Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il patrimonio librario del duca Luigi Serra di Cassano

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Forse Gennaro Serra di Cassano, nel corso della controrivoluzione del 1799, fu catturato a seguito del  tradimento di un libraio al quale si era rivolto per acquistare edizioni rare, data la sua passione per le arti e la cultura che aveva ereditato dal padre, il duca Luigi. Così di lui raccontò  Mariano d’Ayala.

Luigi Serra di Cassano (Napoli il 30 ottobre 1747 - 21 ottobre 1825) aveva sposato Giulia Carafa nel 1770 e dal loro matrimonio erano nati ben 14 figli, tra cui il famoso e generoso martire della Repubblica, Gennaro. Uomo di grande cultura e di idee liberali, il duca prese parte alla vita mondana della corte borbonica, da cui fu in breve tempo allontanato per aver partecipato alla congiura dei Medici.

Profondamente provato dalla morte del figlio Gennaro il 20 agosto 1799, Luigi visse per sette anni lontano da Napoli. Solo durante il Decennio francese tornò nella capitale del regno  e  gli furono affidati incarichi pubblici, ma con il ritorno dei Borbone, fu nuovamente allontanato.

Da allora poté dedicarsi completamente al suo amore per la cultura, una passione che lo avrebbe portato a possedere una delle più preziose biblioteche d’Europa.

Vi fu da parte del duca una testarda volontà di raccogliere tutto ciò che riteneva fosse il meglio della cultura italiana in edizioni preziose e rare, soprattutto volumi e raccolte del XV secolo.

Attualmente la Biblioteca Serra di Cassano è conservata a Manchester, in seguito a numerose peripezie che avevano costretto il duca a privarsi gradualmente del prezioso materiale collezionato.

In seguito alla seconda restaurazione borbonica la famiglia Serra di Cassano non poté godere di quella stabilità economica che avrebbe permesso di conservare integralmente la biblioteca e così il patrimonio librario finì per attirare l’attenzione dei più noti bibliofili europei, tra cui si mostrarono particolarmente attivi Lord Spencer e il suo consigliere reverendo Thomas Frognall Dibdin.

Ciò che portò i bibliofili inglesi a Napoli fu la ricerca quasi ossessiva di un unicum di Orazio, edito nel 1474 da Arnaldo di Brussella e  conservato nella Biblioteca del duca.

In tale circostanza si accorsero che la Biblioteca Serra vantava oltre 400 edizioni rare del XV secolo e circa 80 edizioni napoletane della stessa epoca, tra cui spiccava quella delle Favole di Esopo del Tuppo, pubblicate nel 1485.

Dell’immensa raccolta libraria esisteva un catalogo che lo stesso duca aveva compilato nel 1807, indicando per ciascuna voce preziose indicazioni sulla rarità e lo stato di conservazione.

Per la sua considerevole importanza, il catalogo è presente nel British Library General Catalogue of Printed Books to 1975, alla voce Cassano Serra, e nel National Union Catalog pre 1956 Imprints.

Nella seconda raccolta bibliografica sono menzionati tutti gli splendidi manoscritti greci, latini, francesi e italiani, di proprietà del duca Luigi, acquistati successivamente, precisamente all’asta da Mr. Evans il 5 febbraio 1828.

Per  citare alcuni esemplari notevoli, attingiamo al catalogo pubblicato nel 1899 da E. Gordon Duff- sezione 2 del quarto volume, limitandoci alla splendida raccolta di disegni antichi, suddivisa per scuole, ove emergono i nomi più illustri della storia dell’arte italiana ed europea: dalla Scuola Fiorentina con Giotto, Donatello, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Masaccio, Giorgio Vasari, Antonio Tempesta e da quella Romana, che vanta ben venti opere di Raffaello Sanzio.

Alla Scuola Napoletana appartengono diversi studi di Giuseppe de Ribera detto lo Spagnoletto e diversi disegni di Salvator Rosa e Luca Giordano.
Altri nomi famosi li ritroviamo nell’ambito della Scuola Veneziana con i paesaggi di Tiziano, la Decollazione di Giovanni Battisti del Giorgione e disegni del Tintoretto, di Veronese e del Canaletto, mentre le scuole del Nord Italia sono rappresentate, nella Biblioteca del duca di Cassano, dal Mantegna e dal Parmigianino, di cui si contano ben trenta disegni.

Delle scuole straniere troviamo  Durer, Rubens, Poussin e Rembradt.

Nel corso degli anni il duca dovette privarsi per i motivi citati di oltre ventiseimila stampe, conservate in maniera eccellente, appartenenti alle scuole italiane di Marcantonio, di Caracci, di Porporati, Morghen e Garavaglia.

Dopo i succitati nomi si può facilmente comprendere  la consistenza e la rilevanza della Biblioteca del duca di Luigi Serra di Cassano, un uomo che aveva dovuto subire il dolore per la morte del figlio Gennaro, martire della Repubblica Napoletana, decapitato in piazza Mercato e che, da quel 20 agosto del 1799, chiuse l’ingresso principale del palazzo di famiglia, che affacciava sulla via Ezigiaca a Pizzofalcone.

Il duca aveva pagato con l’esilio i suoi ideali progressisti del tempo, ma a sua memoria e ad onta dei Borbone, rimane non solo la sua dignità e la sua coerenza di affermazione dei valori di libertà, uguaglianza e giustizia, ma una rilevante eredità culturale testimoniata dalla sua Biblioteca.

 

 

Bibliografia:

AAVV- I Serra- a cura di Alessandra Serra di Cassano- Testa & Immagine- 1999

 

 

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