La durezza di cuore dei sovrani borbonici. Carlo principe di Capua e Penelope Smith
Era nato a Palermo nel 1811. Sotto il fratello re Ferdinando II aveva raggiunto alti gradi nel settore della marina. Ma fra Ferdinando II e il fratello i rapporti furono sempre tesi; e allorché, nell’inverno del 1835, Carlo si innamorò di una irlandese, Penelope Smith, e nel gennaio dell'anno seguente abbandonò il Regno con lei, il sovrano tentò in ogni modo in vari stati d'Europa di impedire che fosse celebrato il matrimonio. Comunque, le nozze poterono aver luogo a Gretna Green (Scozia), e il ministro inglese Palmerston, il quale era imparentato con la famiglia Smith, divenne il protettore d'ufficio della giovane coppia. Ma mai Ferdinando volle dimenticare e perdonare, né diverso fu il contegno assunto nei riguardi dello zio dal giovane re Francesco II. Perciò nel 1860 il principe riconobbe l’Unità d’Italia. Vittorio Emanuele II permise il ritorno in patria dell’esule, che, giunto a Torino, vi morì poi il 22 aprile 1862. Alle cure dei Savoia restarono affidati la vedova (morta nel dicembre 1882), alla quale venne riconosciuto il titolo di principessa di Capua, e i due figli, Vittoria Augusta, nota per la sua immensa generosità e morta nel 1895, e Francesco Paolo, sopravvissuto fino al 1918 ad una malattia, che lo aveva colto decenni prima. A disposizione della famiglia così provata dal destino di Carlo di Borbone fu posta la bella e grande villa reale di Marlia, nel Comune di Capannori, provincia di Lucca." |
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Nuovo Monitore Napoletano N.210 Giugno 2026
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