Democrazia ambigua
Antica è l’osservazione che totalitarismo e dittatura non sono degenerazioni patologiche della democrazia, ma ne rappresentano piuttosto esiti possibili. Osservazione ancora in grado di scandalizzare; tutti concordano sul significato etimologico: “potere del popolo”. Il problema nasce quando si cerca di disambiguare l’espressione. Quali sono infatti le modalità che consentono di esplicitare la piena sovranità popolare? Siamo portati a rispondere che condizione essenziale è la possibilità di tenere consultazioni elettorali libere, mediante le quali al popolo viene fornita l’opportunità di cambiare i propri rappresentanti. Il meccanismo della rappresentanza, spesso criticato, diventa necessario quando la popolazione aumenta in misura considerevole impedendo la democrazia “diretta” ipoteticamente sperimentata nelle società tribali o in alcune città-stato dell’antica Grecia. Le stesse difficoltà sorgono ai giorni nostri, col tentativo di rendere davvero contigui elettori ed eletti tramite la Rete. Presupposti indispensabili: ognuno dev’essere connesso e sono necessarie garanzie circa l’impossibilità di manipolazioni.
Negli ultimi secoli il liberalismo ha cercato di conciliare principio democratico e principio della libertà separando in modo netto società e Stato, con quest’ultimo che assume la funzione di “guardiano esterno”. Con tutto questo desidero far notare che la coincidenza tra principio democratico e principio della libertà non è affatto scontata. Lo è per coloro che vivono nei Paesi occidentali, e diventa pressoché incomprensibile in altri contesti. Teorici liberali come Karl Popper e Isaiah Berlin lo sapevano benissimo, sottolineando nelle loro opere che uguaglianza e libertà sono destinate a entrare in conflitto.
Michele Marsonet |
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.205 Gennaio 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaGoffredo Fofi, l’intellettuale totale Campate felici! Il diritto alla felicità nella Costituzione còrsa del 1755 Pasquale Paoli e l’illuminismo napoletano I legami storici e culturali di Dracula con Napoli e l’Italia meridionale
Libere Riflessioni Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 Chavismo, lezione n.1: Chávez non era un indovino Polemiche inutili sul presidenzialismo Putin e la ricostruzione della grande Russia
Filosofia della Scienza Gli scienziati e il potere politico
Cultura della legalità Riforma della Corte dei Conti: tra accelerazione amministrativa e rischio di minori controlli Vittime innocenti. Gennaio 1946-2014
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 203 visitatori e nessun utente online |



Quando si sottolinea l’ambiguità della parola “democrazia” si corrono dei rischi. Non v’è dubbio che si tratti di un’operazione corretta dal punto di vista scientifico, ma i rischi sono dovuti al fatto che oggi siamo così abituati a far seguire tale parola dall’aggettivo “liberale” da essere automaticamente indotti a escludere che il termine possa avere un significato diverso. “Democrazia” è infatti una parola polisemica, il che comporta polemiche sterili sul piano della pura ricerca.