8097 Comuni italiani corrotti

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La corruzione in Italia riguarda tutti gli 8097 Comuni, secondo il New York Times.

Lo scandalo della corruzione a Roma, capitale del Paese, ha non solo creato sconcerto in Unione Europea, ma nel mondo. Anche gli stessi italiani sono rimasti scossi e sorpresi.

Questo è la punta di iceberg della corruzione, che è presente in ogni angolo del paese, negli 8.097 Comuni, e che impedirà di risanare bilanci e il deficit tra i più alti del mondo.

L'unica soluzione potrebbe essere abolire la presenza di imprese private nelle manutenzioni e nei  lavori pubblici, affidandoli a rigorose e funzionali strutture pubbliche (come ad es. la Fincantieri, che costruisce le migliori navi crociere del mondo)  o a rigorose nazionali strutture pubbliche-private, con capitale pubblico al 51 per cento, sotto la continua sorveglianza di finanza, carabinieri, magistrati, contro clientele nelle assunzioni (da fare a livello nazionale, con concorsi basati sul merito, corsi seri di preparazione e di educazione civica, di conoscenza della storia d'Italia e d'Europa, con controlli annuali sulla presenza in servizio, con avanzamenti di carriera, di stipendio sulla base del merito, con una scala di retribuzione che, secondo la gerarchia militare, parta da un minimo, come il soldato e giunga al generale, che non deve superare i 5000 euro netti al mese, e questo deve valere per tutti, compresi i deputati nazionali, magistrati, ministri e Presidente della Repubblica).

 

La raccomandazione va considerata uno dei reati più gravi in una Repubblica, come ogni manovra subdola per raggiungere posti pubblici fondata su cooptazioni, concorsi interni con un solo candidato, baronaggi e cordate segrete, familiari, di corporazioni.

Questo dovrebbe valere anche per le pensioni, abolendo quello che assurdamente è stato acquisito come indegno "diritto acquisito", che crea scandalo in un paese di disoccupazione e di miseria, che non sono tollerabili in una Repubblica laica libera e democratica, che deve garantire valori universali di dignità al compimento dei 18 anni ad ogni uomo, ad ogni donna, approvando subito il reddito minimo di cittadinanza, in cambio di lavori pubblici e di aggiornamenti, seriamente e controllati con polizia, carabinieri, guardia di finanza, giudici, togliendolo, appena si rinunzia ad occasioni di lavoro.

I privati devono occuparsi dei lavori privati e dare quanto vogliono e paghino tutto di tasse fino all'ultimo centesimo, comprese le associazioni religiose e non.

Si taglierebbe alla radice la corruzione, si avvierebbe il risanamento delle finanze pubbliche, si affermerebbe man mano un costume di serietà e di laboriosità, di cui tutta l'Italia ha bisogno come il pane

 

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