Le sfide alla società aperta
La storia dimostra che ogni teoria è destinata prima o poi a essere soppiantata da una teoria diversa. Se dalla scienza passiamo agli ambiti dell’etica e della politica, il mondo umano è caratterizzato da un inevitabile politeismo dei valori, sul quale attirò l’attenzione soprattutto Max Weber. L’etica non è una scienza, ragion per cui i valori ultimi non sono teoremi risolvibili con mezzi logici, bensì ideali di vita circa i quali le scelte sono inevitabilmente personali. Si può argomentare a loro favore, precisando però che essi non sono poggiati su basi certe ed eterne. Le argomentazioni volte a sostenerli presuppongono sempre un confronto franco e leale, al cui interno è vietato imporre agli altri credenze e convinzioni che non condividono. I sostenitori della società aperta devono trovare il modo di salvarla dalle pressioni di coloro che, convinti di possedere la Verità, intendono scardinarla per adottare una forma di vita che promette la salvezza. E non importa il modo per conseguirla. A volte sono i precetti di un libro ritenuto sacro, in altre occasioni le promesse contenute in testi filosofici o economici.
Diventa quindi difficile difendere tolleranza e politeismo dei valori quando, a contestarli, sono individui e movimenti convinti di aver trovato la soluzione di ogni problema. In particolare quando si crede che tale soluzione provenga da una divinità che tutto sa e tutto prevede. Come si può contestarla, dal momento che i suoi precetti sono in grado di rispondere a ogni interrogativo, offrendo finalmente all’umanità intera l’opportunità di vivere in un ordine socio-politico giusto, e di conseguire la tanto agognata armonia tra città terrena e città celeste?
Michele Marsonet
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