Chiude il museo, all'asta i mezzi dello sbarco in Normandia

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Tra i danni collaterali del terrorismo dell'Isis non c'è solo la distruzione di siti archeologici di inestimabile valore come quello di Palmira in Siria, ma anche la memoria della seconda guerra mondiale.

E infatti, proprio a causa del calo di visitatori e di turisti indotto dai recenti attentati in Francia, ha chiuso i battenti anche  il «Museo dei Carri Armati» in Normandia, nato per ricordare il glorioso sbarco degli Alleati sulle spiagge francesi il 6 giugno del 1944, passato alla storia come il D-Day.

La collezione dei carri armati utilizzati quel giorno, ma anche le jeep, le moto, le armi, le uniformi dei combattenti che liberarono l'Europa da nazisti e fascisti, in tutto 130 lotti, saranno battuti all'asta curata dalla casa parigina Artcurial.

 

Tra gli oggetti più pregiati in vendita c'è il carro armato M4 “Sherman” del 1944, valutato tra i 250 mila e i 450 mila euro, il cingolato americano forse più famoso della Seconda Guerra mondiale, di cui al mondo esistono pochissimi esemplari.  

Per una Jeep Willys MB, una 4x4 che era in grado di tagliare il filo spinato delle trincee tedesche bastano invece 15-25mila euro, come per la moto Harley Davidson WLA del 1943, mentre il bulldozer Caterpillar D-8 costa tra i 4-6mila euro. Decisamente più economici i manichini dei carristi e piloti della marina americana, con indosso le uniformi originali, valutati 200 euro.

Il museo era stato aperto appena tre anni fa a Catz, un paesino di poco più di cento anime vicino alla spiaggia di Utah, in occasione del settantesimo anniversario dello sbarco, grazie all’iniziativa di Patrick Nerrant e dei figli Stephane e Olivier, che dagli anni ‘80 cominciarono a collezionare veicoli della Seconda Guerra Mondiale insieme a migliaia di oggetti, restaurando una ventina di carri armati dell'epoca.

Negli ultimi mesi però il "Normandy Tank Museum” ha registrato un calo del 30% dei visitatori, imputato dal fondatore agli attacchi terroristici che negli ultimi due anni hanno colpito la Francia. Impossibile andare avanti, anche perché i costi di gestione e di manutenzione sono elevatissimi. 

Si tratta infatti di una struttura di 3000 metri quadrati con quaranta tra carri armati, camion, moto e aerei, migliaia di oggetti militari, manichini con uniformi, con pista di decollo, officina per le riparazioni e cinque ettari di terreno per dimostrazioni dinamiche. Fra le attività proposte anche tour sui cingolati e sorvoli delle spiagge del D-Day. Restano ancora pochi giorni per visitarlo.

Un'ultima occasione per immergersi nella memoria di quella battaglia decisiva per la libertà del Vecchio Continente.

 

 

Mario Avagliano

 

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