Cuore e Ambiente

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La questione ambientale va de-idelogizzata e ricondotta su temi di interesse comune. Solo in questo modo si può passare “dalle parole ai fatti” ed incanalare le energie e le passioni dei giovani cuori verso la realizzazione dei loro sogni.

E’ un sano pragmatismo, spogliato dalle demagogie, che può portare ad una maggiore armonia fra uomo e ambiente.

Finite le grandi rivoluzioni per l’organizzazione dello Stato, almeno nel mondo occidentale dove il sistema dell’alternanza è ormai assimilato, dove è tramontata la paura di regimi totalitari di destra o di sinistra, il rispetto dell’ambiente può diventare il tema su cui fondare un nuovo concetto di Stato.

In senso lato, infatti, le questioni ambientali spaziano dal rispetto all’uso delle risorse del pianeta, ma anche all’educazione civica, alla redistribuzione delle ricchezze, alla onestà dei governanti.

In questo modo attraverso l’ambiente si possono discutere le idee morali, le convenzioni politiche ed economiche che sono la vera ricchezza delle nazioni.

Un popolo che ha perso interesse a dibattere di questi temi appartiene ad una civiltà in decadenza.

Sono i sogni e le idee che fanno crescere un popolo e che costituiscono la sua ricchezza e da cui trae linfa la sua prosperità.

E questo è tanto più vero nelle società occidentali dove la prosperità economica è dovuta sempre più alla cosiddetta Economia del Sapere, cioè ad una rendita dovuta a marchi, brevetti e creatività.

La produzione di beni tradizionalmente intesa si è ormai delocalizzata nei paesi emergenti, quelli con manodopera a basso costo, e qui da noi è rimasta la gestione e le attività connesse.

 

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