25 aprile 1945: la Liberazione partita da Napoli
Napoli, forse non tutti lo sanno, vanta una storia millenaria, tra l’altro, è stata, per oltre cinque secoli, un ducato che ha lottato per tutta la sua esistenza contro l’egemonia dell’Impero Romano d’Oriente e quello dei Franchi. Ma andiamo alle Quattro Giornate, che ebbero inizio tra la notte del 26 e 27 settembre 1943. Va detto, però, che queste furono le fasi conclusive di una lunga ondata di ribellione ai nazisti che ebbe inizio molto prima, ossia il giorno 8 settembre con l’annuncio dell’armistizio; poi lo sdegno affiorò forte il giorno 12 settembre quando sulle scale della biblioteca universitaria venne fucilato un ignoto marinaio davanti ad una folla costretta, con le armi, ad assistere. Durante le prime luci dell’alba di quel 27 settembre i tedeschi effettuarono un vasto rastrellamento con la cattura di circa 8000 persone, questo diede fuoco alla miccia già innescata nel quartiere Vomero, dove il popolo, con un vero e proprio attacco militare, si scagliò contro le truppe tedesche. In poco tempo in tutta la città si moltiplicarono operazioni di sabotaggio e assalti alle armerie abbandonate dall’ormai inesistente esercito regio.
Il mattino successivo le fila degli insorti si erano maggiormente incrementate, anche per il timore di dover essere deportati in Germania nei campi di lavoro obbligatori. Si ebbero significativi scontri presso la Porta Capuana, ai Quartieri Spagnoli, alla Sanità, ma i tedeschi ebbero ancora la forza di fare molti prigionieri ed ammassarli nel campo sportivo “il Littorio” al Vomero. La terza giornata, ossia il 29 settembre, fu funestata dalla morte dell’undicenne Gennaro Capuozzo (medaglia d’oro al valor militare), che fu colpito mentre lanciava granate contro i carri armati tedeschi. Questo suo sacrificio scosse profondamente l’animo dei napoletani; l’inarrestabile reazione portò all’attacco contro le postazioni nemiche presenti in tutta la città e, per la prima volta dall’inizio del conflitto mondiale, i nazisti dovettero scendere a patti con una popolazione insorta. L’epilogo era vicino, gli Alleati erano ormai alle porte, il popolo napoletano assediava l’esercito germanico: a questo punto, durante la notte del 30 settembre, il colonnello tedesco Walter Scholl, comandante le truppe naziste, accettò tutte le condizioni degli insorti per poter fuggire da Napoli assieme i suoi soldati. L’alba del 1° ottobre ’43 vide la luce della rinascita di una città festosa di gioia, padrona della propria libertà, che accoglieva nel suo cuore l’arrivo degli Alleati. La folgorante scintilla dell’insurrezione era stata innescata, da quel momento illuminò, come una stella cometa, il cammino del popolo italiano verso la libertà.
Mario Grimaldi |
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Basterebbe questa foto di Maddalena Cerasuolo (medaglia di bronzo al valor militare per la Liberazione) per condensare nei suoi occhi tutta la determinazione del popolo partenopeo per liberarsi dal drammatico gioco nazista.