Pietrarsa: l'assessore Daniele osa parlare di Repubblica e i neoborbonici lo mettono a tacere
E’ accaduto a Pietrarsa lo scorso 6 agosto durante le celebrazioni di quattro operai morti 150 anni fa nell’ex stabilimento industriale, oggi museo ferroviario.
Fischi, insulti, invettive, fino a zittirlo del tutto tagliando i fili del microfono, ci hanno raccontato indignati alcuni nostri lettori presenti alla celebrazione. E tutto questo perché l’assessore aveva osato proferire le parole “Italia, e Repubblica”. (v. articolo e video pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno)
Ecco, questo è il clima imposto a certe manifestazioni che vorrebbero rappresentare la rinascita del Sud, l’orgoglio di essere meridionali.
Altro che civile contestazione! E’ bastata una parola per far sollevare una becera bolgia, tipica di coloro a cui mancano i principi più elementari dell’educazione, del rispetto e del confronto civile.
“Fuori l’Italia dalle nostre terre”, ha gridato qualcuno dalla folla inferocita, mentre le bandiere con lo stemma della casa reale dei borbone sventolavano fiere e minacciose, ad onta dell’articolo I della Costituzione Italiana e secoli di Storia Patria.
Per mano di abili lestofanti la storia ora viene usata, reinventata e data in pasto a gente totalmente priva di cultura vera, alimentando un odio immondo tra Nord e Sud, attraverso la mitologia di un regno borbonico ricco, prospero e paradisiaco, messo in ginocchio dall’Unità d’Italia. Tutto questo allo scopo di raggiungere un proprio utile personale: vendita di libri divulgativi e mire politiche separatiste.
Quando si dice “la cultura rende gli uomini liberi”. Questo è il classico esempio di cosa produce la mancanza di una formazione vera, capace di discernere le verità dalle idiozie. Facile preda è la gente impreparata, confusa, che si lascia imboccare, fa sue un po’ di nozioni e poi si sente pronta a parlare di storia con la stessa esaltazione di una partita di calcio.
Accorrono in massa a manifestazioni pseudo culturali, usando slogan da stadio, oltre i limiti del ridicolo e tra loro spuntano i soliti capi banda, i sedicenti “ professori venerabili” che incitano ad assaltare i dissidenti a colpi di insulti, mail diffamatorie ed atti vandalici.
Questo è il Sud che vorrebbe riscattarsi, il Sud che ama e venera quella dinastia che usò lazzari e briganti mandando a morte prima la migliore intelligenza del 1799 e poi perseguitando con carceri ed esecuzioni i patrioti italiani. Questa gente del Sud, degna erede morale dei borbone, infatuata da tanto pattume pseudo storico, ancora non ha compreso che la secessione sta avvenendo non dal Nord dell’Italia, ma dal popolo onesto, fiero di essere napoletano, italiano e repubblicano.
Repubblica e Libertà. Res Pubblica. Uno Stato che appartiene al popolo libero e democratico e che rispetta i principi della sua Costituzione. |
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“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Anatema! Nino Daniele, assessore alla cultura di Napoli, ha solo pronunciato questa frase e si è scatenata l’ira dei neoborbonici.