Il cammino della democrazia in Toscana. Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti (1799 – 1849)
La via è quella che parte dalla “democrazia evangelica”, che si impose a seguito dell’arrivo delle armate francesi in Toscana, nel 1799, basata sul principio “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te” (riportato all’art. 6 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino allegata alla Costituzione francese del 24 giugno 1793), ripreso da tanti scritti democratici del tempo, e su quello del “cittadino” virtuoso, che volge al bene pubblico le proprie azioni, ed arriva fino alla democrazia “repubblicana”, basata sulla partecipazione diretta ed autonoma del “popolo” all’interno dei tanti Circoli presenti in Toscana nel 1848-49 e che portò all’elezione dell’Assemblea Costituente, formata da 120 rappresentanti eletti a suffragio universale in tutto il territorio del Granducato e fortemente voluta e sostenuta dai Circoli del Popolo, che rappresentavano il luogo in cui si manifestavano le istanze più vicine al sentire “popolare”. Per Bartolomeo Potenti ed i riformatori religiosi legati al vescovo di Pistoia e Prato, Scipione de’ Ricci, il sistema politico democratico e repubblicano era quello che più si avvicinava all’originario messaggio evangelico di immagine della Chiesa, in cui il papa era considerato, rispetto agli altri vescovi, non un monarca, ma un primus inter pares, primo fra uguali, come Gesù Cristo era “primogenito tra molti fratelli", figlio di Dio fra altri figli di Dio, il popolo degli eletti, di coloro che si nutrivano delle parole del Messia ed al suo esempio si uniformavano. Gesù Cristo non era stato un monarca, come invece lo erano divenuti col tempo gli eredi di Pietro - nella cui autorità i riformatori non si riconoscevano - e che invece erano diventati lo specchio dei “tempi di oscuramento e di vecchiezza” della Chiesa stessa.
Sauro Berti
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.213 Settembre 2026
Miscellanea Storia, Letteratura, Arte, Cultura e FilosofiaCent’anni di solitudine: il destino che ritorna Il Settimo Sigillo: la scacchiera dell’esistenza e la fragile speranza dell’uomo Masaniello, il cuore ribelle di Napoli Il cammino della democrazia in Toscana. Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti (1799 – 1849) Parmenide: l’essere è. E la sua ragion d’essere? Quando la Resistenza era donna
Filosofia della Scienza e della Politica Lo stato miserando del dibattito pubblico italiano Cosa resta dell’attentato alle Twin Towers?
Cultura della legalità Beneficio d’Inventario: la Cassazione chiarisce i limiti del termine ex art. 500 c.c. Feste all’Archivio di Stato di Napoli: ipotesi di oltre 600mila euro di danno erariale Vittime innocenti. Settembre 1919-2024
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 306 visitatori e nessun utente online |



Questo studio ha cercato di seguire uno dei percorsi compiuti dall’idea di democrazia in Toscana, fra la fine del ‘700 e metà dell’800, attraverso le vicende di due persone, Bartolomeo ed Ermenegildo Potenti, zio e nipote, il primo sacerdote ed il secondo procuratore legale, due figure delle quali si avevano poche e frammentarie notizie, con riferimento sia alle cronache storiche del periodo che successivamente, ma che, insieme, hanno attraversato oltre mezzo secolo di storia, costruendo le basi, anche con grandi sacrifici personali, della corrente democratica del nostro Risorgimento.