Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il realismo di Pericle

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In un celebre discorso che Pericle pronunciò davanti all’assemblea di Atene quando la guerra con la grande rivale Sparta cominciò ad andare male, troviamo tracce di un notevole realismo che purtroppo sembra mancare ai politici dei nostri giorni.

E’ Tucidide a raccontarci la vicenda, spiegando che il leader ateniese, che dominava in modo pressoché completo la scena politica della sua città, ammonì i suoi concittadini a non adagiarsi sugli allori illudendosi di aver raggiunto una superiorità assoluta.

In realtà, continuò Pericle sempre rivolto agli ateniesi, è necessario capire che Atene ha raggiunto l’attuale posizione di dominio perché, a dispetto dell’opinione che ha di se stessa, è una città “tirannica”, che domina il Mediterraneo imponendo ovunque e a chiunque i suoi interessi economici e politici.

Nessuna illusione, dunque. Gli ateniesi possono anche coltivare l’idea di vivere nella migliore delle città attuali, dove giustizia e democrazia godono del massimo prestigio possibile. In realtà, però, le cose non stanno affatto così.

La grandezza di Atene e il suo dominio sul Mediterraneo si devono anche – se non soprattutto - all’uso sistematico della forza contro gli avversari, imponendo i propri interessi e sfruttando le risorse – in primo luogo economiche – altrui. Tuttavia Sparta nel frattempo si è molto rafforzata, conquistando nuovi alleati.

Atene sta quindi perdendo parte della sua centralità a favore dell’avversaria. Di qui la necessità di agire per invertire questa pericolosa tendenza. Gli ateniesi, in altre parole, devono smettere di pensare di essere al centro del mondo e tornare a lottare per la supremazia, se vogliono evitare il declino e la sconfitta finale.

 

Venendo a tempi a noi più vicini, si può notare che la percezione nelle nazioni avanzate della superiorità occidentale rispetto ad altri modelli di organizzazione politica e sociale presenta le stesse caratteristiche che gli ateniesi percepivano all’epoca di Pericle. L’illusione di essere comunque i migliori, di aver sviluppato un modello di civiltà migliore perché fondato sui diritti, sulla libertà personale, sul libero scambio e sulla circolazione delle idee.

É stata sufficiente, tuttavia, la grave crisi che oggi attraversano gli Stati Uniti d’America, nazione leader dell’Occidente, per capire che potremmo essere alla fine di un’epoca. I grandi Paesi totalitari come Russia e Cina affascinano vasti settori dell’opinione pubblica occidentale (anche grazie all’evanescenza dell’Unione Europea), ragion per cui potremmo essere costretti in tempi abbastanza brevi a scegliere nuove alleanze e una nuova collocazione nello scacchiere internazionale. Nella storia nulla è mai garantito, come dimostra il rapido declino dell’Impero britannico nel dopoguerra.

 

Michele Marsonet

 

 

 

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