Pensieri di Verità

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L'amico Remo de Ciocchis ha pubblicato a ottobre 2014 presso le Edizioni dell'Amicizia di Agnone (Alto Molise), casa editrice nonviolenta, nata nel 1977, da lui diretta (collegata al "Centro di Spiritualità Nonviolenta" da lui fondato nel 2000), il suo ultimo, importante libro Pensieri di Verità, di 212 pagine, stampato con cura ammirevole presso la Tipografia San Giorgio di Agnone ed uscito in 300 esemplari.

Esso si distingue, nel formato grande, da quello ridotto, più piccolo, dei precedenti agili volumetti delle citate Edizioni e segnala quindi la sua diversa origine e la sua impegnativa destinazione.

Nella bianca, elegante copertina spicca la riproduzione di una delle opere più famose del grande scultore francese Auguste Rodin (1840-1917) "La Cathédrale" del 1908, che riunisce nella stessa opera due mani dritte, appartenenti a due distinte persone, in atto di sfiorarsi, come congiunte nella vicinanza, metafore insieme dei valori dell'incontro, dell'unione, del pregare.

Dietro, come per tutti i libri delle Edizioni dell'Amicizia, invece del prezzo è scritto "Dono", concretizzando il motto di esse “Non per profitto o vanità, ma per amore”, con due volti vicini, che fanno in questa occasione da completamento delle due mani della copertina. Sotto il motto e il simbolo è scritto “Le Edizioni dell'Amicizia rifiutano la proprietà letteraria e donano le loro pubblicazioni."

Il libro preparato con il rigore, la cura estremi di ogni iniziativa deciocchisiana (dal libro alla relazione, al convegno, al viaggio, all'esercizio dei doveri di insegnante e di ispettore onorario per i beni archeologici, nonché all’attività nonviolenta) permette al lettore di avere tutti gli elementi informativi essenziali sull'autore, sui suoi scritti, sulle sue azioni (vedi i risvolti di copertina, anche con una foto dell'autore) e le coordinate fondamentali per avvicinarsi al testo e coglierne lo spirito animatore e le intenzioni, come si riscontra nella Prefazione.

Quest'ultima illumina l'origine dei pensieri, la loro natura, il loro rilievo, le loro caratteristiche. Essi, come dice l'autore, sono "sgorgati genuinamente dalla mia anima in occasioni e modi diversi, senza seguire alcuno schema prestabilito...Non ho mai scritto uno solo di questi pensieri che non fosse ispirato, cioè dettato spontaneamente dalla mia anima. Essi non sono frutto di una riflessione intellettuale e quindi non corrono il rischio di astrazione. Nati come un'esigenza profonda del mio spirito sono autentici e concreti. Non sono per così dire prodotti da tavolino, ma di momenti particolari di gioia e di sofferenza della mia anima. Rivelano una mia particolare vocazione spirituale che mi porta facilmente a produrli. E ciò perché ho sempre sentito profondamente l'esigenza morale e religiosa."  (pp.7-8).

I “pensieri” si riferiscono soprattutto al periodo 1978-1995, ad un arco lungo e significativo di esistenza, e si dispongono dopo una precedente raccolta, edita nelle citate edizioni nel 1978 e intitolata Approdi nonviolenti.

Dati il loro numero e la loro episodicità, hanno richiesto un lungo periodo di riordino e di sistemazione, per inserirli in temi generali che ad essi potessero riferirsi in modo razionale e persuasivo.

Così sono stati individuati 108 titoli, che racchiudono  ben oltre 3700 pensieri, che compongono il libro. Si tratta quindi di un'opera di massiccio, forte, intenso spessore morale e religioso, che richiede una lettura attenta, lenta, distesa, per distillare il senso e la lezione di ognuno dei pensieri.

L'autore è consapevole che talvolta ci sono pensieri che potrebbero apparire come ripetitivi di altri, ma, a ben vedere, essi  vengono presentati in modi diversi al  fine di coglierne una maggiore chiarezza  e una nuova bellezza espressiva. Sono variazioni sul tema che, per riprendere un’ immagine musicale, fanno emergere passaggi, finezze inedite e sorprendenti.

I 108 titoli si dispongono in ordine alfabetico e vanno a comporre insieme "come un vocabolario di riflessioni morali e religiose"(p.7) e, in filigrana, una autobiografia interiore, aprendo squarci sul cielo morale e religioso di Remo, sulle sue stelle e costellazioni più fulgenti ed amate. I 108 titoli vanno da "Accettazione  - Accordo - Aiuto - Amicizia - Amore (uno dei più ricchi di pensieri)" a "Verità - Violenza - Vita Eterna - Vocazione".

Il libro è dedicato "Alla memoria del card. Carlo Maria Martini che, nel nome di Gesù, ha dedicato la sua vita al bene degli uomini". Remo ha avuto rapporti epistolari con Martini, come è avvenuto per altre figure delle tradizioni cristiana e nonviolenta, come Ernesto Balducci, Lanza del Vasto, Zeno Saltini. La corrispondenza con essi, come con personalità di tradizione laica, ad es. Norberto Bobbio, è conservata con ordine e cura nell'Archivio del citato "Centro di Spiritualità Nonviolenta".

La pubblicazione inizia con due frasi sulla "Verità" di Gesù e del Mahatma Gandhi.

Già da questi riferimenti si intuisce chiaramente che l'orizzonte morale e religioso di Remo de Ciocchis è quello cristiano, con profondi apporti e suggestioni soprattutto del filone nonviolento gandhiano.

Ma il suo cristianesimo è assunto e vissuto in modo autentico e persuaso, sia per il legame ancestrale con la religione millenaria dei padri e delle madri, sia per la personale esperienza della vicinanza, della consonanza di esso con i principi fondamentali dell'esperienza morale e religiosa universale.

È un cristianesimo dagli aspetti umili, contemplativi e monastici, per buona parte interiore, ma lontano dal momento di potere e di ricchezza dell'istituzione ecclesiastica, sempre rispettata e riconosciuta tuttavia, quando essa opera concretamente nella fedeltà ai valori e al messaggio evangelici.

Si può parlare di un cristianesimo agostiniano, che ha avuto traduzioni memorabili a livello di opere nelle Confessioni di Sant'Agostino e nei Pensieri di Pascal, alle quali può essere avvicinato, come precedenti e modelli, il libro di Remo.

 

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Il primo titolo da richiamare doverosamente, naturalmente, è "Verità" (pp.192-197), giacché esso serve ad illuminare in modo sintetico il titolo stesso del libro: "Pensieri di verità". In esso troviamo pertanto definizioni essenziali ed illuminanti, che danno anche il senso, il colore, l'andamento espressivo dei "pensieri: "La verità è il nostro porto, la nonviolenza è la nostra nave"; "La verità è bene razionale e storico, che si completa nel bene divino";  "La verità è la somma dei valori benefici della vita";  "La verità è Dio, sorgente suprema del bene";  "La verità religiosa di noi cristiani è Gesù Cristo."

Il libro Pensieri di Verità potrà sicuramente nutrire con tutta la sua vasta ricchezza morale, spirituale, religiosa, con punte anche intensamente mistiche, come un esemplare breviario, anzitutto la mente, la coscienza, il cuore dei credenti e in particolare di quelli che credono nel Dio della tradizione cristiana (compreso il clero secolare e quello regolare, maschile e femminile).

Infatti il baricentro sostanziale di tutto il libro, come un sole luminoso e caldo, intorno al quale e verso il quale ruotano e si dispongono quasi tutti i titoli, è "Dio", (pp.57-65), al quale si collegano i titoli "Fede", (pp. 76-84), con "pensieri" che si richiamano e si intersecano, con posizioni e affermazioni decise, tipiche di chi è ormai "un credente persuaso e irremovibile", "Gesù", (pp.90-91) unico richiamo storico in tutto il corpo dei "pensieri", "Grazia", (pp. 96-97), "Male", (pp. 101-106), dove i vari aspetti del complesso, arduo, terribile tema sono impostati lucidamente nelle tre dimensioni di "male morale", di "male metafisico", di "male sociale e storico", con pensieri a volte persuasivi, a volte suscitatori di un forte impatto per chi ha una diversa sensibilità ed una diversa visione del mondo (e questo capita inevitabilmente per altri passaggi del libro), "Misticismo" , (pp.108-109), " Morte", (pp.110-111), "Paradiso",(pp.130-131), "Peccato" , (pp.135-136), "Penitenza" (pp.136-137), "Perdono" (p.137), "Preghiera" ( pp. 142-146), titolo abbastanza lungo, per il rilievo nodale che essa ha, secondo Remo, per la crescita personale e per un’ autentica esperienza religiosa, "Purezza" (p.147), "Religione" (pp. 148-150), con varie argomentazioni, nel pendolo della riconosciuta verità di tutte le religioni fondate sull'amore  e sulle ragioni per rimanere in quella dei padri e delle madri e della tradizione, "Salvezza" (pp.160-161), con richiami costanti a "Dio", come in  diversi altri titoli.

Questo baricentro religioso, spesso mistico, del libro di Remo è chiaramente presente nel titolo "Santità" (pp.161-168), che è inteso tuttavia come valore e ideale non solo di anime, di personalità eccezionali, come quelle richiamate e ricordate nei calendari religiosi, ma come orizzonte che può essere raggiunto da chiunque vive i valori morali e religiosi con profondità, sincerità, sacrificio, impegno, dedizione, preghiera. Esso è fortemente collegato al titolo "Nonviolenza". E Remo in filigrana individua opportunamente anche le radici della falsa santità.

Ma il libro offre meditati spunti di riflessione, come si è accennato, anche ai credenti di altre tradizioni religiose, agli agnostici, che non credono in un Dio personale, o agli atei, che negano l’esistenza di Dio e che, non da soli, sono particolarmente critici nei confronti delle innumerevoli violenze che, durante la storia, da parte delle varie religioni, compresa la cattolica, sono state perpetrate nel nome di Dio.

Il libro infatti è per gran parte centrato anche sui valori e sulle dimensioni morali e spirituali universali, che devono caratterizzare l'agire dell'uomo, se vuole far vivere, mantenere, rafforzare la sua dignità, la sua vera natura, che è spirituale, non solo corporea e istintiva.

Da questo punto di vista i Pensieri di Verità potrebbero definirsi come una meditazione costante, sempre più approfondita, argomentata, su "il profilo, i volti ideali della persona morale".

Nella esemplificazione della ricchezza di questi spunti ci si soffermerà sul più universale tesoro di massime morali e spirituali presenti nel libro, in particolare, per me, ad esempio, nei titoli dedicati all' "Amicizia", alla "Concentrazione", alla "Concretezza", al "Coraggio" (con le modulazioni e le variazioni e gli approfondimenti di 'Il farsi coraggio', pp.46-50),

Un tema fondamentale, accanto a quello di "Dio", nella visione morale e spirituale di Remo, è quello del "Distacco" (pp.65-70), che, inteso come allontanamento dal male, viene approfondito in tutte le sue dimensioni: da quella interiore (“Il distacco è la fine della violenza interiore”, p.67) a quella esteriore (“L’uomo distaccato riconcilia gli uomini al bene”, p.67); da quella che afferma il valore dell’imperturbabilità o atarassia (“Il distacco è la fine di ogni tempesta dello spirito”, p.67)  a quella che ricerca la santità (“Il distacco è apertura alla santità”, p.67). Ogni uomo morale o religioso, secondo il de Ciocchis, tramite il distacco dal male, deve scoprire la sua strada di liberazione.  

In questo tema si coglie sperimentalmente, esemplarmente il modo di procedere, di svilupparsi della meditazione morale e spirituale deciocchisiana: una prima definizione è precisata ed affinata con altre; il suo possibile fraintendimento è subito inserito, per non essere equivocati; ne nascono definizioni più articolate, che fanno zampillare talune riflessioni inedite o sorprendenti, che vanno ad arricchire di nuova luce tutto il discorso relativo al tema generale.

All’argomento del "Distacco" si legano intimamente i titoli "Rinuncia" (pp.151-152), "Sicurezza" (pp.171-174), " Solitudine" (pp.177-178),

Prezioso è l'approfondimento del valore del "Dono" (pp.71-73), che illumina e articola il senso profondo di una delle caratteristiche fondamentali delle Edizioni dell'Amicizia, fondate, come si è detto, proprio sul "dono". Ad esso vanno collegati i titoli  contrapposti di "Possesso" (p.140) e "Profitto"(p.146-147).

Altro centro del libro è il titolo "Nonviolenza" (pp.111-124), il più lungo e diremmo l'altro "cuore" di esso, dopo "Dio", espansione ed arricchimento del precedente volumetto "Approdi nonviolenti" dell’autore, citato  nella Prefazione.

La "Nonviolenza" è il tema, l'orizzonte, ai quali Remo ha dedicato quasi una vita di letture, di approfondimenti, di iniziative (dalle "Edizioni" al "Centro", a manifestazioni, a viaggi, a incontri, ad articoli, a rapporti epistolari).

Remo de Ciocchis si configura, secondo il mio umile parere, come uno dei più acuti e persuasi testimoni e teorici italiani della "Nonviolenza".

Essa, nelle sue varie tematizzazioni, ha avuto e può avere un’origine laica o religiosa, nel senso che anche chi non è religioso individua e ritrova nella "Nonviolenza" uno dei punti nodali dell'agire morale, sociale, politico.

Remo appartiene al filone della "Nonviolenza" di origine e impianto religiosi, nel senso che sgorga, si alimenta col fecondo incontro tra cristianesimo autentico e gandhismo (non a caso il simbolo del suo "Centro" ha insieme congiunti la Croce di Cristo e l'Arcolaio di Gandhi).

L'esperienza e la riflessione religiose nonviolente sono un prezioso esempio di quel vero ecumenismo, che dovrebbe caratterizzare il rapporto tra le religioni e le diverse morali, se vogliono essere amiche della crescita etica e spirituale dell'umanità e non ostacolo o nemiche insidiose di essa (dal dogmatismo, al fanatismo, alla violenza, così spesso egemoni sia nel passato che nel presente, come sta avvenendo, in modo inaccettabile, in ambiente musulmano).

La "Nonviolenza" nell'esperienza esistenziale e intellettuale di Remo si configura quindi come intimamente connessa con Dio, si distingue per l'accentuazione costante, insistente, sul fronte individuale, interiore, di essa, ritenuto e sperimentato come nodale, strategico, a differenza di altre teorizzazioni nonviolente italiane ed estere, che hanno il loro baricentro nel sociale e nel politico (anche se nel libro si ritrovano, ma minoritari, i titoli "Politica", "Società", "Tradizione").

Remo recupera in filigrana posizioni morali della sapienza millenaria, che si trasmette oralmente, e suggestioni della grande riflessione morale colta, dallo stoicismo antico (penso a Seneca, Epitteto e a Marco Aurelio), con consonanze quasi letterali nel titolo "Saggezza" (pp.159-160), all'Umanesimo (penso ad Erasmo, a Montaigne, al filone della letteratura francese della "maxime", da non dimenticare, essendo stato Remo docente di francese, legatissimo a quella grande civiltà latina e alla sua grande capitale, la nostra cara Parigi).

Per questa sua stratificazione, i "pensieri" (che non sono solo riflessioni, ma anche esortazioni) evocano spesso nella lettura richiami morali antichi già posseduti, ascoltati,  che, però, a ben leggere e rileggere, contengono approfondimenti, esplorazioni di aspetti inediti della massima morale, presenti in potenza in essa, ma che vengono esplicitati con più precisa espressività.

Il tutto, viene ricordato dall'inizio, nel monito e nella confessione dell'autore, è nato non a tavolino, ma è affiorato spontaneo, in modo imprevisto, alla mente, con la sua traduzione verbale, dentro varie situazioni esistenziali quotidiane.

Un titolo profondamente legato alla "Nonviolenza" è "Tolleranza"(pp. 180-183) con pensieri che sono variazioni e articolazioni di verità nonviolente più generali. Nella stessa direzione si colloca il titolo "Umiltà" (pp.185-191), di cui, a prova della sua decisiva importanza per la purificazione interiore, si riportano i seguenti pensieri: “Se vogliamo essere umili dobbiamo sentirci polvere.”, p.185;  “Si scopre l’umiltà quando si vedono chiaramente i propri difetti e limiti.”, p.190;  “L’umiltà rendendoci docili ci apre alla pace e all’amore.”, p.191.

Un titolo che, in contrapposizione, illumina meglio il tema "Nonviolenza" è naturalmente "Violenza" (pp.197-198).

Un altro dei centri nevralgici del libro, che fa cogliere la caratteristica, la luce particolare della spiritualità nonviolenta religiosa di Remo è il titolo "Pace" (pp.126-130), dove la riflessione si muove quasi tutta sul piano, sul fronte interiori, con passaggi in relazione a Dio, senza volgere lo sguardo alle dimensioni sociali, politiche, storiche, che il tema può naturalmente richiamare e che, però, scopriamo ogni tanto in altri titoli come “Nonviolenza” (“La nonviolenza è insistenza nella verità per rimuovere le ingiustizie sociali.” p.124) o “Politica”(“La pace internazionale è l’obiettivo principale di una politica estera nonviolenta.”, p.140) e diffusamente in altri scritti di Remo (Il volto della nonviolenza, 2004).

Il titolo “Pace” è uno dei più significativi dell'apporto originale di de Ciocchis alla riflessione nonviolenta: il destino personale, i problemi sociali, politici, la direzione della storia dipendono nel loro successo o nelle loro tragedie quasi esclusivamente dai modi coi quali ogni singolo uomo, ogni singola donna affrontano e risolvono la loro vita interiore.

Se essi restano nel conformismo, nel disordine, nell'accidia, nell'egoismo, nell'istintualità, l'esito sociale, politico, storico non può non essere inevitabilmente, necessariamente che autoritario, demagogico, precario.

Se essi invece curano con impegno serio, con tensione, con forza di autocontrollo, di sacrificio il proprio mondo morale, migliorandolo ogni giorno verso il bene, la verità, il rispetto, la sensibilità, l'amore (Remo aggiunge anche il citato, complesso valore della santità), allora anche i problemi sociali e politici e le vicende storiche possono essere affrontati alla radice ed essere risolti per quello che è umanamente possibile.

Ricchi di spunti di una riflessione morale e spirituale universale sono i titoli sull' "Ecumenismo" (pp. 73-74), sulla "Fortezza" (pp.85-90), sul "Giudicare" (pp.92-94), sulla "Libertà" (pp.98-101), sulla "Missione" (pp.107-108), sull' "Ordine" (pp.24-25), sulla "Paura" (pp.131-133), sulla "Pazienza" (pp.133-134), sulla "Persuasione" (p.138), sulla "Riconciliazione" (pp.150-151), sul "Risentimento" (pp.152-154), sul "Rispetto" (pp.154-155), sulla "Rivolta"(pp.155-157), sul "Sacrificio" (pp.157-158), sui "Sensi" (pp.168-170), sulla "Sicurezza" (171-174), sulla "Società" (pp.175-176), sulla "Stima" (pp.179-180), sulla "Tradizione" (pp.183-184),

Più essenziali, per brevità o per richiami più generali, sono i titoli: "Educare", "Eroismo" , "Esempio" , "Fiducia" , "Gioia" , "Giustizia" , "Gratitudine" , "Incontro" , "Ira " , "Matrimonio" , "Mezzi" , "Morale" , "Orgoglio" , "Pietà" , "Politica" , "Potere" , "Povertà" , "Ragione" ,  "Salute" , "Sentimento" , "Servizio", "Silenzio" ,  "Sofferenza"  , "Speranza" , " Ubbidienza" , "Umanità" , " Utopia" , " Vanità" .

Chiude alfabeticamente il libro il titolo "Vocazione", che, pur formato da soli 10 pensieri, ha una profonda e persuasa ricchezza di riflessione morale universale, che è una delle dimensioni più preziose, si ripete, di questo complesso e stratificato libro, destinato anzitutto alle anime religiose, ma che potrà essere di arricchimento per ogni uomo, per ogni donna amanti della verità e del bene personale e collettivo.

Il “mare” di “pensieri”, prodotti dal de Ciocchis, testimoniano chiaramente quanto sia stata ed è profonda la vocazione etica e religiosa della sua anima.

Questi “pensieri” vogliono in fondo far crescere  nella direzione della Verità, il cui volto è il Bene. Essi, quindi, cercano di promuovere, per quanto possibile, la perfezione spirituale dell’uomo, perché egli possa vivere in concreto i valori della libertà, della giustizia, dell’amore fraterno, i quali, unitamente all’umiltà e alla preghiera, lo incamminano – secondo l’autore – anche verso lo stato di santità e di salvezza in Dio.

Una regola che si propone infine per una lettura utile, personale o comunitaria, è quella di leggere il libro non con l'intento di esaurirlo tutto intero, giacché la fitta, densa, variegata ricchezza dei "pensieri" può creare sovrapposizioni o dispersione di riflessione, non indugio e arricchimento, mentre è più utile, secondo una personale valutazione, scegliere dall'indice uno, massimo due temi per volta e soffermarsi sui "pensieri", che ad essi si riferiscono.

 

 

Per contatti con l’autore:

prof. Remo de Ciocchis, Via Vittorio Emanuele, 45 – 86081 Agnone (IS)

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Sito internet: www.centrodispiritualitanonviolenta.it

 

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