Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Giuseppe e Salvatore, suicidio nell'indifferenza

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Due fratelli di 31 e 25 anni di Villaricca, disoccupati, si sono suicidati insieme, ponendo fine con tragica, amara lucidità, alla loro breve vita.I corpi sono stati trovati in casa dai genitori il 9 marzo. Sulla scrivania un biglietto:  «Vogliamo farla finita, il nostro viaggio è terminato»

Giuseppe e Salvatore non hanno trovato nè nella loro famiglia, nè nella loro cittadina, nè nella loro cerchia di amici, nè nella scuola, nè nella religione cattolica pervasiva, nè nelle feste e nelle sagre, nè nei mezzi di comunicazione pubblici e privati, nè nell'innamoramento, emozioni e ragioni e forze per portare avanti quello che è indubbiamente il peso del vivere. Ma come si vuole che si abbia tanta gioia e forza di vivere in ambienti di camorra egemone, che uccidono alla radice voglia e spinta di iniziative larghe di impresa, che possano poi creare lavoro e tranquillità sociale, ritorno sereno anche a notte alta a casa di giovani e donne, senza timori di aggressioni e di rapine.

Quando sopravvivono forme ancora arcaiche e inaccettabili di superbie, presunzioni, gerarchie sociali quasi feudali in ogni comunello, che bloccano poi l'emancipazione e lo slancio di ogni individualità?

Quando gli unici canali di sistemazione sociale sono gli ammanigliamenti familiari, sindacali, partitici, religiosi, criminali, senza tener conto del merito e del bisogno, senza poter trovare canali  pubblici di formazione ed informazione veramente seri?

Quando la scuola non è spazio di vera formazione e di nobile e alta memoria, in balìa di troppa burocrazia, mancanza di strutture moderne e di personale veramente preparato e motivato?

Quando la religione è ritualità fredda ed è immersa nel giro del potere e del denaro?

Quando il contesto amicale e paesano è fatuo, freddo, chiuso tra discorsi piccoli e freddi, di calcio, invidia e critica sociale, piccinerie, incapace di slanci, operosità, sacrifici, sogno e nobile memoria?

Quando le repressioni sessuali di una religione di vergine-madre  e di mascolinità violenta e possessiva hanno disseccato alla radice qualsiasi vera emozionalità spontanea, adulta, e ti sembra di aver a che fare con le donne solo con la secchezza e l'aridità di cuore e con uomini violenti e dominatori irrazionali della vita delle donne?

Quando i politici comunali, provinciali, regionali, nazionali, europei sono scelti senza riferimento al merito e alla loro capacità di fare il bene comune, ma solo per saziare vanità personali, spesso di esistenze mancate, e di servizio per clan familiari, sociali o criminali, senza mai impegnare il proprio tempo per creare un mondo dove Giuseppe e Salvatore abbiano motivi, tanti, per sorridere, amare, lavorare?

Giuseppe e Salvatore fratelli così amaramente tornati nel mistero infinito del reale, riposate almeno nella pace eterna e sia la vostra tragica vicenda almeno momento di profonda riflessione e di una vera, radicale autocritica da parte di tutti noi.

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca ad Altamura

 

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Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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