Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Breve storia della FGCI di Castellammare di Stabia

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Il Circolo della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) stabiese aveva una lunga e gloriosa storia che risaliva alla sua fondazione nella primavera del 1949, svolgendo nel cinema Corso il suo primo Congresso la domenica del 19 febbraio 1950, con circa 100 interventi e nessun incidente, come tenne a precisare il solerte poliziotto nella sua informativa.1

Suo primo Segretario fu il dinamico e intraprendente Catello Uvale, operaio dei cantieri navali, futuro delegato della Commissione Interna e consigliere comunale del PCI negli anni Sessanta.2

In realtà già all'indomani della caduta del fascismo e con la rinascita dei partiti, nei primi giorni di novembre del 1944 nella Città delle Acque si era costituito il Comitato Giovanile Comunista, Giorgio Sola, con sede in via Roma 30.

La carica di Presidente fu assunta dallo studente Sebastiano Mariconda, futuro consigliere comunale e assessore socialista di peso, poi socialdemocratico.3

Un mese prima si era anche costituito un Comitato Giovanile aderente al Fronte della Gioventù - fondato dal partigiano triestino, Eugenio Curiel (1912 - 1945) nel gennaio 1944 a Milano con l'intenzione di costituire una organizzazione unitaria tra i giovani antifascisti di ogni schieramento politico - formato da delegati giovanili liberali, democratici del lavoro, democratici cristiani, socialisti e comunisti.4

 

Poi sarebbe stata la volta di Enrico Berlinguer, primo Segretario Generale della FGCI, tra il 1949 e il 1956, lavorare per la ricostituzione dell'organizzazione giovanile comunista, dopo aver guidato negli anni precedenti il Fronte della Gioventù.5

Il Comitato Giovanile stabiese non durò molto, non poteva durare, troppe le differenze ideologiche, troppo aspro lo scontro politico e il Comitato si sciolse per risorgere il 6 ottobre 1946 come sezione del Fronte della Gioventù, inteso come movimento giovanile di sinistra che raccoglieva, stavolta unicamente i militanti comunisti e socialisti.

Ad aderire furono oltre 150 giovani, i quali, per mancanza di altri locali non trovarono di meglio che occupare due stanze della ex Casa del Fascio del Corso Garibaldi, in realtà già destinati ad un Ente di beneficenza, aprendo un conflitto legale destinato a durare molto prima di chiudersi a favore dell'Ente. Intanto al Fronte aderivano con entusiasmo i giovani operai dei Cmi, della Navalmeccanica, della Calce e Cementi e delle altre industrie cittadine.6

Di questo primo nucleo si ricorda Vincenzo Bisogni, che ricoprì anche la carica di Segretario del circolo locale del Fronte, l’operaio dei Cmi, Davide Coda, Luigi Longobardi, Mario Longobardi, lo studente universitario in veterinaria, Raoul Filoni e Luigi D'Auria, destinato ad essere un protagonista del movimento operaio locale nei successivi 50 anni ed infine Saul Cosenza (1925 - 1981), che aderì al Partito nel 1943, partecipando alla vita della prima formazione del Fronte della Gioventù. Successivamente sarà per molti anni Segretario della sezione Fontana, fino a quando nel 1961 fu eletto consigliere comunale.7

La FGCI stabiese vivrà alti e bassi, crisi profonde, fino a disperdersi. Dopo Catello Uvale si ricorda come Segretaria della FGCI, Emilia Cavallaro, una compagna molto stimata da Achille Occhetto, poi il vuoto,8 ma come l'araba fenice il circolo seppe rinascere dalle sue ceneri, ricostituendosi sotto la guida di un giovanissimo studente del liceo classico, Plinio Seniore, Matteo Cosenza, nell'autunno del 1964, trovando nuova linfa e motivazioni, riuscendo a raccogliere intorno al Circolo la Meglio Gioventù della Città delle Acque.9

Interessante il ricordo dello stesso Cosenza:

 

«Quella FGCI ha fatto storia nella vita della città. Si formarono sindaci, amministratori comunali, dirigenti politici, giornalisti e direttori di giornali e attorno ad essa si ritrovarono intellettuali e personalità della cultura. Una volta Salvatore Calogero, figura di primo piano del mondo democristiano mi disse che loro ci seguivano con interesse e preoccupazione e aggiunse: ci avete tolto il primato anche dalle nostre parti.»10 

 

Stando ad alcune testimonianze sembra che Achille Occhetto, dopo averla incontrata nel corso di un convegno, si fosse addirittura infatuato della Cavallaro, colpito dalla sua esuberante bellezza. Di questa militante non si hanno purtroppo molte altre notizie.

Probabilmente guidò la FGCI tra il 1959 e il 1962, poi abbandonò la militanza politica, pur rimanendo legata al Partito. Si dedicò alla famiglia e al lavoro. Fu dipendente delle Terme Stabiane, all'epoca azienda con circa 150 dipendenti fissi e altrettanti stagionali. Delegata della CGIL, partecipò a tutte le lotte sindacali dei lavoratori termali, periodicamente in crisi a causa della pessima gestione degli amministratori.

In polemica con i compagni e in particolare con Catello Chiacchio, a sua volta impiegato delle Terme, riconosciuto leader del Consiglio di Fabbrica, autorevole dirigente del PCI, più volte consigliere comunale e assessore, in segno di protesta si iscrisse alla CISL continuando la sua battaglia nella nuova organizzazione, pur lontana dai suoi ideali politici. A capo della nuova sigla si trasformò nella principale antagonista del pur temibile Chiacchio (1937 - 2023), vecchio militante di area riformista, iscritto al PCI fin dal 1956, riferimento locale di Giorgio Napolitano, il futuro Presidente della Repubblica.

Dopo il pensionamento Emilia Cavallaro si trasferì a Latina.

Con l'abbandono della Cavallaro, il circolo andò in crisi e si dissolse in breve tempo, fino al 1964, quando dal 17 al 19 luglio, quasi un preannuncio di rinascita, si tenne nella città stabiese la Seconda Conferenza Meridionale della FGCI aperta con una relazione del Segretario nazionale dei giovani comunisti, Achille Occhetto.11

Il circolo stabiese ancora non era nato, ma mancavano solo pochi mesi. A far scattare la scintilla fu la morte di Togliatti ed i suoi imponenti funerali, con la partecipazione di milioni di militanti e simpatizzanti comunisti. Da Castellammare partirono due pullman e decine di auto private, in una di queste vi erano Saul e Matteo Cosenza. Un funerale che rappresentò, in qualche modo il battesimo politico del quindicenne Matteo, nato nel 1949. Questo il suo ricordo: 

 

«La ricostituzione del circolo avvenne esattamente qualche mese dopo la morte di Togliatti. Io andai al suo funerale con la Seicento dell'avvocato Giuseppe Carrese, insieme a mio padre e a Salvatore Cascone. In quel giorno ho sempre pensato questo: ho avvertito la grandezza del PCI e divenni comunista a tutti gli effetti.»12

 

La prima sede della ricostituita FGCI fu aperta in via Napoli 14, due stanze in un appartamento al primo piano condiviso con l'Unipol, una nuova realtà assicurativa nata da un anno e legata al mondo della Lega delle Cooperative.13

Vi rimase alcuni anni, fino a quando non si trasferì, nell'ottobre 1970, in via Alessandro Volta 27 e successivamente, nel 1972, nel piano ammezzato di via Errico Alvino 21, insieme alla sezione centrale del PCI, la mitica Lenin - la più importante delle dodici esistenti in città agli inizi degli anni Settanta - che intanto aveva lasciato il vecchio edificio di via Guglielmo Marconi 72.14

Fu in questa sede che nella notte del 11 agosto 1974 ci fu un maldestro attentato, provando ad incendiare l'ingresso della sezione Lenin con una tanica di benzina, ma fortunatamente l'incendio non si sviluppò all'interno, limitandosi ad annerire la porta. La sera prima Saul Cosenza aveva ricevute tre minacciose telefonate: «È suonata la tua ora, Milano, Brescia, poi Castellammare, Viva Ordine Nuovo.» Una settimana prima qualcuno aveva danneggiato anche la sede della FGCI.15

Entrambi gli episodi rimasero senza colpevoli, ma era indubbio la matrice fascista. Nei giorni precedenti Castellammare, come l'Italia intera, aveva reagito con poderose manifestazioni all'ennesima strage perpetrata dal terrorismo nero, con l'attentato dinamitardo del 3 agosto al treno Italicus nei pressi di Bologna, causando dodici morti.

Probabilmente la forte reazione antifascista aveva provocato la stupida reazione dei fascisti locali, volendo mostrare una forza e una capacità che non avevano.

Questi episodi si inserivano nel torbido clima della strategia della tensione con attentati, stragi fasciste e ingenui tentativi di colpi di Stato che insanguinavano l'Italia dal 1969, tesi a intimidire gli italiani e fermare la poderosa avanzata delle conquiste sociali ad opera del forte movimento operaio e in particolare i consensi sempre più ampi nei confronti del PCI di Berlinguer.

L'obiettivo dichiarato dell'eversione nera era quello di favorire un cambio di regime, sulla scia di quanto era accaduto nel 1967 in Grecia con il Colpo di Stato dei colonnelli, spostando sempre più a destra l'asse governativo. Contemporaneamente nella estrema sinistra extraparlamentare, sull'onda delle vigorose lotte studentesche ed operaie iniziate nella primavera del '68, si vagheggiava una impossibile rivoluzione, poi sfociata nel terrorismo rosso con la nascita di diverse sigle, la maggiore delle quali, la più pericolosa, prese forma e sostanza con le temibili, sanguinarie, Brigate rosse.16

Questi sono anche gli anni pionieristici del giornalino ciclostilato Nuova Iskra, nato nel 1967, poi trasformato in un vero e proprio moderno periodico d'assalto tra il 1969 e il 1972.17

Non è secondario ricordare da chi era composta la storica redazione: Matteo Cosenza, Carmine Longobardi, Franco Perez, Alfonso Selleri e da un giovanissimo Salvatore Vozza. Il futuro consigliere e assessore provinciale, deputato e sindaco di Castellammare. Direttore Responsabile era Sergio Gallo, poi successivamente sostituito dallo stesso Cosenza. In seguito altri nomi si aggiungeranno o sostituiranno il nucleo originario.18

Nuova Iskra, come gli altri periodici che seguirono, furono una vera e propria fucina di talentuosi giornalisti, alcuni dei quali hanno conquistato posti di rilievo nel giornalismo campano e nazionale, basti pensare, oltre allo stesso Cosenza, a Luigi Vicinanza, Antonio Polito, Vittorio Ragone, Antonio Ferrara, tutti giovani militanti e dirigenti della FGCI, alcuni anche del PCI, prima di diventare rampanti giornalisti e finanche direttori di diverse testate, passando per l'Unità, Repubblica, Il Mattino ed altri quotidiani e periodici, non ultimo l'Espresso.

La redazione era situata nella sede del PCI in via Marconi.

Il circolo ricostituito nel 1964 fu denominato Nuova Iskra in virtù del primo foglio ciclostilato nato nel settembre 1967, poi definitivamente modificato in Che Guevara.19

Il celeberrimo e carismatico rivoluzionario di origine argentina era stato assassinato a freddo con colpi di mitraglia il 9 ottobre 1967 in Bolivia dal sergente Mario Teran appartenente al reparto antiguerriglia che lo aveva ferito alle gambe e catturato in uno scontro a fuoco. Aveva solo 39 anni.

Da ricordare la rivolta popolare del 3 novembre 1971, nata come semplice protesta di un centinaio di disoccupati davanti al palazzo municipale degenerò rapidamente.

 

«Altre volte i cantieristi o altri disoccupati avevano inscenato manifestazioni di protesta sotto la sede comunale, così com’era usuale, in questi casi, l’intervento della polizia a presidio del Municipio, ma tutto si era sempre risolto pacificamente. Quella volta le forze dell’ordine intervennero massicciamente, chiedendo man forte alla questura e facendo giungere a rinforzo camionette e idranti. Tutto accadde improvvisamente, con micidiali cariche della polizia armata inizialmente soltanto di sfollagente, ma poi si diede ad una vera e propria caccia ai manifestanti con le camionette, bombe lacrimogene e carri capaci di sparare micidiali getti d’acqua gelida.»20 

 

La condanna della politica e delle organizzazioni sindacali fu unanime contro il brutale intervento delle forze dell'ordine e schierata al fianco dei disoccupati fu anche il circolo giovanile comunista:

 

«accusando la DC e Roberto Gava di aver tenuto volutamente un atteggiamento provocatorio nei confronti dei disoccupati e la stessa polizia, con la sua presenza massiccia fin dalle prime ore del mattino, faceva presagire quanto era poi accaduto. I giovani comunisti riconoscevano la presenza di provocatori tra i dimostranti, ma questi erano serviti unicamente per giustificare la repressione poliziesca.

I giornali di tutta Italia inviarono loro corrispondenti, dal Corriere della Sera all’Espresso, con firme prestigiose come quella di Giuseppe Galasso. Per diversi giorni si sprecarono le analisi sociologiche e antropologiche, sulla Castellammare operaia, sulla Stalingrado del Sud e sui comportamenti tenuti dai vari protagonisti nella vicenda, dai partiti politici ai sindacati. Passata la tempesta, nella quiete delle settimane successive, scattarono 65 denunce per adunata sediziosa, 10 fermi e 7 mandati di cattura.»21

 

I feriti furono una decina, altrettanti se ne contarono tra le forze dell'ordine, il più grave fu uno studente di sedici anni, Gaetano Rapicano, iscritto alla FGCI, ferito ad un occhio da un candelotto lacrimogeno sparato dalla polizia ad altezza d'uomo. Nei giorni e nelle settimane successive seguirono numerosi arresti.22

Il trasferimento del circolo giovanile nella più spaziosa e prestigiosa sede al primo piano di Corso Vittorio Emanuele, 57 dell'ex commissariato di polizia, avverrà solo nell'aprile 1975, sede definitiva del Partito, inaugurata da Armando Cossutta. Segretario cittadino del Partito era Saul Cosenza.

La sede era una vera e propria piccola Federazione di Zona con i suoi dodici vani e un ampio salone capace di ospitare circa centocinquanta persone, intitolato alla figura leggendaria del movimento operaio stabiese, Luigi Di Martino.

Il salone era, abbellito da un grande pannello che copriva una intera parete. Opera del pittore stabiese Antonio Gargiulo, rappresentava la tragedia di Piazza Spartaco del 20 gennaio 1921, con l'assalto fascista al municipio rosso. provocando sei morti.

Qui ricordiamo il successore di Matteo, dopo la sua elezione nel Consiglio provinciale del 7 giugno 1970 a soli 21 anni (poi a consigliere comunale nelle elezioni amministrative del 26 novembre 1972), Paolo D'Arco, a sua volta destinato ad una lunga e prestigiosa carriera nel mondo della Lega delle cooperative campana.23

Dopo D'Arco ci fu la breve reggenza di Alfonso Selleri, seguito nel 1974 da Luigi Vicinanza, futuro giornalista di successo in prestigiosi giornali e riviste nazionali come l'Unità, Repubblica, Il Mattino, l'Espresso ed altre testate. Dopo Vicinanza, entrato nella redazione napoletana dell'Unità, venne eletto Segretario del circolo nel 1976, il fratello minore di Paolo, Antonio D'Arco, quando il circolo toccherà i 350 iscritti, a fronte dei tremila aderenti al PCI.24

Antonio sarà poi eletto, nei primi giorni di dicembre 1978, nel Comitato regionale della FGCI, guidato da Luigi Izzi, composto da 54 membri in rappresentanza di tutte le realtà della Campania.

Nel 1977 seguirà lo studente universitario, Raffaele Lucarelli, poi Pasquale Bruno, Giusy Bruno25 e Ciro Maschione all'inizio degli anni Ottanta, candidato alle elezioni amministrative del 6 giugno 1982, ed infine altri, fino alla conclusione della sua storia nel 1991 con la fine del PCI e la nascita del PDS di Achille Occhetto.

Il 19 dicembre 1990 la FGCI nazionale tiene il suo ultimo Congresso, sciogliendosi definitivamente, dando poi vita, nel 1992, alla Sinistra Giovanile sotto la guida di Gianni Cuperlo. Lui stesso era stato l'ultimo Segretario nazionale della FGCI.

 

Raffaele Scala

 

 

(Nota dell’Autore)

Il testo qui rivisto, corretto e ampliato, ora pubblicato autonomamente, è nato come premessa all'autobiografia politica dell'Autore, parzialmente pubblicata alcuni anni fa sui siti web, Nuovo Monitore Napoletano e Strisciarossa, con il titolo, Come diventammo comunisti nella Stalingrado del Sud (L'educazione politica ai tempi di Enrico Berlinguer).

Una premessa di poche righe, appena una paginetta, ma, scavando nella memoria, leggendo alcuni documenti, vari articoli di giornali, da quelli locali all'Unità, il prestigioso quotidiano dell'ormai scomparso Partito Comunista Italiano, in particolare le pagine locali curate dalla sua redazione napoletana, ascoltando le testimonianze di alcuni compagni, mi sono reso conto che valeva la pena di approfondire, di farne un lavoro autonomo.

La storia del circolo stabiese dei giovani comunisti poteva dunque vivere di vita propria, avendo tanto da raccontare alle nuove generazioni: una storia collettiva di vita vissuta, tra il 1944 e il 1990, una esperienza politica di diversi gruppi di giovani appartenenti alle generazioni succedutesi in quel mezzo secolo del Novecento, tutti uniti dagli stessi ideali, sognando di realizzare una società diversa, migliore di quella in cui avevano vissuto i loro genitori e nella quale essi stessi crescevano. Un mondo migliore era possibile, ci hanno provato, anche se alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in questo primo quarto del XXI secolo il mondo sembra, sui temi importanti dei diritti, della libertà, della pace, andare indietro nei secoli, più vicini al buio di tempi lontani ed oscuri che verso il Sole dell'avvenire.  

Si coglie l'occasione per ringraziare Matteo Cosenza, Salvatore Vozza e Alfonso Natale per le loro preziose informazioni.

Consapevole di aver trascritto solo semplici appunti di una storia molto più complessa e articolata, di aver omesso nomi e fatti importanti, chiedo a chiunque si riconosca nei nomi pubblicati, a coloro che hanno conosciuto o conoscono alcuni dei protagonisti citati e ritengono di essere in possesso di fatti e notizie interessanti l'argomento trattato, possono contattarmi scrivendo alla mia mail, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

 

Note 

1. Congresso della FGCI, l'Unità, 19 febbraio 1950: e Archivio di Stato Napoli (d'ora in poi ASNA), Questore a Prefetto, 20 febbraio 1950. In realtà a Castellammare era presente fin dall'immediato dopoguerra un nucleo di giovani comunisti poi inquadrati nel Fronte della Gioventù, guidata da un giovanissimo Vincenzo Bisogni. Con lui un altro giovane, Luigi D'Auria, destinato a far parlare di sé nei successivi 50 anni.

Ad essere pignoli il primo circolo comunista stabiese dovremmo farlo risalire al 1921, all'indomani della scissione di Livorno, quando il locale circolo giovanile socialista, saldamente nelle mani dei scissionisti, passò interamente con il costituito PCd'I. Il suo primo segretario fu Luigi Labriola (1902 - 1957)), succedendo all'ultimo segretario socialista, Nino Gaeta (1903 - 1999), il fratello minore di Oscar (1895 - 1977), che a sua volta aveva ricostituito il disciolto circolo giovanile socialista il 13 aprile 1913 intitolato ad Amilcare Cipriani. Un fratello di Luigi, Pasquale, nonostante la sua giovane età, aveva solo diciassette anni, fu uno dei 15 processati per i fatti di Piazza Spartaco.  Nel giugno 1922 si arrivò a costituire il Gruppo Infantile Comunista con oltre 20 iscritti su iniziativa dello stesso Labriola.  Al Gruppo potevano aderire i ragazzi che avevano compiuto i dieci anni e fino al compimento del quindicesimo, per poi passare al Circolo Giovanile. 

2. Catello Uvale, figlio di Tommaso e di Concetta Esposito, nato il 28 febbraio 1925, fu tra i promotori della fondazione del circolo FGCI stabiese nel 1949 e membro del primo Comitato costituente provinciale sorto con il Congresso del 26 aprile 1949.  Delegato sindacale della Fiom nella Navalmeccanica, dirigente della sezione Spartaco, nel settembre 1971 andò in Unione Sovietica, con una folta delegazione italiana, “Amici dell'Unità”, ospite della Pravda. Catello Uvale era il fratello minore di Attilio (15 febbraio 1923 – 5 agosto 1944), militare partigiano fucilato dai nazisti per rappresaglia il 5 agosto 1944 a Firenze. Catello dirigerà poi la sezione del PCI, “Giuseppe Di Vittorio”, ricordiamo ancora che si dilettava a scrivere delle poesie, di carattere politico. Una di queste la scrisse in memoria del suo antico compagno di lotta e amico inseparabile, Luigi Di Martino. (Cfr. Nuova Iskra, anno III, Nuova Serie, n. 3 aprile 1969).

3. ASNA, Associazioni, Pubblica Sicurezza, 14 novembre 1944.

4. l'Unità giovanile raggiunta a Castellammare, in “La Voce”, 14 ottobre 1944.

5. Era presente a Castellammare anche l'organizzazione dei Piccoli Pionieri, associazione comunista, fondata nel 1950, che raccoglieva i ragazzi dagli otto ai tredici anni. Di questi piccoli pionieri stabiesi ricordiamo alcuni di loro, in larga misura figli di noti attivisti, Luigi De Filippo, Sergio D'Auria, Ivana D'Auria, Vladimiro D'Auria, Attilio Uvale, Sonia D'Auria, Alfonso Doriano, Alfonso Di Nola, Rosalba Cozzolino, Vincenzo D'Amore, Carmine Torbino, Alfonso Gargiulo, Carmine Longobardi, Luigi Martone, Antonio Massa, Salvatore Massa, Gabriele Massa, Candido Lettieri, Salvatore Cuomo, Cfr.,  Messaggi di commozione e di dolore per Togliatti, l'Unità, 3 settembre 1964

Su alcune vicende legate al Fronte della Gioventù stabiese di questo periodo, Cfr. R. Scala, Vita di un comunista stabiese, Luigi D'Auria, e   Cenni storici sul neofascismo stabiese nel dopoguerra repubblicano (1943–1953), (pubblicati da Nuovo Monitore Napoletano e su www.liberoricercatore.it)

6. SNA, Ufficio di PS Castellammare di Stabia, 9 ottobre 1946.

Paradossalmente la sigla del Fronte della Gioventù fu ripresa e fatta proprio nel 1971 dal MSI per rifondare l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano-Destra nazionale. Questo Fronte della Gioventù si caratterizzò da subito come organizzazione di estrema destra, se non neofascista a tutti gli effetti. Non a caso criticava da destra il partito degli adulti, il MSI, Il Fronte della Gioventù si scioglierà nel 1996, dando vita Azione Giovani, dopo la nascita di Alleanza Nazionale, il partito fondato da Gianfranco Fini, quale direttto erede del vecchio partito di Giorgio Almirante, già dirigente del Partito fascista, finanche nella cosiddetta Repubblica Sociale Italiana, lo Stato fantoccio voluto da Mussolini a da Hitler dopo la caduta del regime del 25 luglio 1943.

7. Saulle Cosenza era figlio di Matteo, operaio del Regio Cantiere, militante socialista, poi comunista, che prese parte alla difesa di Palazzo Farnese dall’assalto fascista del 20 gennaio 1921. Saulle era nato a Castellammare di Stabia il 15 luglio 1925. Iscrittosi al PCI nel 1943, partecipa alla manifestazione contro la guerra del 1° settembre, subendo l’arresto con altri noti antifascisti. Saul è citato da Paolo Spriano nella sua, Storia del PCI: tra gli operai dei cantieri di Castellammare, l’organizzazione del partito è attiva, e si fa luce in essa, Saul Cosenza. – p. 165 edizione l’Unità Einaudi, 1990. Operaio dei Cantieri navali dal 1939, fu Segretario della sezione Fontana negli anni ’50 e successivamente della sezione Romagnoli, cellula interna alla Fincantieri. Consigliere comunale nel 1961, fu Segretario cittadino del Partito dal 1967 al 1977 e membro del Comitato Centrale dal 1969 al 1979. Saul fu il primo stabiese a meritare questo privilegio. Responsabile di Zona del Partito dal 1977 al 1980, morirà il 12 gennaio 1981. A tenere l’orazione funebre ai suoi funerali, in una Piazza Spartaco gremita di gente, fu Giorgio Napolitano, il futuro Presidente della Repubblica. 

8. Da una nota inviata da Matteo Cosenza all'Autore del presente lavoro.

«Il torinese Achille Occhetto fu Segretario nazionale della FGCI dal 1962 al 1966, subentrando all'emiliano Rino Serri che l'aveva guidata nei due anni precedenti.» 

9. Matteo Cosenza ricorda: «Così fu ricostituito il circolo della FGCI che nel giro di qualche mese raggiunse i 210 iscritti (praticamente una buona metà del gruppo dirigente del PCI per decenni, compresi sindaci e amministratori, e tanti giornalisti. E furono anni straordinari tanto da far diventare la FGCI stabiese un soggetto politico della città.  Ricordo solo qualche dato: i giornali (Gioventù Democratica, Nuova Iskra, Cronache, Cronache della zona); la lotta per le spiagge libere e il trasferimento dei Lidi dall'arenile a Pozzano dopo la nostra denuncia dell'inquinamento del mare; la Consulta giovanile; le azioni contro l'abusivismo edilizio; la conferenza operaia giovanile; il movimento per il Vietnam; le Feste dell’Unità.»

10. Da una nota inviata da Matteo Cosenza all'Autore del presente lavoro.

«Salvatore Calogero, fu consigliere comunale della Democrazia Cristiana, eletto per la prima volta nelle elezioni del 17 aprile 1977 e nominato assessore supplente, poi effettivo nelle diverse tumultuose amministrazioni che si susseguirono nel corso della burrascosa consiliatura.  Fu riconfermato consigliere comunale anche nella successiva consiliatura eletta il 6 giugno 1982 ma senza ricevere nessuna nomina ad assessore. Fu Vice direttore della rivista Medusa, periodico giovanile studentesco, fondato nel 1961 e pubblicato fino al 1967, diretto da Alfonso Conte. Nella rivista si cimentò, tra gli altri, dal 1965, la futura scrittrice, Carmen Covito, figlia di Michele, uno dei duemila deportati stabiesi dai fascio nazisti durante i tristi rastrellamenti del settembre 1943.»

11. A Castellammare di Stabia. Aperta la Conferenza meridionale della FGCI, Cfr. l’Unità, 18, 19 e 20 luglio 1964, articoli di. Andrea Geremicca.

12. Da una delle tante conversazioni dell'Autore del presente lavoro con Matteo Cosenza nel corso della ricerca sulla storia della FGCI, gennaio 2026.

13. Tra i fondatori della Unipol vi fu lo stabiese Oscar Gaeta (1895 - 1977), che nella sua lontana gioventù, il 13 aprile 1912, aveva ricostituito il Circolo Giovanile Socialista e tra i fondatori del PCd'I nel 1921, con Antonio Cecchi. Cfr. R. Scala, Oscar Gaeta il comunista stabiese che conobbe Lenin e fondò l’Unipol (Nuovo Monitore Napoletano) e su (Libero ricercatore).

14 Testimonianza di Matteo Cosenza all'Autore del presente lavoro.

 «Delle oltre dodici sezioni PCI esistenti a Castellammare si ricordano, oltre la Lenin, Carlo Marx, Fontana, Luigi Di Martino, Ruggero Grieco, Gagarin, 14 luglio, Gramsci, Togliatti, Di Vittorio, Italcantieri, Pietro Carrese. Nel corso del tempo alcune sezioni cambiarono nome, così, per esempio la sezione Fincantieri divenne sezione Romagnoli, la gloriosa Spartaco divenne la sezione Lenin. In realtà ci sarebbero anche altre sezioni, forse dalla vita effimera, come la sezione Cervi e la sezione Privati, di cui non si hanno notizie precise. Complessivamente il Partito contava negli anni Sessanta a Castellammare su oltre tremila iscritti. Cfr. l'Unità, Tesseramento al PCI, 100% in numerose fabbriche napoletane, 10 dicembre 1964, articolo di Andrea Geremicca. Ogni domenica i militanti diffondevano, strada per strada, casa per casa, oltre 1.500 copie del quotidiano comunista, l'Unità.»

15. Tentato incendio ad una sezione PCI, l'Unità 13 agosto 1974.

16. Quanti vogliano approfondire il clima di guerra civile che interessò solo relativamente Castellammare, rispetto a quanto accadeva nel resto d'Italia, può tornare utile R. Scala, La Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia. Dalla Zona sindacale al Comprensorio Vesuviano Esterno /1970 – 1991), in «Cultura e Territorio», Nuova Serie, Anno III, 2021, pp. 87- 125.

17. Nuova Iskra sarà citato dal mitico corsivista dell'Unità, Fortebraccio in un suo celebre articolo del 5 marzo 1972 a seguito della pubblicazione da parte del settimanale stabiese dei maggiori contribuenti fiscali di Castellammare e dove era emerso che Antonio Gava pagava una cifra irrisoria di tasse, provocando numerose lettere di protesta indirizzate allo stesso Fortebraccio. Cfr, Sottoscrizione, l'Unità, 5 marzo 1972. L'articolo su Nuova Iskra era apparso il 5 febbraio 1972.

18. Per maggiori informazioni su questo importante periodico, Cfr., R. Scala, Nuova Iskra, periodico della gioventù comunista stabiese, (www.liberoricercatore.it) e La stampa periodica a Castellammare di Stabia (Nuovo Monitore Napoletano).

19. La notizia che il circolo si chiamasse Nuova Iskra la abbiamo casualmente scoperta sfogliando l'Unità del 20 marzo 1970, p. 9: Circoli che chiedono libri e riviste.

L'Unità cita per la prima volta il circolo giovanile stabiese il 28 maggio 1965, nella rubrica, Lettere all'Unità, pubblicando una lettera a firma della Segreteria della FGCI lanciando un appello ai compagni di tutta Italia chiedendo di aiutarli a far sorgere una loro biblioteca per diffondere la cultura tra i giovani   inviando contributi in denaro o in libri.

20. R. Scala, La rivolta del 3 novembre 1971 a Castellammare di Stabia, (www.liberoricercatore.it)  e in La Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia, cit., pp. 87-91.

21. Ibidem 

22. Sulla vicenda Cfr. Anche l'interrogazione parlamentare dei deputati, D' Angelo, Conte e D'Auria al Presidente del Consiglio, Atti Parlamentari, seduta del 9 novembre 1971.

23. Paolo D'Arco, fu, tra l'altro consigliere comunale e assessore con la Giunta di Catello Polito, sindaco rieletto con le elezioni amministrative del 30 novembre 1997 alla guida di una coalizione di sinistra e Presidente della Juve Stabia tra il 2002 e il 2006. Scompare il 12 dicembre 2018 dopo una grave malattia durata diversi mesi.

24. Castellammare, più iscritti anche nelle zone bianche, in l’Unità, 4 novembre 1976.

25. Risale all'agosto 1981 l'eclatante azione della FGCI stabiese, guidata da Giusy Bruno, e di altre associazioni giovanili, contro la presenza della portaerei Nimitz ancorata al largo nel golfo di Napoli e in particolare contro l'Amministrazione comunale per aver patrocinato un concerto della banda musicale della VI Flotta americana di cui faceva parte la portaerei Nimitz. Per tutti i particolari Cfr. R. Scala, Castellammare di Stabia, 29 agosto 1981, la FGCI e la VI Flotta americana (www.liberoricercatore.it)

Giusy Bruno, giovane militante comunista, originaria di Torre del Greco, ma da anni trapiantata a Castellammare, era stata eletta nel direttivo provinciale della Federazione Giovanile Comunista all'indomani della loro Conferenza d'organizzazione provinciale tenutasi il 25/27 gennaio 1980. Cfr. l'Unità del 25, 26, 27 gennaio, 17 e 29 febbraio 1980. Nel dicembre 1981, a conclusione del Congresso costitutivo della Zona Torrese Stabiana Sorrentina, fu eletta nel Comitato di Zona del PCI guidato da Vittorio De Cesare. Qualche anno dopo sarà assunta dalla CGIL e impiegata come addetta alla segretaria dalla Camera del Lavoro stabiese.

 

 

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