Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

"La Giovinezza" di Khalil Gibran

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Leggendo e rileggendo la mirabile poesia del noto poeta libanese Khalil Gibran, "La giovinezza", il pensiero mi ha ricondotto ad un'immagine emblematica: quella del Campo dello Smarrimento. La sensazione di essersi persi e la voglia di tornare indietro è la risposta legittima al turbamento di chi non ha punti di riferimento. Il verso finale che risuona come un'esortazione catartica dà slancio al giovane disorientato e confuso della poesia.

E' la condizione dei giovani di ogni epoca, ma è lo stato d'animo dell'uomo dei nostri giorni che fa fatica ad acquisire la consapevolezza di sé, del qui ed ora. Certo siamo particelle in continuo divenire in questo mondo globalizzato, devastato, dimenticato.

E' il "mondo desolato" che si legge nelle poesie di T.S. Eliot, autore di "The Waste Land", appunto, Premio Nobel per la Letteratura nel 1948. Nei suoi poemetti si respira l'aria fosca dell'apocalisse dovuta alla crisi del mondo occidentale, ambientazione in cui l'artista si sente oppresso dalla solitudine e dallo "smarrimento". Gli spettri della Terra Desolata e sterile che vivono nei versi dello scrittore americano, volteggiano ancor di più nelle nostre terre moritificate dai rifiuti tossici, dall'inquinamento atmosferico, dai disastri climatici... in cui l'uomo è ridotto sempre più a un soggetto privato della natura fino a "dimagrirlo" nel suo Essere.

Da dove ripartire per trovare la strada della "conoscenza"? Dalla "perplessità" ci detta Khalil Gibran. E' quello il primo passo. Ma poi abbiamo bisogno di certezze! Forse queste ultime sono difficili da trovare nel nostro mondo desolato... le vie della conoscenza appaiono infinite... ma io suggerisco di ricominciare dalla Poesia per (ri)trovare la Bellezza e dare forza al Bene affinchè possa vincere sull'eterna lotta contro il Male.

 

Probabilmente, però, la "gnosi" non può avere inizio se non si trova la forza e il coraggio di demolire tutto ciò che è sclerotizzato e tutto ciò che ci viene imposto dall'alto e dal Male.

Osservo la Poesia come un albero della Conoscenza, il mezzo per trovare se stessi e i piani dell'anima (conoscenza e coscienza) per scrollarsi di dosso ogni bruttezza.

"La Giovinezza" di Khalil Gibran

La giovinezza camminava

avanti a me
e io la seguivo,
finchè non arrivammo a un campo lontano.

Qui si fermò, e si mise a guardare

le nuvole che lente si lasciavano
trasportare verso l'orizzonte.
Poi guardò gli alberi
i cui rami nudi si tendevano al cielo
come a pregare per il ritorno del fogliame.

Chiesi: - Dove siamo?

Rispose: - Siamo nel campo dello samrrimento.
Fa' attenzione.
Dissi: - Torniamo subito indietro,
perchè questo luogo desolato mi spaventa,
e la vista delle nuvole e dei rami nudi
mi rattrista il cuore.

Rispose: - Abbi pazienza,

la perplessità è l'inizio della conoscenza.

 

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