Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

All'Archeologico in anteprima nazionale c'è Erri De Luca

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«Chi viene da fuori sempre forestiero è, chi abita fuori Napoli anche se è napoletano diventa forestiero, però autorizzato dal fatto che sono un conoscitore della lingua, che pratico - non in questo momento - ad esempio con me stesso: io mi parlo in napoletano, anzi, mi litigo in napoletano. Quando devo litigare con me m'insulto in napoletano. Perché solo il napoletano è capaci di pungermi. L'italiano mi è indifferente: se m'insulto in italiano non mi fa niente». (Erri De Luca)

Una sala strapiena ha accolto lo scrittore Erri De Luca al Museo Archeologico di Napoli, dove ha avuto luogo la prima presentazione nazionale del nuovo libro “La natura esposta”; un romanzo in cui il restauro di un crocefisso marmoreo induce la rimozione dell'ultimo velo alla statua del Cristo, e provoca una scoperta inattesa che interroga sul rapporto fra il corpo e l’idea del sacro.

Lo scrittore si è trattenuto a lungo a dialogare col pubblico. A un lettore che chiedeva se ha ancora senso parlare di questione meridionale, ha risposto con fermezza che esiste piuttosto una questione nazionale, ed è la corruzione.

De Luca ha poi enfatizzato l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di parola. «Per me - ha ribadito - la Costituzione è l’equivalente laico di un testo sacro».

Presente al dibattito anche il cardinale Sepe, che ha lanciato la proposta di candidare Erri De Luca al premio Nobel per la letteratura; uno spunto subito raccolto dal sindaco de Magistris.

 

Video del Comune di Napoli

 

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