Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Pietrarsa: l'assessore Daniele osa parlare di Repubblica e i neoborbonici lo mettono a tacere

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Nino Daniele“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.  Anatema! Nino Daniele, assessore alla cultura di Napoli, ha solo pronunciato questa frase  e si è scatenata l’ira dei neoborbonici.

E’ accaduto a Pietrarsa lo scorso 6 agosto durante le celebrazioni di quattro operai morti 150 anni fa nell’ex stabilimento industriale, oggi museo ferroviario.

Fischi, insulti, invettive, fino a zittirlo del tutto tagliando i fili del microfono, ci hanno raccontato indignati alcuni nostri lettori presenti alla celebrazione.  E tutto questo perché l’assessore aveva osato proferire le parole “Italia, e Repubblica”. (v. articolo e video pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno)

Ecco, questo è il clima imposto a certe manifestazioni che vorrebbero rappresentare  la rinascita del Sud, l’orgoglio di essere meridionali.

Altro che civile contestazione! E’ bastata una parola per far sollevare  una  becera bolgia,  tipica di coloro a cui  mancano i principi più elementari  dell’educazione, del rispetto e del confronto civile.

“Fuori l’Italia dalle nostre terre”,  ha gridato qualcuno dalla folla inferocita, mentre  le bandiere con lo stemma della casa reale dei borbone sventolavano fiere e minacciose, ad onta dell’articolo I della Costituzione Italiana e secoli di Storia Patria.

Per mano di abili lestofanti  la storia ora viene usata, reinventata e data in pasto a gente totalmente priva di cultura vera, alimentando un odio immondo tra Nord e Sud, attraverso  la mitologia di un regno borbonico ricco, prospero e paradisiaco, messo in ginocchio dall’Unità d’Italia.  Tutto questo allo scopo di raggiungere un proprio utile personale: vendita di libri divulgativi e mire politiche separatiste.

Quando si dice “la cultura rende gli uomini liberi”. Questo è il classico esempio  di cosa produce  la mancanza di una formazione  vera, capace di discernere le verità dalle idiozie. Facile preda è la gente impreparata,  confusa, che si lascia imboccare, fa sue un po’ di nozioni e poi si sente  pronta  a parlare di storia con la stessa esaltazione di una partita di calcio.

 

Accorrono in massa  a manifestazioni pseudo culturali, usando slogan da stadio, oltre i limiti del ridicolo e tra loro spuntano i soliti capi banda, i sedicenti “ professori venerabili” che incitano ad assaltare i dissidenti a colpi di insulti, mail diffamatorie ed atti vandalici.

Questo è il Sud che vorrebbe riscattarsi, il Sud che ama e venera quella dinastia che usò  lazzari e briganti mandando a morte prima la migliore intelligenza del 1799 e poi perseguitando con carceri ed esecuzioni  i patrioti italiani.

Questa gente del Sud, degna erede morale dei borbone, infatuata da tanto pattume pseudo storico, ancora non ha compreso che la secessione sta avvenendo  non dal Nord dell’Italia, ma dal popolo onesto,  fiero di essere napoletano, italiano e repubblicano.

Repubblica e Libertà. Res Pubblica. Uno Stato che appartiene al popolo libero e democratico e che rispetta i principi della sua Costituzione.

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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