Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Unione Europea e disinformazione

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È logico che gli europei cerchino di difendersi dalle ondate di fake news che quotidianamente li assediano, ed è pure fondato pensare che gran parte della disinformazione provenga dalle potenze totalitarie.

Tuttavia il metodo che s’intende adottare per raggiungere questo obiettivo presta il fianco a critiche e sospetti.

Si noti, innanzitutto, che l’iniziativa è come sempre nelle mani della Commissione Ue (organo non eletto dai cittadini), senza che si senta il bisogno di coinvolgere più di tanto il Parlamento che dovrebbe, in teoria, rispecchiare la volontà popolare. Situazione certo non nuova a Bruxelles, ma che aumenta comunque le perplessità di coloro che eccepiscono sul reale grado di democraticità di questa Unione.

La Commissione presieduta da Ursula von der Leyen ha dunque deciso di lanciare il “Democracy Shield” (lo Scudo europeo per la democrazia) destinato a combattere disinformazione e ingerenze straniere, e che dovrebbe basarsi su un “Centro europeo per la resilienza democratica”.

Posta in questi termini l’iniziativa appare legittima ma, come accennavo dianzi, si tratta di capire chi avrebbe il controllo di queste strutture.

Sembra di capire, anche se le informazioni sono ancora scarse, che tale controllo spetterebbe alla coalizione di partiti che sorregge la traballante maggioranza di Ursula von der Leyen, tagliando fuori tutti gli altri.

 

Si avrebbe, allora, una sorta di “dottrina ufficiale” Ue adottata, per l’appunto, dall’attuale maggioranza, e che non potrebbe trovare il consenso di coloro, chiamiamoli per comodità “euroscettici”, che nella suddetta maggioranza non si riconoscono.

Scontato, a questo punto, nutrire dubbi legittimi. Verrebbero creati strumenti per scovare i “deepfake” e per potenziare il “fact checking” mediante una rete Ue indipendente. Ma indipendente da chi, se è lecito chiedere? E come può la Commissione arrogarsi il diritto di giudicare la reale indipendenza dei soggetti coinvolti? E chi ha deciso di dotare Bruxelles di strumenti così ampi, tanto da poter decidere cosa è vero e cosa è falso?

È ovvio che risposte ufficiali non vengono fornite, e che il vero significato dell’operazione va ricondotto alla volontà di escludere dal circolo decisionale tutte le formazioni politiche che non si riconoscono nella summenzionata “ortodossia” Ue. Si dà tuttavia il caso che nulla di simile sia mai stato approvato dal Parlamento europeo, dal che consegue che la Commissione sta cercando di attribuirsi poteri amplissimi senza passare prima dalle necessarie verifiche parlamentari.

Si tratta di un fatto grave, che può addirittura condurre allo stravolgimento della Ue come oggi la conosciamo.

Senza dubbio l’Unione dovrebbe essere riformata in profondità, ma è lecito dubitare che l’iniziativa della Commissione e della sua presidente rappresenti la via adatta per raggiungere tale scopo.

 

Michele Marsonet

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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