Campania, terra di qualità alimentare: da oggi più sicurezza in tavola

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Riccardo Limongi - Lorenzo Diana (Vicedirettori del Nuovo Monitore Napoletano

Le terre inquinate, in Campania, sono soltanto 850 ettari su oltre 150.000, lo 0,5%: eppure, per una dannosa e colpevole generalizzazione, in questi ultimi mesi l'intero settore si è trovato a rischio, a causa delle reazioni puramente emotive nei consumatori, probabilmente indotte anche da campagne di stampa e disinformazione da parte di chi ha interesse a rappresentare una realtà diversa.

Contro l'allarmismo ingiustificato, è stata programmata un'azione concreta da parte del Centro Agroalimentare di Napoli, dal Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II e dal Comune di Napoli: saranno analizzati ogni settimana centinaia di prodotti ortofrutticoli delle terre campane, ed i risultati saranno pubblicati ogni volta, sui rispettivi siti istituzionali, per dare certezza sulla qualità dei prodotti.

La Campania è fra le prime 3 regioni d'Europa, per produzione ortofrutticola, ed il Centro napoletano, con i suoi 360.000 mq, è il più grande del Sud Italia.

La tutela dei suoi prodotti dovrebbe essere perciò anzitutto una questione di interesse nazionale. I protagonisti del protocollo d'intesa sottoscritto oggi a Palazzo San Giacomo, vedono questo come un possibile primo passo per far tornare a considerare come luogo di eccellenze produttive un territorio conosciuto per secoli, non a caso, come Campania Felix.

 


 

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