Pregiudizi contendenti
L'aveva scritta Mimmo Ciruzzi, ed alla fine dello spettacolo veniva lanciata sul pubblico una rete, come quelle dei pescatori, per trasmettere l'angoscia della cattura. Non ne sono certo, ma credo si chiamasse “Oh, mio giudice“. Bisogna chiedersi quanto le tracce comiche siano inserite ed in quale gusto, perché talvolta l'effetto è strano, volendo essere drammatico, oppure far ridere, o entrambi, come quando descrive un omicidio particolarmente truculento, ma con un tono esilarante, mentre la musica in sottofondo suggerisce una partecipazione commossa.
Alquanto di rottura sono gli elementi cinematografici, inserti scenici come un "On the road again" a volume sparato e sulle immagini del supermercato in cui " quanno 'a notte te riusciva 'o break, 'a matina appriess' int'o Superò" lei ed il maritino delinquente facevano una strage, comprando tutto quello che capitava a tiro (segue sterminato elenco di merci da ingurgitare consumisticamente): è uno dei momenti in cui viene da notare che se nella versione-magistrato la parte è costruita giustamente "difettata" in tutte le forme più convenzionali del suo status, dai favoritismi personali alle malcelate ambizioni di carriere collaterali, è nella donna spersa e spaesata che va a colloquio col marito incarcerato, nella sua nudità veristica, ed ancor più nella sua ironia che dovrebbe risultare innata, che la cosa funziona meglio.
Come anche nelle traduzioni dal napoletano in italianesco buorocratese da carabiniere applicato sul suo "a domanda risponde" degli interrogatori della testimone forzata e poco consapevole, o nel suo trionfo del kitsch fin troppo annegato nella sua, purtroppo verosimile, popolanità. Le facce del disagio vogliono essere rappresentate attraverso la contrapposizione, ma funzionano più come un unicum, sul quale si posa il pensiero sugli anni '70, per evitare quelli impossibili su sguardi compiaciuti, che non si separano abbastanza dai luoghi comuni e stereotipi di cui si prometteva la dimenticanza, e che trovano una punta estrema nel finale, con la preghiera alla Vergine Maria, mentre il cielo si fa azzurro, il sole si apre e ne fuoriesce l'assordante rumore di un elicottero della polizia. |
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.212 Agosto 2026
Miscellanea Storia, Letteratura, Arte, Cultura e FilosofiaMaria. Storia di un'anima nella Napoli dell'Ottocento Orlando: il Paladino che sapeva solo amare Dracula di Valacchia, il Gargano e Napoli Giovanna I, la prigioniera del destino Il Golem, l’Intelligenza Artificiale e la ricerca dell’immortalità 1919, l’anno in cui l’Italia cambia pelle I ragazzi del Viale Europa di Castellammare di Stabia Giovanna II, l’ultimo battito romantico del trono napoletano Machiavelli, un repubblicano democratico Federico García Lorca: la morte non avrà il mio cuore La strategia del Grand’ammiraglio Anton Haus
Filosofia della Scienza e della Politica Filosofia, religioni e ordine mondiale La ricerca della felicità è davvero un diritto? La crescita costante dei socialisti negli Stati Uniti
Cultura della legalità Responsabilità genitoriale e vita digitale: i nuovi confini della tutela dei minori Vittime innocenti. Agosto 1944-2017
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 325 visitatori e nessun utente online |



