Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Signor benzinaio, Signor camionista...

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Premesso che ho la fortuna di andare finalmente a piedi al lavoro, e di non essere pertanto più sottoposto alla schiavitù del trasporto obbligato mediante mezzo di locomozione privato che necessita del tuo lavoro, e che pertanto parlo con animo del tutto scevro da qualsivoglia spirito di disagio provocato in questi giorni dalle note vicende scaturite dalle forme che sta assumendo la tua protesta, oltre che da una visione che generalmente tende a prescindere dalle particolarità e dalle contingenze transeunti del momento (cosa che invece purtroppo noto che è sovente l'unica miope occhiata fugace lanciata dalla maggior parte dei commentatori), ebbene qualcosa la lascerei comunque detta. Due cose.


Anzitutto, credo che nessuno dovrebbe avere il potere di bloccare il Paese o pezzi di esso. Nemmeno che so, i controllori di volo, per intenderci, e che pertanto il solo principio che una cosiddetta categoria abbia tale facoltà nel momento in cui ritenga di dover dare mostra di una prova di forza del genere, sia la prima vera questione su cui riflettere. Una cosa è creare disagi, altra è cercare tale forzatura, per evitare la quale a volte intervengono apposite norme di salvaguardia, più o meno rispettate, a garanzia di servizi indispensabili e quant'altro. Eppure resta evidente che ci sono alcuni mezzi di produzione di beni e di servizi che hanno un peso specifico maggiore di altri, se sono in grado anche solo di far temere "tempi bui" e provocare ansia da accaparramento, scene indegne di un livello di civiltà come quello che crediamo di aver raggiunto.

 


E qui passiamo alla seconda considerazione: se è vero che nessuno dovrebbe avere questo potere, aggiungerei che dal punto di vista ideologico tanto meno voi, non dovreste assolutamente averlo, perchè il simbolo stesso sul quale si formano le vostre rivendicazioni, il bene della benzina, è una delle peggiori cause di disagio interno ed esterno di una economia che da quarant'anni sta dando segni di cedimento, essendo stata però foraggiata ormai con tale convinzione e forza e disequilibrio, da rendere veramente difficilissimo, sofisticato, probabilmente non più indolore, il pensiero del suo cambiamento ed i passaggi necessari ad attuarlo. Che avverrà, senza dubbio, e del quale bisognerà solo contare, allora sì, i morti ed i feriti.

Non è colpa vostra (oddio, essendo parte di un corpo non è facile quantificare le percentuali, ma non credo che sia un problema interessante, qui, la ricerca delle colpe) se ne avete partecipato, il banchetto predisposto da altri è quello al quale chi si trova si siede, e di conseguenza si trova a lottare per mangiarne a sufficienza.


E tuttavia, con il distacco di chi non ne partecipa in maniera diretta, ma di certo indiretta, vedere tanto disagio legato alle pessime scelte del trasporto su gomma e dell'omaggio infinito al Dio del petrolio, ebbene fa una tristezza la cui grandezza è pari soltanto alla consapevolezza che tutto questo subirà necessariamente una svolta, che sia un altro Interesse superiore, o la stessa Terra a decidere.

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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