Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Le Società Operaie di mutuo soccorso in Terra di Lavoro

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Un elemento importante della struttura organizzativa del movimento democratico di Terra di Lavoro, dagli anni ottanta dell’Ottocento in poi, fu costituito dalle Società di Mutuo Soccorso che assolsero a un rilevante compito sia nel campo più specificamente assistenziale che in quello politico.

Furono gli anni dal 1879 al 1890 che videro un notevole incremento delle Società Operaie in Terra di Lavoro. Si passò dalle 34 Società del 1879 alle ben 148 del 1889 e determinante fu l’apporto degli ambienti democratici, specialmente nella II Circoscrizione di Caserta.

Le società operaie di Terra di Lavoro furono influenzate dalle personalità alle quali erano legate. Alcune società, infatti, erano dirette da uomini di “sentimenti liberali”, altre avevano un carattere moderato-progressista e altre decisamente di ispirazione democratico-radicale.

Direttamente legate agli esponenti del movimento democratico radicale di Terra di Lavoro erano le Società Operaie di Pignataro Maggiore, costituita il 13 aprile 1882, di Rocca d’Evandro, inaugurata il 16 agosto 1884, di Visciano, inaugurata il 3 febbraio 1885, di Falciano, che costituitosi nel gennaio 1885, dopo un mese annoverava ben 200 iscritti, di Carano di Sessa, costituitasi nel febbraio del 1885, di Carinola, inaugurata il 9 giugno 1885, di Nocelleto il cui statuto reca la data del 9 giugno 1885, di Mondragone del 20 dicembre 1885, di Pietravairano, ove già esisteva una società operaia di diversa ispirazione, fondata nel 1882 dal deputato Broccoli, e la cui società operaia di carattere democratico radicale fu inaugurata il 9 maggio 1886, di Sant’Angelo in Formis che prese il nome di Società Agricola e fu una filiale della Società Operaia Ettore Fieramosca di Capua, fondata nella primavera del 1886.

Furono costituite altre Società Operaie di orientamento democratico radicale di cui non conosciamo la precisa data di inaugurazione: quelle di Minturno, di SS. Cosma e Damiano, di Castelforte, di Sant’Angelo d’Alife, di Bellona, di Casagiove e di Caserta.

A Capua le due società operaie erano già presenti nel 1882, quella dei ” Campi Stellati” e quella della citata Ettore Fieramosca.A tal riguardo, mentre la Società Opera Ettore Fieramosca conservò la sua caratterizzazione democratico-radicale, quella dei Campi Stellati si avvicinò gradualmente agli ambienti trasformisti della città del Volturno.

Gli uomini che diedero il loro determinante impulso alla costituzione delle Società Operaie di ispirazione democratico-radicale in Terra di Lavoro furono Michele Verzillo, Oreste De Carolis, Eugenio Pozzi, Antonio Gaetani e Bartolomeo Scorpio.

La grande intuizione di Bartolomeo Scorpio (Pignataro Maggiore, 10 gennaio 1857- Pignataro Maggiore, 7 febbraio 1923) fu quella di unificare le varie società operaie progressiste in un’unica organizzazione.

Tale caparbio, riuscito tentativo di Bartolomeo Scorpio procedeva di pari passo con quello effettuato nel campo prettamente politico da parte degli esponenti della democrazia radicale della II Circoscrizione di Caserta, a partire dal 1882.

Con delibera dell’ 8 settembre 1882 Bartolomeo Scorpio, presidente della Società Operaia di Pignataro Maggiore, gettava le basi del Consolato Operaio Campano mirante a legare in un patto di fratellanza tutte le Società Operaie di Terra di Lavoro, delineando le linee generali del programma in cinque punti essenziali:

lega difensiva e offensiva tra tutte le Società Operaie; obbligo per ogni Società confederata di prestare aiuto e soccorso al socio di un’altra Società consorella; invito rivolto alle Società confederate a partecipare ai lavori agricoli e industriali che una Società intraprendesse per conto suo; mutua assistenza nelle disgrazie, nelle sventure, nelle aggressioni o in qualsiasi altra calamità pubblica o privata del proprio Comune e in quelli vicini; istituzione di un Parlamento regionale operaio.

Lo Statuto fu quello della Società Operaia di Pignataro Maggiore, con alcune integrazioni chieste dalla Società Operaia Ettore Fieramosca di Capua. Al Consolato Operaio Campano aderirono, oltre alla Ettore Fieramosca di Capua, le Società operaie di Pietravairano, Casagiove, SS. Cosma e Damiano, di Minturno, di Visciano, di Bellona, di Sant’Angelo in Formis, di Sant’Angelo d’Alife, di Sparanise e della stessa Caserta.

Bartolomeo Scorpio fu eletto con votazione unanime primo Presidente del Consolato Operaio Campano.

La struttura organizzativa del Consolato Campano era la seguente: ogni Società Operaia sceglieva tra i suoi soci effettivi un deputato, che diventava componente del Consolato, e un vice deputato, che collaborava col deputato e in assenza lo sostituiva.

Le sessioni si tenevano due volte all’anno (in primavera e in autunno e i loro lavoro erano approntati dalla Società che in tale anno teneva la Presidenza del Consolato.

Se qualche storico ha evidenziato che le Società Operaie di ispirazione democratico- radicale di Terra di Lavoro non andarono oltre le concezioni prettamente solidaristiche del riformismo borghese, tale critica ci sembra eccessiva. Lo Statuto di Libertà e Lavoro di Pignataro Maggiore faceva cenno alla tutela del lavoro e alla difesa del diritto degli operai.

Il confronto con il Consolato Operaio di Milano non è storicamente corretto, in quanto in Terra di Lavoro non erano ancora presenti le idee del socialismo, per cui erno privi anche solo accenni alla necessità di agitazioni o scioperi.

D’altronde in quel momento storico la democrazia radicale si proponeva esclusivamente di “innalzare la plebe al grado di popolo”.

Le società operaie non erano vere e proprie organizzazioni politiche, per cui, nonostante si sostenesse da parte delle Società Operaie la tutela del lavoro e i diritti degli operai, non ritroviamo alcun accenno a forme di agitazione sociale.

Inoltre gli esponenti della democrazia radicale di fine ottocento erano acerrimi avversari dell’Internazionale dei Lavoratori e Bartolomeo Scorpio lo esplicita sul giornale "La Civetta" del 20 maggio 1882. Egli sosteneva che le Società Operaie erano forti di un principio eminentemente liberale in termini storici, perchè innalzare al plebe al rango di popolo era considerato già un buon risultato, nell’ambito di un’avversione ideologica al marxismo.

"Innalzare a popoli turbe insane di plebe digiuna e stupida è rendere gran servizio alla causa della libertà” scrisse testualmente Scorpio. In Terra di Lavoro si poteva considerare un risultato soddisfacente tale primo grande passo nel contesto storico-sociale di fine Ottocento, e chi lo scriveva evidentemente lo scriveva con una certa consapevolezza della realtà effettuale: era colui che aveva raggiunto il 33° grado nella Massoneria italiana, quello più alto, dilapidando metà del suo patrimonio per tale causa.

 

 

 

Bibliografia:


“La Campania Libera”- Museo Provinciale Campano di Capua
Società Operaia “ Libertà e Lavoro”- Pignataro Maggiore- Museo Provinciale Campano di Capua
Costituzione del Consolato Operaio Campano- 20 settembre 1882- Museo Provinciale Campano di Capua

 

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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