Num. 26 - 9 maggio 1799

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DECADI’ 20. FIORILE ANNO VII. DELLA LIBERTA;

 

I. DELLA REPUBBLICA NAPOLETANA UNA, ED INDIVISIBILE

 

(GIOVEDI’ 9. MAGGIO 1799)

 

MAJESTAS POPULI

 

Secondo trimestre Num. 26

 

E’ degna dell'attenzione di ogni buon Cittadino, merita di aver luogo nella filosofia della Storia, la sensazione per gradi ricevuta dal Popolo Sabato scorso in occasione del consueto miracolo di S. Gennaro; e deve esser riferita ogni parola detta allora da lui.

Il Commessario organizzatore, il Generale Macdonald col suo Stato Maggiore, venuto, qual già dicemmo, a bella posta da Caserta, ed il Generale Eblè, tutti in parata, si erano trasportati all'Arcivescovato; indi si portarono ad attender la processione nella Chiesa della Trinità Maggiore.

li Popolo Napoletano, il quale allorché insorse alla resistenza, se mostrò accecamento di ragione, svelò insieme un vigor di carattere, che ignoravano in lui gli stessi suoi connazionali, serbava tuttavia nell'animo pel nuovo sistema quel non so che di acerbezza, che è figlia del dolore della sconfitta. La cosa più difficile per ciascun uomo, è quella di persuadersi di non aver ragione. Con giudizio visibile S. Gennaro doveva ora decidere il gran piato tra questo sistema, ed il Popolo: vedeva questi con piacere l'omaggio prestato al suo Patrono celeste dal Commessario, e dal Generale Francese, ed avendo per certo, che il Santo avrebbe col ricusar il miracolo, giudicato per lui, tripudiava anticipatamente, e dalla presenza del Commessario, e del Generale traeva una gioja di più al suo futuro trionfo. Ma dieci minuti non passano, e l'umore appar liquefatto dentro l'ampolla. Nel primo momento, sorpresa e stupore! Nel secondo, perplessità: nel terzo, decisione, e slancio alla gioja. Pure S. Gennaro si è fatto Giacobino! Ecco la prima voce del Popolo. Ma può il Popolo Napoletano non essere quel ch'è S. Gennaro? Dunque... Viva la REPUBBLICA. Le devote spettatrici riflettono, che questa è la prima volta, ch'è pur ad esse permesso di assistere al miracolo [*1] ; lagrime di tenerezza vengono loro su gli occhi. Esse sostengono allora che vennero anche al Generale Macdonald, e sostengono, che per asciugarle egli appose il fazzoletto: gli sguardi femminili si fissano su lui, comincia un favorevole bisbiglio, ed un paragone, che il fu re non accompagnò mai la processione di S. Gennaro, e l'ha ora accompagnata il Generale, ed il Commessario organizzatore: il Popolo si affratella colla Guardia Nazionale; mille amorevolezze seguono fra l'uno, e le altre; tutto il Sabbato, tutta la Domenica sera; in fine da quel punto in poi, la carmagnola è la canzone di tutte le bettole.

Sarebbe stato desiderevole, che in quel gran momento della riconciliazione del minuto Popolo col nuovo sistema, si fosse trovato presente il Governo, onde partecipasse direttamente egli stesso del~ l'approvazione del Cielo, e della nuova affezione del Popolo .

Non si è tratto di quel momento tutto Il vantaggio che se ne poteva trarre. Nel giorno seguente, tanto più ch'era Domenica, tutti i' pulpiti dovevan risuonare dell'avvenuto miracolo, e della evidente decisione del Cielo in favore della Repubblica: si doveva con questo congiungere gli altri due fatti, assai forti sul l'immaginazione del Popolo, che in un inverno prima, e poi piovosissimo, furono soli sereni i giorni dall'armistizio di Capua alla pacifica entrata del Generale Championnet; che diluviò sempre, e fu contrario in ogni guisa il tempo nella spedizione di Ferdinando a Roma, che fu favorevole alla marcia de' Francesi in Napoli. Che il Vesuvio cheto dal 1794. 'In poi, gittò placida fiamma; e quasi di allegrezza le sere del l'illuminazione per la proclamata Repubblica .

Il fu re andava nell'ottavario a S. Gennaro, parmi, che sarebbe non che utile, necessario, che il Governo serbasse lo stesso tenore. Acquistiamo la fiducia del Popolo, se vogliamo istruirlo.

E' imminente la processione del Corpo di Cristo: siccome vi andavano prima gli Eletti della Città, e fra questi quello del Popolo, credo, che non tralasceranno di andarvi le sei nostre Municipalità: proporrei però, che ciascuna fosse accompagnata da una deputazione di padri di famiglia, presi promiscuamente da tutte le Arti de' rispettivi distretti, scelti tra' più morigerati, e maturi, e particolarmente da capi di bottega, o negozio. Proporrei, che questa deputazione fosse composta da individui ammogliati o vedovi di 40. anni in sopra, eletta indistintamente da quelli di sopra i 21.; così il Popolo sentirà col fatto di esser ora più considerato di prima; comincerà a gustar il piacere di eleggere, l'onorificenza di esser eletto, si accostuma al rispetto per la maggior età ed i migliori costumi. Allettiamo a noi i più probi del Popolo, che soli hanno influenza su lui; e che perciò che proprietari, sebbene solo di negozio o bottega, hanno costumi più dolci, maggior interesse alla pubblica tranquillità, e se per un punto solo si accostano a noi, con noi rimangono; infine si avvezza pian planino il Popolo alle assemblee primarie; cioè alle auguste funzioni di Cittadino .

Altra cosa da non trascurarsi perché solita, e perché festa religiosa, è l'illuminazione al Pennino, ed il così detto Catafalco, o palco illuminato, e con musica. Nell'antico sistema ne godevano sole le donne di gerarchia, o quelle che vivevano gerarchico more; vi anderannoora le donne del minuto popolo, la novità dell'andarvi, il piacer dellafesta empirà di allegrezza il cuor di ogni donna; ciascuna tornerà a casa amica del nuovo sistema; ed ogni donna persuasa, persuaderà a vicenda marito, padre, fratelli, figli ecc. Non vi ha cosa, che così congiunga gli animi, siccome pubbliche feste, e cerimonie religiose; quindi la saggia antichità le une congiunse sempre colle altre, e si avvalse della doppia efficacia di amendue. Opporre la spesa dell'illuminazione, sarebbe nel momento attuale cosa meschina, ed antipolitica: la vera economia consiste in saper distinguere gli oggetti, ed i casi della spesa, o del risparmio.

Il Senato Romano nelle circostanze appunto di pubbliche calamità, lungi di diminuire, per oggetto di risparmio, gli antichi, ebbe ricorso a nuovi divertimenti, dette a quei divertimenti il carattere di SACRI.

Lunedì pagarono la debita pena i mostri che ne' giorni della popolare anarchia s'imbrattarono le mani nel sangue dei due egregj fratelliAscanio, già Duca della Torre, e Clemente Filomarino. Si ricorderà il Pubblico, che autore del misfatto fu lo scellerato parrucchiere di Ascanio: questi mentre si faceva pettinare ricevé da Capua lettera di un Rospigliosi di Roma suo parente, in cui lo preveniva di usar attenzioni a Championnet.

Il parrucchiere da dietro le spalle lesse il nome di Championnet, notò dove Ascanio ripose la lettera, andò con quel pretesto a suscitar il tumulto, onde seguì la catastrofe dei due fratelli, ed il totale saccheggio della loro abitazione, fino a sveller i ferri da' balconi.

L'Alta Commissione Militare subitoché le ne sono stati trasmessi gli atti fabbricati dalla Commissione di Polizia, inteso il Commessario del Governo, e l'Avvocato de' rei nelle difese, ha trovato convinti, e quindi condannato alla pena di morte il suddetto parrucchiere: Giuseppe Maimone reo liquidato di sollevazione di Popolo, con essersene fatto egli capo per condurlo al saccheggio della casa di Filomarino, e all'arresto arbitrario di Ascanio Filomarino, e di Clemente Filomarino, e di tutti i loro domestici, e di essere stato in conseguenza origine primaria degli assassini commessi Gioacchino Lubrano reo liquidato di complicità del tumulto, in forza del quale furono commessi tali assassini, e di avere il primo tirato un colpo difficile su la persona di Clemente Filomarino, domandando espressamente la preferenza nell'assassinio di quello, per essere stato esso il primo ad arrestarlo. Salvatore Capuano reo liquidato di sevizie usate sopra i cadaveri de' massacrati fratelli Ascanio, e Clemente Filomarino, facendogli legare per li piedi con fune; con essersi egli stesso creato per capo, eccitando tutti a prendere le armi, e di aver ordinato alla turba, prima acciò comperat'avesse altrettanta pece, mediante la somma di carlini ventiquattro, trovati addosso di Ascanio Filomarino, per servire di materia combustibile a bruciare i cadaveri di Ascanio, e di Clemente Filomarino, ed indi di trascinare, e bruciare i cadaveri medesimi. Candido Jalienti reo liquidato di avere sparse dolosamente voci allarmanti contro la stabilita Repubblica, di esser stato il promotore dell'insurrezione seguita in Campolieti sua Patria, e di aver saccheggiato le case di Filomarino, e Zurlo. Aggiungendo per Giuseppe Maimone, e Gioacchino Lubrano, che dopo l'esecuzione ne dovessero restar sospesi da una forca i cadaveri per 48 ore. La sentenza n'è stata stampata, pubblicata, distribuita, ed affissa in Napoli, ed in Campolieti, ma la sospensione non fu eseguita.

Resta differita a Domenica ventura la festa delle bandiere.

Lo spirito rivoltoso soffiato dagl'Inglesi si era appigliato anche a' Sorrentini. Fu mandato a parlamentare con essi, ma il messo fu poco ben accolto; fu dunque necessario far uso dell'armi. Il General Sarazin s'imbarcò con Caracciolo per attaccar per mare, mentre la truppa si diresse per la montagna; incominciato l'attacco, fu da naturali cercata la capitolazione: gl'Inglesi n'eran partiti, portando prigioniero sulle navi uno de' Cittadini Guardati, ch'era della Municipalità. Castellamare, Massa, Vico, Sorrento colle contribuzioni, cui son andate soggette, hanno a ben caro prezzo pagato il delitto di pochi, e la timidezza degli altri. Salerno, e la Cava han sofferto ancor più.

La colonna Francese di Monteforte una co' Patrioti condotti da Domenico Muscati, che già nel foglio passato dicemmo aver rispinti gl'insorgenti, gli hanno interamente battuti in Avellino, sorpresa colà, e trasmessa qui alla Segreteria di Guerra, che l'ha passata a quella di Polizia, l'intera corrispondenza di Costantino de Filippis, capo dell'insorgenza; ma non è riuscito di poter arrestare lui stesso.

Diviene sempre più rispettabile lo stato della nostra Costiera, 40. Artiglieri con due Uffiziali son andati a formar un forte in Sorrento, altri 60. con 4. Officiali son poi partiti per formarne uno anche in Salerno.

Dovendosi riempire un terrapieno nella batteria della punta del molo, si è fatto un invito a' Patrioti per accorrere a prestarvi la mano: tosto un gran numero di essi, non contenti del faticoso indefesso servizio che prestano come Guardie Nazionali, son accorsi, a far da manipoli, e carreggiare calce e pietre; ecco l'uguaglianza in pratica; ecco il vero amor della Patria. Coraggio gioventù Napoletana, non sarà serva la Patria finché tu tale ti mostri. Coraggio gioventù Italiana; non sarà serva l'Italia, se tali esempi tu dai a vicenda e ricevi in ogni Città italiana.

 

Si è qui formata una Legione Patriottica dei Giovani Calabresi quì esistenti; deve giunger a 600, pochi individui mancano a completarla; dessa occupa il Castel Nuovo, fin dalla scorsa settimana evacuato da' Francesi, e consegnato alla nostra Artiglieria. Animo Gioventù Calabrese; la vostra Patria è ancora ingombrata dalla presenza mostruosa di Ruffo.

Martedì furono posti in requisizione 300. carri per trasporti necessarj all'Armata Francese. La detta Armata parte per la Cisalpina; il Generale Rusca resta tuttavia Comandante di questa Piazza, e Forti: mille uomini restano di guarnigione in S. Eramo: 1500. in Capua, altrettanti in Gaeta. Altra colonna mobile resta quì sotto il comando del Gen. Gerardon.

Sabbato partirà per la Puglia marittima il Generale Federici con mille uomini, di nostra Truppa, e corrispondente artiglieria, portando le armi per altri mille che comanda Capitan Florio, cui si unirà in Ariano di Puglia, a 200. uomini di cavalleria.

Jeri tutte le Società Patriottiche si son riunite in una. Si son adunate nella già accademia de' Cavalieri, il cui locale è stato loro accordato dal Governo. La sessione si è occupata delle urgenze della Patria; è stata risoluta, e subito cominciata la coscrizione militare di tutti i Patrioti.

Oggi sulle doglianze di molti Cittadini, i quali han rilevato, che laCommissione di Polizia scarcerava ad arbitrio le persone, e fabbricava così male gli atti, che l'Alta Commissione Militare non poteva poi poggiarvi giudizio; si è progettato proporre al Governo, che resti abolita l'anzidetta commissione di Polizia, ed in sua vece se ne creino sei corrispondenti a' sei distretti, in cui è divisa la Città.

Si è preso anche in considerazione lo stato, ed il comando de' Castelli.

 

Ecco l'estratto da noi promesso al num. 23. dell'ordine che il Ministro di Guerra ha diretto al Generale Federici per comunicarsi a tutt’ i Comandanti de' Corpi Militari, mobili, e permanenti.

Richiama nel proemio con energiche espressioni i Soldati non solo alla disciplina, ma a civici sentimenti: son osservabili l'espressioni: La Democrazia, la Libertà si aborriscono ugualmente quando gli uomini, che la proclamano, o la difendono non uniformato le loro azioni a'Ioro principj. t cosa abominevole, ed orribile lo scorgere i Soldati, gli stessi Uffiziali non marciare contro i nemici della Repubblica, che col procrearne il centuplicato su tutt , i punti del nostro Territorio a forza di vessazioni, di contribuzioni, e di delitti! E' in questo modo, Fratelli, che vien servita la causa sacra della uguaglianza, e dell'umanità? Indi soggiunge: Eper riparare a'reclami de' Cittadini buoni, e pacifici, che il Ministro della Guerra determina gli articoli seguenti:

I. L' Intendenza Generale di Guerra è autorizzata ad aprirsi una comunicazione co' Percettori Nazionali de' Dipartimenti, affinché da' loro Agenti si facciano somministrare i prest, i soldi, il pane, e l'importo de' generi di picciolo vestiario, che potrebbero bisognare, come scarpe, calzette, camice ecc. a tutt' i Corpi Militari, che permangono, o transitano ne' Comuni di loro pertinenza, giusta la fissazione seguente ... Segue la fissazione de' soldi.

II. Il Presidente della Municipalità con due Membri della medesima rettificheranno l'atto del pagamento, il quale, sanzionato in questa guisa, oltre le formole militari, sarà immediatamente soddisfatto al Percettore dalla Cassa del Ramo militare, e nella guisa ordinaria. Questi pagamenti nulla di meno considerar si dovranno come un abonconto per i Corpi, i quali ricever dovranno i loro aggiusti dalla Scrivania di Razione di Napoli secondo lo stabilimento generale.

III. I Comandanti de' Corpi vieteranno qualunque specie di contribuzione, e non esigeranno che l'alloggio, il lume, e le legna; ed essi domanderanno prima di partire quietanza dalla Municipalità di ogni Comune sulla condotta, che vi hanno tenuta i soldati. I Comandanti ne restano risponsabili della esecuzione, e del modo.

IV. I meriti contratti nelle azioni da qualunque individuo, non gli richiameranno ricompensa alcuna, se la moralità di sua condotta non corrisponda al suo coraggio.

V. Qualunque individuo, che ardisse commettere un atto di violenza contro la proprietà, contro le donne oneste, o reputate tali, e contro gli arredi del Culto, che professano, si farà tradurre innanzi un Giudizio estraordinario di guerra con l'intervento d'un Soldato della sua Compagnia; e giudicato per delitto di lesa-Nazione sarà condannato alla fucilazione.

VI. Le Municipalità non presteranno assolutamente riuna contribuzione, meno le designate nell'articolo III. prevenendole, ch'esse saran risponsabili di qualunque atto di debolezza, o di connivenza potessero commettere. li Governo sarà inesorabile ovunque scopra la trasgressione.

VII. I Comandanti di Truppe faran sempre precedere la loro marcia da un Uffiziale per avvertire le Municipalità del loro arrivo, affine di preparare gli alloggi, ed i commestibili, che ciascuno pagherà sugli averi rispettivi senz'arbitrio di specie alcuna.

VIII. I soldi degli Uffiziali da primo Tenente in giù si pagheranno tutti in contanti; quelli da Capitano a Capo di Battaglione metà in contanti, e metà in polizze e da Capo di Brigata in sopra, un terzo in contanti, e due terzi in polizze.

IX. I Comandanti de' Corpi sono autorizzati a provvedere le scarpe, ed ogni altro genere di piccolo vestiario, che possa occorrere nelle Comuni, in cui sono; dirigendosi però alla Municipalità, e soddisfacendo in contanti la somma, che ne richieggono senza discussione; giacché come interesse tutto Nazionale sarà cura del Governo il prender ragione dell'abuso potrebbe farsi di questa determinazione. Nel caso per altro mancasse loro del denaro, saranno i suddetti generi soddisfatti da' Percettori Nazionali colle stesse condizioni dell'articolo.

X. Questo regolamento sarà letto, e spiegato ogni Decade alla Truppa sotto l'armi; le Municipalità faranno affiggerlo ne' siti consueti delle rispettive Comuni: e se ne rimetteranno copie alla Intendenza, a' Percettori Nazionali, alle Municipalità ed a' Comandanti di tutt' i Corpi Militari - MANTHONE' Ministro della Guerra - Approvato dalla Commissione Esecutiva - ERCOLE D'AGNESE Presidente - CARCANI (FERD.) Seg. Gen.

Nel riferire il fatto di Castellammare nominammo, e demmo solo la debita lode agli Officiali di Marina, dobbiam ora soggiungere, che uno di essi, e quell'appunto, che ferito trasportarono a bordo gl'Inglesi, era di Artiglieria Ecco la lettera, che il Ministro di Guerra ha scritto al padre dell'illustre Garofano.

 

MANTHONE' Ministro della Guerra, Marina,

ed Affari Esteri.

 

Al Cittadino Francesc' Antonio Garofano.

 

Sollevatevi, Cittadino. Il dolore, che vi cruccia nella perdita di un figlio, deve dileguarsi innanzi alla gloria, che si diffonde stilla vostra famiglia, su gli occhi di tutti i Patrioti afflitti per la sua perdita; ed al cospetto di una Repubblica, che lo proclama suo figlio benemerito. Qual Padre non consola questa testimonianza? Che sperar può un mortale destinato ad un periodo di esigenza momentaneo, e fugace, se non di morire al suo posto, e da forte? Io ho solo una madre vivente, e vi giuro sull'altare della LIBERTA, che mi desidero la fortezza del vostro figlio Antonio per procurarle ne' riscontri quel dolore, che vi affligge, ma che tanto v'inalza.

Intanto vi prevengo a nome della Commissione Esecutiva, che i due vostri figli Giuseppe, ed Onofrio diriggeranno l'Officina di scrittura nella Commissione del Reclutamento; che gli altri due Camillo, e Francesco Volontarj nella Marina son dallo stesso giorno promossi all'impiego medesimo del defunto: sperando senza dubbio, che leggendo in quel modello potrà la Repubblica ripromettersi da loro prove immancabili di coraggio, e patriottismo. Salute, e Fratellanza.

 

LEGGE.

 

REPUBBLICA NAPOLETANA,

 

Napoli, il dì 17. Fiorile, Anno 7. Repubblicano

 

LA COMMISSIONE LEGISLATIVA

 

Considerando, che quantunque il debito de' Banchi non dovrebbe riguardarsi come Nazionale, sì perché quelli altro non erano, che private istituzioni, sì perché l'intera Nazione non potrebbe giammai esser tenuta d'indennizzare i privati delle rapine loro fatte dall'estinto tirannico Governo; come anche, perché il numerario tolto via da Banchi, è stato rivolto dal Tiranno a muover guerra più fiera al riacquisto della libertà, e dell'indipendenza Nazionale; pure sia proprio della generosità, e della magnanimità della Repubblica di opporre la tenera materna beneficenza alla violenta mala fede di un Despota, che spogliò le casse de' Banchi di quel sacro deposito di effettivo numerario, che i privati vi avevano spontaneamente riposto. Decreta

 

1. Tutto il debito de' Banchi, che vien costituito dalle carte bancali messe fuori fino alla promulgazione di questa legge, purché esse non abbiano impedimenti legali sarà soddisfatto dalla Repubblica.

2. Restano però salve alla Nazione le ragioni sopra gli effetti di coloro, che hanno contribuito alla dilapidazione de' Banchi, da sperimentarle innanzi ad una Commissione, che sarà a tale oggetto creata.

3. Per assicurare i possessori delle carte bancali si aggiungeranno alla dote de' Banchi tanti fondi Nazionali, quanti compreso il valore della suddetta lor dote, saranno sufficienti ad estinguerne il totale lor debito.

4. Sono aggiunti per ora all'anzidetta dote de' Banchi i seguenti beni Nazionali. l. I beni Allodiali, i Medicei, e Farnesiani. 2. I beni delle Badie ex-Regie, e Laicali rimaste invendute alla fuga del Tiranno. 3. I beni dell'Azienda Gesuitica. 4. I beni di tutti i Monisteri soppressi in Andria. 5. I beni delCarmine Maggiore. 6. I beni de' Monisteri Benedettini soppressi. La commissione Esecutiva è incaricata di additare al più presto alla Commissione Legislativagli altri fondi Nazionali, che si possano addire a questo oggetto, avendo in considerazione il valore de' fondi già designati, affinché possa con accerto fissar la quantità corrispondente degli altri. Fino a che non sarà resa pubblica tal designazione, restano ipotecati a favore dei possessori dellecarte bancali tutti i Beni Nazionali, di qualunque natura essi sieno.

5. Affinché questa legge possa avere il desiderato effetto, tutti i fondi nominati nell'articolo 4., e tutti gli altri, che si designeranno in appresso, sarannoin amministrazione, e disposizione de' Banchi.

6. Presso l'amministrazione de' Banchi vi sarà un Commissario del Governoper invigilare alla pronta, ed esatta esecuzione della presente legge.

7. La Commissione Esecutiva è incaricata di occuparsi in preferenza di ogn'altra cura de' mezzi, che crederà più proprj per estinguere i polizzini della somma di dieci ducati in sotto.

8. Tutte le carte bancali saranno in libero corso tanto per lo commercio, quanto per essere estinte sopra i beni anzidetti. I possessori delle carte medesime di qualunque Banco esse sieno, si dirigeranno perciò all'Amministrazione de' Banchi.

9. In ogni trimestre saranno bruciate in pubblico tutte le carte bancali, de si saranno ritirate per essere state già soddisfatte, ed estinte. Se i privati Cittadinivogliono copia legale della girata di qualche carta bancale, dovrà loro darsi dall'Amministrazionede' Banchi.

La Commissione Esecutiva è incaricata della pronta promulgazione, ed e~ esecuzione di questa legge - PAGANO Presidente - DE TomMASO Se~0.

Approvato dal Commissario del Governo Francese a' 18. Fiorile anno 7. della Repubblica - ABRIAL.

La Commissione Esecutiva, ordina, che la presente Legge sia pubblicata, eseguita e munita del suggello della Repubblica. Napoli 18. Fiorile anno 7. della Libertà-ERCOLE D'AGNESE Presidente - CARCANI (FERD.) Seg. Gen.

 

NOTIZIE STRANIERE.

 

Lettere ufficiali pervenute al Cittadino Lasinio

Comandante la Piazza di Modena.

 

Ferrara li 24. Germile. Oggi verso le ore 5 pomeridiane la truppa Tedesca, che si ritrovava al Ponte Lagoscuro, all'improvviso ha abbandonato il ridotto, che aveva eretto alla testa del passo, avendo seco trasportato i tre pezzi di cannone, che colà teneva in batteria.

Milano 23. Germile. Qui è giunta la nuova, che i Bresciani hanno battuto e respinto una colonna Austriaca, che dalla Valtellina per vie scoscese s'inoltrava verso Brescia.

Cremona 24. Germile. Vi do nuova, che l'Armata Francese ha battuto l'Armata Austriaca, e che al presente è inseguita verso Verona, onde prender la primiera posizione. Viva i difensori della Repubblica.

 

Per copia conforme LASINIO

 

Bologna 27. Germile. Una lettera del Piemonte ha riempito di straordinaria esultazione il cuore de' Patrioti: ella così s'esprime: Joubert l'incomparabile Joubert coprirà di nuovo la carica che occupava. Un'altra lettera di Milano assicura che Scherer abbia rinunciato il comando interinalmente al Generai Moreau, e che il prode Generai Championnet sia stato proclamato Capo dello Stato Maggiore dell'Armata d'Italia. Quei fausti successi non presagiscono questi avvenimenti alla nostra futura felicità! -E' certo che un'Armata Francese di 9. mila uomini è discesa in Italia, e si è accampata a Cassano paese che giace sulle rive dell'Adda sei leghe distante da Milano.

Le nuove di Milano non sono meno strepitose. Un corpo considerabile di cavalleria Francese v'è già arrivato per far parte dell'Armata d'Italia.

Un distaccamento della divisione di Caultier è accantonato a Lojano nel dipartimento del Reno. Questo dipartimento è quieto. Una energia fuor dell'usato anima la Guardia Nazionale. L'ora terribile pei nemici della Repubblica sembra suonare fra poco.

Milano 25. Germile. Tutta l'Armata Francese si è riunita lungo le sponde dell'Adda, dove resterà in istato di difesa, finché le giungano i numerosi rinforzi che sono in marcia dalla Toscana, dal Piemonte, e dalla Romagna; frattanto il Quartier Generale sarà trasferito a Lodi. Championnet è a Milano, e Moreau, benché chiamato a Parigi dal Direttorio, si spera che non partirà. La presenza di questi due Generali è necessaria per sostenere il coraggio delle Truppe. L'arrivo di un nuovo Generale in Capo, che abbia la confidenza de' soldati, sarà il segnale della vittoria.

-Il Ministro di Polizia Pioltini ha pubblicato un'allarmante Proclama, ed ha quindi vilmente abbandonato il suo posto; non si sa perché, e dove sia fuggito. Il Direttorio lo ha immediatamente destituito, ed ha eletto a rimpiazzarlo il cittadino Perseguiti.

28. detto. Ecco una relazione autentica degli ultimi fatti, e dell'attuale posizione dell'Armata. Il giorno 24. Germile gli Austriaci s'impadronirono del ponte di Lagoscuro: le poche truppe Francesi unite alla Guardia Nazionale Ferrarese, e Bolognese disputarono quel posto importante per 7. ore. Il Gen. Hullin era alla loro testa; ma il nemico essendo molto superiore in numero, convenne alla fine ritirarsi. Nel caso, che si renda impossibile di più difendere la Città, le truppe si ritireranno nella Cittadella. Finora non è giunta notizia, che la città sia stata occupata. Nei dipartimenti del Panaro, e del Crostolo vi sono alcune Comuni in insurrezione. Gli Austriaci vi hanno fatto delle scorrerie, e son giunti fino, alla Mirandola, ma sono poi stati costretti a retrocedere. Alla testa degi'insorgenti vi sono de' nobili Mantovani, ed un prete. Modena, e Reggio mostrano però un grande attaccamento alla Repubblica, e quelle Autorità costituite stanno ferme al loro posto.

Il Quartier Generale era a Lodi ai 26. Vi si condusse il General in Capo, e si dispose in una positura così imponente, che il nemico non ebbe, e non ha ancora avuto il coraggio non solo d'inseguirlo, ma né anche di occupar Cremona, da lui evacuata il giorno avanti. Dal Piemonte giungono de' rinforzi; questa mattina il Quartier Generale è stato trasferito a Correggio, e domani si avanzerà a Calcio. Il Gen. Garnier è partito per Brescia, dove oggi potrebbe essere entrato. Si aspetta un corpo assai numeroso di truppe dalle Armate di Roma, e Napoli. Dicesi che siano in marcia dall'interno della Francia 30 mila uomini d'infanteria, e 10 mila di cavalleria.

La confidenza, e la tranquillità regnano a Milano; tutti gli animi, e lo spirito pubblico è nella maggiore energia.

Milano 2. Fiorile. Gli Austriaci non si avanzano gran fatto. Si sono veduti a Salò, a Desenzano, alle porte di Brescia e si dice anche a quelle di Cremona; ma finora non sono che piccoli distaccamenti, i quali son diretti più a tentare di eccitar la rivolta nei luoghi, ove si presentano, che a fermarvisi. Frattanto giunge sempre qualche rinforzo dal Piemonte. Il dì 28. Germile arrivarono in questa Centrale due battaglioni staccati dalla Divisione di Valtellina, e se ne attendono dei più considerabili dall'interno della Francia.

- GI'Insurgenti uniti ad un numero di Tedeschi hanno osato di attaccare la Comune di Cento. li bravo Comandante Fripould fece una sortita dalla Porta Ferrarese; gli attaccò, e gl'incalzò con tanta furia, che ebbero una totale disfatta avendo lasciato sul Campo più di 100. morti, e da cinquanta prigionieri.

- Si dà per certo, che la Prussia, la Danimarca, e la Svezia abbiano concluso un trattato di alleanza colla Repubblica Francese contra i due Imperatori di Germania, e di Russia, e che un sì bel trattato sia opera del Cittadino Sieyes, mandato dal Direttorio alla Corte di Berlino per reprimere l'ambiziosa politica delle divisate due Potenze del Nord. Una delle vedute principali, su cui è l'ondata quest'alleanza, si vuole che sia la ripristinazione della Polonia allo stato di fisica estensione, che avea nel 1762 e quindi formarne una Repubblica avendo già combinati i compensi per le tre Potenze alleate.

Lucerna 28. Aprile. Il Generale Massena ha passato nuovamente il Reno a Basilea spingendo in là gli Austriaci più di 20. leghe - Friburgo in Brisgovia, e tutte le Città Silvestri sono in potere de' Francesi - Siamo assicurati, che arrivano a momenti all'armata di Jourdan più di 30. mila uomini di rinforzo.

Vienna 26. Marzo. Le Truppe Russe continuano a sfilare verso la Stiria. Le lettere di Praga portano che il barone di Dietrick dovea partire ai 15. corrente per Cracovia, ad oggetto di darvi le necessarie disposizioni per il passaggio del secondo corpo di truppe Russe, forte di 20. mila uomini, che deve essere entrato dalla Volinia nella Galizia.

Il Generale Melas, che era stato nominato al comando in capo dell'Armata d'Italia, è morto da alcuni giorni a Graetz. Sir Sidney Smith, che è partito colla sua squadra da Costantinopoli, deve portarsi a Rodi per imbarcarvi 20. mila uomini destinati contro l'Egitto.

Sarzana 17. Aprile. Sotto la scorta d'un Commissario Francese sono quì giunti alcuni carri, procedenti da Firenze con molte cassette d'oro, e d'argento, parte monetato, e parte in verghe, che sopra 26 muli si trasportano in Genova (ma non per Genova). Uno di questi muli porta 300. libre d'oro. Questo mulo fortunato, dopo i Sovrani, è l'animale più ricco del Globo.

Torino 17. Germile. E' giunto qui da varj giorni il Cittadino Musset in qualità di Commissario Politico e Civile, per rimpiazzare Cittadino Eymar. Egli ha diviso provvisoriamente il territorio del Piemonte in quattro Dipartimenti denominati I. l'Eridano, il di cui Capoluogo sarà Turino. 2. la Sesia, il di cui Capoluogo sarà Vercelli. 3. la Stura, il di cui Capoluogo sarà Moridovi. 4. il Tanaro, il di cui Capoluogo sarà Alessandria. Si vocifera, che il Dipartimento dell'Eridano sarà riunito alla Francia, quello della Sesia alla Repubblica Cisalpina, e quelli della Stura, e del Tanaro alla Repubblica Ligure.

Parma 14. Germile. Il Papa arrivò jeri in questa Città alle ore quattro dopo il mezzogiorno in una carrozza tirata da muli. Il tempo era orribile, e nessuno credeva che arrivasse. Egli si portò subito al Convento de' Benedettini, dove ne fu fatta la consegna a' Ministri del Duca destinati a riceverla, ed occupò lo stesso appartamento che già occupò il Re di Sardegna.

- Il Re di Sardegna giunse a' 3. Marzo in Cagliari scortato dalla Fregata Inglese la Tersicore; tre giorni dopo emise amnistia generale a' così detti rei di opinioni politiche, grazia ed indulto generale a' rei di delitti particolari, eccettuati i parricidi, uxoricidi, fratricidi ed infanticidi. Chialamberto è Ministro provvisionale di Stato, e Guerra; egli conserva ancora il titolo di Ministro plenipotenziario presso la Santa Sede. Governator di Cagliari è l'exduca di Aosta. Corre voce colà, che l'ex-duca di Chablais andrà Governatore in Sassari, l'ex-duca di Monferrato in Alghero. i tre Deputati di Cagliari sono stati premiati uno colla chiave d'oro, gli altri due colla croce de' SS. Maurizio, e Lazzaro.

- In Palermo si è ordinata la leva di 18 m. uomini; i Palermitani non bene sentiunt de hoc. Viè giunto, o si dice giunto l'Ammiraglio Stewart con 5 m. uomini.

- Si dice Carolina in limine expeditionis.

 

E.F.P.

 

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