nella pratica progettuale. La popolazione è quella dei TChoKwe del nord dell'Angola. I modelli di droni terrestri e di R.O.V sono stati ristrutturati come strumentazione usata dagli architetti e dagli artigiani TCHOKWE e, in alcune prove in laboratorio, hanno dato risultati eccellenti. Sono stati raccolti programmi didattici trasmessi dalla Televisione Angolana e raccolti in un gruppo di antologia. Il primo lavoro completo si prevede per il prossimo mese di novembre
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Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Inizieranno dal mese di novembre 2019, presso l'Istituto "Polo Tecnico Fermi-Gadda" di Napoli, i lavori di un nuovo ed impegnativo progetto che vede protagonisti i "droni", in particolare quelli terrestri.